the Band
...PENSIERINO ROCK 'N' ROLL...
Ero a una grossa festa all’aperto due giorni fa.
Come in ogni occasione simile, tutti bevono come spugne.
Io resto con una birra per 6 ore o offro agli altri.
Lungi da me l’astemia, ma sono dell'idea che le osterie e le tavole da pranzo siano gli unici luoghi deputati.
Con la lattina ghiacciata in mano e con più lucidità degli altri, mi sono messo ad osservare la band che suonava e i cerchi di gente che la circondavano nel piazzale.
Il repertorio non era nulla di nuovo: Da da da, Go Johnny Go, etc. - ma la gente era entusiasta, con gli occhi felici e vibranti.
Forse era appunto per questo, perché tutti capivano e conoscevano i pezzi. Non era solo la consuetudine, ma la capacità di quella musica - meditavo io con la lattina tra le dita - di scandire i pensieri e i corpi delle persone lì attorno.
E’ un po’ come la bellezza di una liturgia.
La liturgia è sempre identica, ma non è ripetitiva. Piuttosto, si ripete di tempo in tempo, trascinando con sé le stagioni e i giorni.
Certo, anche le canzoni, per quanto classiche, hanno avuto un inizio.
E come per la liturgia, tutti d’accordo che chi butta giù un classico è un dio o giù di lì.
postato da: enochirios alle ore 16:38 | Permalink | commenti (1)
categoria:dies cotidianus, ma chissÃ
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