mercoledì, 06 agosto 2008
 
Cocomeri
 
E' un caldo torrido.
Una accecante luce giallastra negli occhi.
 
Cammini svelto svelto sull'asfalto con un po' di spesa sottobraccio...
...e osservi imbarazzato che languidi sguardi di ragazze interessate e accaldate dal sole ti seguono per la strada.
 
Ecco cosa capita se di agosto vai per città con mezza anguria sotto braccio.
postato da: enochirios alle ore 22:35 | Permalink | commenti (2)
categoria:dies cotidianus, serio ma non troppo
sabato, 02 agosto 2008
 
Night on the Beach
dialogo rivierasco sui massimi sistemi
 
Al centro un tavolino nel giardino di un locale in riva all'Adriatico.
Entrano in scena tre emblematici personaggi con una bibita in mano.
...brusio fuori dalle quinte....
 
“Ehi ragazzi!” - fa il primo dando fuoco al suo mix flambé alla pesca - “avete visto che gente gira qui? Io apposta sto sempre in maglia tecnica.” - il fuoco degenera in vari lapilli - “E' alla moda, giusto un poco appariscente ma con aria decisa.”
“Oh, davvevo?” - lei mischia con l'ombrellino il cocktail rhum e menta- “Io ci tengo a un look allegvo, intelligente e sottilmente poco sevio... Sapete, no?” - fa un amabile sorriso - “ Le pevsone tutte scuve e sevie sono tutte di deeeestva.”
“Io” - ingurgito d'un colpo il bicchiere di refosco - “io invece mi vesto come una macchia d'acqua sul muro...” - mi aggiusto la canottiera bianca - “...così, giusto per distinguermi dallo sfondo...”
 
( ...odio sistiana mare odio sistiana mare odio sistiana mare odio sistiana mare... )
postato da: enochirios alle ore 18:09 | Permalink | commenti (1)
categoria:serio ma non troppo, hironica
martedì, 15 luglio 2008
 
FALO'
 
“Tu c'hai questa fissa di bruciare le biblioteche.”
“Non solo le biblioteche: anche i cinema al chiuso e le librerie.”
“E i giornalai?”
“Anche quelli. E' solo la legge e il rincaro della benzina che mi frega.”
“Ma non salvi proprio nulla?”
“I libri di ontologia, i romanzi di Chesterton, Husserl, Nietzsche, qualche editio oxoniensis in greco.”
“Eh non vale, però: non puoi fare eccezioni per quello che hai a cuore!”
“Certo che posso: io ho detto di bruciare le biblioteche, non il contenuto... ma te l'immagini?”
“Cosa mai?”
“Se gridano: "Bruciano la biblioteca!", corri e prendi i libri migliori. Il resto è carta, e merita le fiamme.”
“Ma io sono io... non posso decidere per gli altri...”
“Relativista malfidente! - ma a un incendio non accorrono forse tutti in massa...?”
“Beh, sì, non posso negarlo.”
“E io ti chiedo- arrivati lì, salverebbero i libri dalle fiamme?”
“Che domande mi fai! Sì, se posso dare una mano li prendo.”
“Migliaia di persone con bracciate di libri in mano, come fossero bambini.’
“Li salvano dal rogo.”
“Li salvano dalla biblioteca...”
postato da: enochirios alle ore 15:29 | Permalink | commenti
categoria:santa inquisizione, serio ma non troppo
martedì, 11 marzo 2008
  
LA FALLACIA DI CHE GUEVARA
  ...ispirato a Sabina Guzzanti...
 
Il Che è in un accampamento isolato nella foresta con 1243 uomini e solo un piatto di pastasciutta.
Per non farli morire di fame applica un rigoroso comunismo dei beni e fa dividere con il machete pasta e pummarola in milleduecentoquarantatre porzioni.
( Lui niente. Ernesto Guevara vive di puro spirito. )
"Es verdadero comunismo! Asì, " - ragiona - "despues dos meses saràn todos meno muertos..."
 
