mercoledì, 20 agosto 2008
 
SBANG!
( involontario, ma caratteristico umorismo slapstick )
 
“Beh, gentile ospite, ora ti saluto.”
“Oh, come... vai già via?”
“Eh, l'ultimo bus per tornare... ciao, padrona di casa...”
“Eno, ma dove stai andando?”
“A casa, te l'ho detto. Quindici chilometri...”
“Hmm, ma quella è la porta dello sgabuzzino.”
 
( Ossia: prevedibile e assolutamente imbarazzante.  )
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categoria:dies cotidianus, surrealia, di me e di altro
mercoledì, 13 agosto 2008
 
TRIBUNI
( la rivoluzione è un tocco di phard ) 
 
Negli ultimi tempi diversi arruffapopolo salgono al turno loro sul palco di qualche piazza gremita.
Da lì partono voci bercianti e senza una goccia di saliva, con mitraglie di accuse.
Ogni salmo finisce in gloria.
“In questa Italia di me**a noi cambieremo le cose!”.
 
Più del tono violento io temo, in realtà, - insomma, quali cose?
Non si sa mai che una mattina dopo le elezioni mi svegli con una sorpresa.
 
Per strada filari di fioriere ecologiche color fucsia.
Nei semafori formose donne pedone per le pari opportunità.
Moduli multiculturali per le tasse dal Sardo, al Wolof, allo Sloveno del Natisone.
 
Ecco, appunto.
Cambiare "le cose".
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categoria:politica, dies cotidianus, hironica
mercoledì, 06 agosto 2008
 
Cocomeri
 
E' un caldo torrido.
Una accecante luce giallastra negli occhi.
 
Cammini svelto svelto sull'asfalto con un po' di spesa sottobraccio...
...e osservi imbarazzato che languidi sguardi di ragazze interessate e accaldate dal sole ti seguono per la strada.
 
Ecco cosa capita se di agosto vai per città con mezza anguria sotto braccio.
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categoria:dies cotidianus, serio ma non troppo
sabato, 26 luglio 2008
 
INTELLECTUALS
 ...come le biotecnologie hanno cambiato politica e cultura...
 
In tanti vogliono convincermi di una strana bizzarria:
  
« Un intellettuale impegnato non puoi chiamarlo sempre:
"quel puttanone prostituto".
L'impegno intellettuale è una cosa molto, molto più profonda.
Non si può svilirla in questa maniera, Eno. »
 
Ah, più profondo dell'amore mercenario...
...utero in affitto...?
 
( dedicato a P.F. D'Arcais, E. Scalfari, G. Genna, M. Hack, E. Boncinelli, Pie.Gi.Odiffr., A. Camilleri etc. ... )
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categoria:humor di pessimo gusto, dies cotidianus
martedì, 22 luglio 2008
 
Senescenza
 
Il tempo che passa si vede dai piccoli particolari.
Ieri mattina mi lavavo il viso e ho guardato nello specchio.
...YAAAAWN... sbadiglio...
“Eh, qualche anno - mi sono detto - e la mia barba avrà i capelli bianchi.”
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categoria:self, dies cotidianus
domenica, 20 luglio 2008
 
E tu chi sei?
( ...diamoci un taglio, per favore... )
 
Continuano, con toni apocalittici, le proteste contro il censimento delle identità per i nomadi in Italia.
Incliti esponenti della Giovanile PD, molte persone in buona fede, aficionados di catene mail, zuzzurelloni fan di Marco Travaglio.
Tutti a mandarmi email e messaggi pure nel weekend, tutti a lanciare accorati appelli.
 
Apprezzo la preoccupazione sociale ma, con il dovuto rispetto, "ah, le impronte ai bambini rom!" mi pare tanto una sciocchezza.
 
1) Gli "zingari" non sono solo rom: ci sono anche i sinti. Vedi te chi è il razzista a parlare di "schedature di rom".
2) Il nomadismo non è una etnia e la misura riguarda il nomadismo, non gli "zingari".
3) Un provvedimento sul nomadismo non è un provvedimento sugli "zingari": ci sono anche "zingari" stanziali e nomadi non "zingari".
4) Non è il primo caso simile in Italia. Gli esuli dall'Istria furono schedati con impronte digitali, poiché le anagrafi erano perdute.
Ignoro come abbiano fatto dopo la distruzione dei registri al terremoto di Messina 1908, ma la difficoltà doveva essere la stessa.
Soprattutto, tutti i maschi italiani che facessero il servizio militare hanno già lasciato le loro impronte allo Stato.
5) Le impronte per le carte di identità sono già prese a tutti in Francia, senza proteste.
6) I rilievi saranno presi anche ai minori... perché, voi siete stati iscritti all'anagrafe a partire dai 18 anni?
7) Se il provvedimento tocca il nomadismo, riguarda grossomodo gli "zingari", e dunque anche i minori zingari.
Ma perché non proseguire avanti con questa "logica"?
...dunque anche i bambini zingari handicappati; i bambini zingari handicappati con difetto di pronuncia; i bambini zingari handicappati con brutta pronuncia e un po' mingherlini; etc.
A quando il titolone: "EUGENETICA RAZZISTA! SCHEDATI ZINGARI HANDICAPPATI BALBUZIENTI!" ?
8) "Le impronte permettono di tracciarci, la carta di identità no".
Assolutamente falso.
Noi usiamo i documenti di identità per un infinità di atti quotidiani in uffici, all'Asl, alle poste, al comune, etc.
Siamo ben integrati nella società e non possiamo fare a meno di compiere queste operazioni; d'altra parte le operazioni permettono di risalire a noi con assoluta precisione. Solo questa rintracciabilità rende estremamente affidabili i nostri documenti di identità.
Il quesito è: "Come fare con chi non è ben legato alla società stanziale?"
 
