categoria:humor di pessimo gusto, dies cotidianus
Le biglie di vetro
C'era di tutto su quel palco a piazza Navona- come ogni volta...
Sono saliti giornalisti, comici, libellisti, ex-magistrati, attori, cantanti, scrittori.
L'elettore progressista, che inorridisse davanti a questo figlio degenere( ? ) o fosse un entusiasta estatico, martedì ha provato un senso d'orgoglio.
Lì, sul palco, si ripeteva l'ostensione della ostia più sacra della politica italiana: l'indubbio primato culturale della sinistra.
Forse i cristianosociali, i liberali, i radicali, i tradizionalisti, i socialdemocratici o i conservatori possono fare sfoggio di un tale parterre?
Qualcun altro può forse eguagliare questo vasto supporto culturale all' "ideale", come si diceva un tempo?
Ci sarebbe molto da dire sul concetto italico di cultura.
Da decenni la parola non indica più la produzione e diffusione di conoscenza ed arti.
Col tempo il termine si limato, senza che il mutamento di significato fosse tale da essere notato.
A poco a poco, è passato sottilmente ad indicare una sovrastruttura - in senso gramsciano - editoriale, accademica e culturale.
E' quindi una banalità priva di spessore affermare che la cultura è di sinistra o che il mondo culturale "sceglie" per la sinistra.
Nessun'altra dottrina politica ha la balzana idea che la cultura sia di qualcuno, nessun altro partito neppure cerca una propria schiera d'intellettuali organici.
Quello del progressista è quindi come l'orgoglio ingenuo di un bambino.
Il mondo di un bambino è fatto di baratti con biglie e bottoni, e di promesse pronunciate su santini e crocefissi.
Il bambino guarda con superiorità gli adulti, che maneggiano pezzi di carta e firmano documenti.
I grandi non hanno biglie, i grandi cocciutamente non capiscono il valore dell'immaginetta sacra, i grandi sono sprovvisti del loro senso di onore.
Gli adulti, allora, per quanto potenti sono indubitabilmente sciocchi ed alquanto miseri.
Il loro potere deve essere frutto di una misteriosa forma di sopraffazione, a cui ribellarsi con strilli e rumorose proteste.
( ...e sul tema uno scambio di battute da Bizblog, qui )

Luglio 1994 - Giugno/Luglio 2008 *
Nel
Il decreto d'urgenza limitava la possibilità di carcerazione preventiva per cittadini inquisiti.
Di fatto, in quei giorni di attacco a tutti e a tutto, la carcerazione preventiva era solo un modo per intimidire il "sistema" colpendo il singolo.
Così ebbe a dire poi il procuratore milanese Francesco Saverio Borrelli.
Di fatto- il solo scopo era di ottenere così informazioni su altri possibili reati, con la pressione e la minaccia.
Il decreto poneva anche forti restrizioni sugli avvisi di garanzia, che potevano essere divulgati dalla stampa solo a rinvio a giudizio avvenuto.
Il decreto fu ritirato sull'onda di una "battaglia per la giustizia e la democrazia" a cui si associò anche la Lega Nord. ( ...Lega Nord che dalle mani dell'onorevole Orsenigo aveva fatto penzolare un cappio nel Parlamento della Repubblica... )
Si ragionò tra la folla furente e soddisfatta: "Ben fatto, i diritti degli inquisiti rallentano i processi! Noi vogliamo giustizia, non diritti!"
C'era in Italia, attraverso ogni giornale e televisione, uno stillicidio incessante di informazioni riservate, spesso incerte, ottenute in modi verosimilmente illegali, giustificate con un peloso appello alla "libertà di stampa".
L'ondata di suicidi eccellenti e di vite rovinate fu senza tregua.
Nel 1994 fu inventata la " formula Cusani ", un processo in diretta TV dove una giuria di 10 milioni di italiani giudicò il giudice, la corte, l'imputato e lo sfavillante PM.
Il giudizio del pubblico fu: " legal thriller - brillante - 5 stelle "
Il format del programma tv - assieme a quello del cappio - passò poi alle colonne fisse e alle apparizioni televisive di un giovane giornalista torinese, impreciso, poco corretto, ma piuttosto sardonico e con occhi verdissimi.
Dietro a tutto stava il grande protagonista, la massa.
La massa stupida, ottusa, violenta, gregaria, illusa d'essere un unico enorme animale pensante di migliaia di teste.
Ossia migliaia di teste troncate o vuote, appiccicate da un filo di carne su corpi cadeverici che inneggiano alla "giustizia sostanziale" e ad un'intima violenza.
...la folla che è l'unico mostro, la folla che l'assassino di ogni libertà...
A anni di distanza l'ex-presidente Scalfaro, il tiepido, vile e democristiano Scalfaro, ammise che quei metodi di indagine erano stato un abuso ed un eccesso.
Ma lui il Capo di Stato l'arbitrio il garante l'uomo sopra le parti non aveva fatto nulla.
Non furono toccati solo l'autonomia del potere legislativo e i diritti del cittadino inquisito, fondamento dello stato di diritto.
Secondo i rapporti annuali di Réporters sans Frontières, oltre al duopolio televisivo e al conflitto di interessi, la principale limitazione alla libertà di stampa in Italia è l'uso spregiudicato di carcerazione preventiva e di perquisizioni ingiustificate contro giornalisti.
Le perquisizioni illegali, scavalcando i limiti posti dalla Costituzione, arrivarono alle sedi politiche.
I fatti di via Bellerio, una perquisizione illegale e quasi-sovversiva alla sede della Lega Nord, costarono una paradossale condanna ai deputati che lì difesero le guarentigie e l'autonomia parlamentare.
Ma mi raccomando, signori bien-pensants.
Oggi siamo di nuovo in un "attacco alla democrazia"... ma da parte di chi?