Non dite di no: a sentirla da questo barbutone con basco e cubano in bocca si sorride.
Ma lo sketch può essere utile anche per trarne qualche insegnamento, financo filosofico.
Che Guevara dimostrava, infatti, tre serissimi problemi con il concetto di vita.
 
 ...sotto la soglia la capra crepa...
Il comandante Che voleva foraggiare i suoi mille barbudos con 1 decimo di tagliatella a testa.
Come formalizzare l’errore di questa pretesa?
Il Che non aveva colto che se riempire a metà una bottiglia è renderla mezza piena, mangiare per un mese metà del necessario non è avere soldati mezzi vivi.
La vita ha bisogno di una certa soglia perché essa possa svilupparsi.
 
...il mio gatto non è commutativo...
Gli eventi della vita, poi, neppure possono essere in ordine sparso: mangiare molto ora e poco tra un mese non è la stessa cosa che mangiare poco ora e abbastanza tra 30 giorni.
La vita è una precisa storia orientata tra passato e futuro. In termini algebrici, io o il mio gatto non siamo una vita commutativa.
 
...meglio in Svizzera che morto...
Ma l'intoppo più grosso intoppo per l'Ernesto è che morte e vita sono un aut-aut.
Non ammettono gradualità e nessuno può essere più o meno morto d'un altro.
 
Ci sono casi limite in cui siamo “più” o “meno” sicuri che un malato sia vivo: un uomo in coma vegetativo è, per quello che ne sappiamo, più morto di uno in arresto cardiaco da 3 minuti .
Ma non per questo vita e morte sono gradazioni d’un unico concetto che va dal defunto al vivente, come potremmo andare dal nero alla luce piena col variare della luminosità.
 
Piuttosto, è come due stati su una cartina e un punto di frontiera.
Qui tutto Italia, là tutta la Svizzera.
Al confine mi porrò per un istante la futile domanda: “Ma dove sono ora?”
Un piede di qua e uno di là, e magari il confine è segnato con una linea confusa... chissà, di preciso, in che paese mi trovo!
Di certo, se sbilancio il corpo in avanti sarò più sicuro di essere in Svizzera.
E se arretro di mezzo passo, sarò più sicuro di essere in Italia.
Tuttavia, italianità e svizzerità non sono sfumature di un unico concetto, chessò: l'italoelveticità.
Lo stesso vale per la vita.
 
...conclusione...
In fondo, questo era bene noto per Che Guevara.
Una volta morto, di lui non restò e non esistette nulla oltre al suo corpo.
Ma non fu per questo meno vivo: di lui rimase ben la trasparenza della sua amata presenza... comandante Che Guevara...

postato da: enochirios alle ore 18:46 | Permalink | commenti (7)
categoria:philosophia, serio ma non troppo
mercoledì, 20 febbraio 2008
 
Contro natura
( qui non si parla di Ferrara )
 
Stamattina, di fronte alla tazzina di caffè e al companatico, riflettevo.
Giravo il cucchiaino tra i vapori di caffeina e pensavo alla blogosfera e i grandi dibatti della società.
 
Riflettevo che odio i blog impegnati.
Io odio quei blog che bioetica... e politica... Però, mi piacciono le brioche.
Odio i blog che riconciliano scienza, fede e totocalcio, ma vado matto per i mandarini.
  
“Però” - mi sono detto tra caffè e biscotti - “ci sono anche temi così eticamente sensibili, quelli scesi in piazza negli ultimi giorni, quei temi sul bene e il male, sulla società e la legge di natura, sul naturale e l'artificiale...”
 
E diciamocelo, allora... LE BRIOCHE ALLA CREMA SONO CONTRO NATURA.
 