Chiudo informando tutti che anche io sono fellonamente identificato a partire da un "dato biometrico": la mia nascita.
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categoria:societas, dies cotidianus
giovedì, 19 giugno 2008
  
La statua di Skopas
 
Skopas il greco sedeva sul sedile dell’autobus.
Gli occhi sono grigi ed antichi come le unghie spesse delle mani.
 
Un ragazzo gli avanza accanto accaldato e pieno di rossore.
Lo segue una piccola folla di compagni chiassosi, di libri, di zaini e di donne.
 
Skopas alza appena gli occhi e nessuno lo vede nella turba di gente.
Poi una figura di donna, castana e leggera, gli passa veloce dinnanzi.
Il suo sguardo allora si apre.
 
Alza in silenzio la mano nodosa, poco e poco, e pare una preghiera.
 
“ Ma come può tanta grazia disegnarsi su carne così pallida?
Il cuore sale e riempie di calore la pietra fredda delle ossa e della pelle.
Un soffio di vita esce dal volto e dalle vene, e si fa respiro.
Ma come può la vita scolpirsi su linee così fredde e ancora restare viva?
Eppure, tanta bellezza su carne fragile- come il gesso e il papavero. ”
 
Poi serra un poco la mano e ritrae nel pugno le sue parole.
Skopas tace.
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categoria:ritratti, dies cotidianus, scriptum
sabato, 14 giugno 2008
 
CANI
 
Ho osservato più volte la cosa.
Esistono- lo saprete- piccoli barboncini marrone mimetico.
 
Li tieni in braccio e sembrano un cartoccio del pane.
Li fai scendere e la baguette prende vita e scappa.
Del tutto indistinguibili.
 
Controllare sempre se il sacco di pane ha un guinzaglio.
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categoria:dies cotidianus
martedì, 10 giugno 2008
 
Pastiglie
 
Oh, sì...
Dormire, io vorrei dormire.
Mi addormento quasi all’alba e dormo 5 o 6 ore.
Così ieri cercavo qualcosa di forte, very very  strong per dormire.
Ma niente d’alcolico! e niente sonniferi!
Così, così, non sapendo che fare venerdì vago cadavere e stanco...
...laggiù, vedere una biblioteca, piccola e piena di quiete.
In realtà, volevo chiedere con aria seriosa alla bibliotechiera: “Aò, c’avete mica il cd di OTILLAF?”.
Ma invece no, eccolo là, ma che ti vedo in quello scaffale!
“Les origines de la formation des noms en indo-européen”- Emile Benveniste 1935.
E come resistere?
Ieri mi sono addormentato a mezzanotte meno un quarto.
Molto meglio del cd di Otillaf.
Ah!
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categoria:dies cotidianus, surrealia
lunedì, 02 giugno 2008
 
Mister People
  
Mi chiedevi, dolendoti per il caldo, qualcosa sul giovane P. .
 
Il giovane P. è un uomo straordinario.
P. raccoglie il senso comune con fili di seta.
Tanta è la finezza dell’intrico che a obiettargli sembri un ingenuo.
 
P. ha un’opinione e cinque fonti sicure su ogni persona e ogni cosa.
P. non sa le cose- lui ha conoscenze, dalla politica più profonda ai segreti da confessionale.
P. sbiascica a lungo in un italiano incerto, con troppe parole.
P. usa spesso la parola sbagliata.
P. legge molto i giornali.
P. ammalia le masse.
 
Un giorno P. snocciolerà ad altri qualcosa dalle sue fonti segrete.
Alzerai gli occhi, e t’accorgi che sta rivendendo le due cose dettegli prima al bar.
Gli sorridi.
Lui non capisce.
 
E ora tu mi chiedi, bevendo acqua frizzante, se P. o Q. o Z. esistono davvero.
Può forse esistere un signor Senso Comune? ...o anche la loro esistenza è una diceria?
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categoria:societas, dies cotidianus, surrealia