( ...solo marmellata d'albicocche, al massimo pesca, magari alle prugne, al max ai mirtilli... e soprattutto, la politica facciamola altrove... )
postato da: enochirios alle ore 17:59 | Permalink | commenti (20)
categoria:blog, dies cotidianus, serio ma non troppo
domenica, 20 gennaio 2008
 
Grandi iniziative
  
Richiamata oggi grande folla all’angelus in sostegno al Papa.
I giornali titolano: “Papa Day”.
 
Sempre in difesa dei valori cristiani, forse si medita pure un “Christ Day”.
Marcello Pera propone già una data.
 
25 dicembre.
 
( Ma forse c’aveva già pensato qualcun altro... )
postato da: enochirios alle ore 17:53 | Permalink | commenti (7)
categoria:politica, serio ma non troppo
venerdì, 18 gennaio 2008
   
Piccola addenda
 
 ...alla pregevole storia della filosofia
occidentale del conte Bertrand A. W. Russell...
 
Sartre diceva che ogni anticomunista è un cane.
Ma d’altraparte, era lui che pisciava sulla tomba di Chateaubriand
 
( Da alcune note scritte non so quando. Il fatto è minzionato - ehm - da Simone de Beauvoir. )
postato da: enochirios alle ore 20:14 | Permalink | commenti (2)
categoria:disopinioni, serio ma non troppo
giovedì, 29 novembre 2007
 
Breve  et  asindetica
 
Visto oggi ignoti aviogetti militari volare bassi su Trieste centro.
No, non era bottiglioni coca-cola & mentos.
( Cosi fumosi. Relativa vicinanza con base di Aviano. Del tutto solidale con i vicentini contro ’ste cazzo di basi areonautiche. )
postato da: enochirios alle ore 20:20 | Permalink | commenti (4)
categoria:dies cotidianus, serio ma non troppo
martedì, 27 novembre 2007

 

In the Wonderful

month Of may

  

C’era una volta uno che spesso...

E poi gli capitava che...

Alla fine si prendeva di lei, lei che era così.... ma proprio talmente... !!!

 

E alla fine mandava delle rose, a lei e poi a lei e poi a lei.

Ma niente, non funzionava.

Né lei né lei né lei.

 

E chissà, nel profondo, chissà come si spiega.

Forse, era innamorato della fioraia.

Forse, era innamorato dei fiori.

 

( Quanti hanno capito che questa è una chiosa ad una poesia di Heinrich Heine? )

postato da: enochirios alle ore 21:28 | Permalink | commenti (4)
categoria:serio ma non troppo, levit
giovedì, 18 ottobre 2007
  
Town Hall
( ovvero: don't smoke, we are paisà )  
 
Sala civica comunale.
Poltroncine bluette imbottite, luci al neon, divieto di fumo, targa commemorativa all’ex-sindaco, lavoretti in ceramica della scuola media all'ingresso.
 
Presentazione dei candidati regionali al PD.
 
Una ricciuta donna rossa in seconda fila alza la mano.
“Prego”, fa il moderatore.
 
Capelli di fuoco, lista civica di sinistra, s'alza in piedi e in cinque passi aggrampa il microfono.
“Ecco, volevo dire...” - il microfono fischia - “ che questo partito deve essere un partito per i gggiovani.”
“ E ho visto dei giovani, fuori, a chiacchierare sulle panchine con la cicca in mano. Noi politici dobbiamo riflettere e ” - breve pausa - “in-ter-ro-gar-ci. Dico, perché non siamo riusciti a coinvolgere pure loro?”
 
Rapido cenno di contrizione sul petto e occhiata ad effetto alla platea.
 
“Perché non sono entrati, invece di stare a fumare fuori ?” - i riccioluzzi si scuotono con pathos- “Perché, dico io? PERCHE'...? 
 
( Questo ci ricorda che la sinistra guarda sempre avanti, sempre AVANTI! ...ma anche notare i cartelli alle proprie spalle non sarebbe male... )
postato da: enochirios alle ore 17:26 | Permalink | commenti (5)
categoria:politica, ritratti, serio ma non troppo, hironica