categoria:dies cotidianus, serio ma non troppo
In the Wonderful
month Of may
C’era una volta uno che spesso...
E poi gli capitava che...
Alla fine si prendeva di lei, lei che era così.... ma proprio talmente... !!!
E alla fine mandava delle rose, a lei e poi a lei e poi a lei.
Ma niente, non funzionava.
Né lei né lei né lei.
E chissà, nel profondo, chissà come si spiega.
Forse, era innamorato della fioraia.
Forse, era innamorato dei fiori.
( Quanti hanno capito che questa è una chiosa ad una poesia di Heinrich Heine? )
Macinata di trippa
( o la differenza bioetica tra persone e "la gente" )
“E mentre qui si parla, la gente muore!”
“Come...?”
“Sì sì, fate finta di nulla ma mentre si discute...”
“Ma di che cosa sta parlando?”
“INDIFFERENTE! L’importante è che, in generale, invece di perdersi in disquisizioni, quelli là dovrebbero fare...”
( “Non oso domandare: "cosa?" e: "chi?" ” )
“Eh, ma la gente lo capisce, dico: IN GENERALE... in generale, lo sa quel che è giusto.”
“La gente?”
“Sì, la gente! Perché dietro tutti ’ste storie, tutti i cavilli, ci sono persone vere...”
“Ah certo, capisco.”
( - l’altro sbuffa - )
“ ...e c’è una ragione particolare per venirlo a dire proprio a me e proprio in ascensore?”
“Uuuh...” - si volta di scatto – “E la ragione, tutti i ragionamenti, ma ci si dimentica che, dietro le robe accademiche, c’è... c’è CARNE E SANGUE!”
“Ah, carne e sangue... ma messi insieme in un corpo, oppure così! ...tipo polpetta?”
( Dedicato a chiunque abbia incontrato un "cosecconcretista" – per fortuna so’ pochi– nella sua vita... )
Chiamiamolo Danilo
“ Secondo Veltroni il PD deve andare in armonia con la società.
( pausa e smorfia )
Ma il comunismo nasce appunto come critica del sistema di produzione capitalista, senza la quale non resta che la gestione dell’esistente.
( smorfietta e applausi )
…critica di cui oggi c’è quanto mai bisogno… mi riferisco qui al pensiero unico guerrafondaio reazionario capitalista imperialista che intende controllarci tutti con il precariato di massa…
( salva di applausi preregistrati ) ”
Daniele Luttazzi
in "Decameron", 17 novembre 2007
Danilo Luttàzzi è famoso per 4 ragioni.
1)Wikipedia gli ha dedicato una pagina lunga quanto quella di Andreotti.
2)Ha fregato il cognome – quello vero è Fabbri – a Lelio Luttazzi.
( Non si offenderà, quindi, se io lo chiamo Danilo, fregando il nome a Danilo Coppola. )
3)Simulò in diretta tv di mangiare merda.
4)Sempre sul medesimo tema, riassunse la sua acutissima critica della società – pura satira, ovviamente– con "quest’Italia di merda…"
Saltiamole tutt’e quattro.
Piuttosto, vorrei spendermi sul fatto filosofico contenuto nelle sobrie affermazioni di qui sopra.
Rimarco infatti in quelle chiarissime parole che questa famosa “critica del sistema” presuppone che “l’esistente”– qualunque cosa possa essere– sia qualcosa di inerte, statico e ripetitivo.
Insomma, un po’ come i monologhi di Danilo, che riciclano sparate perentorie dette già tre o a quattro volte in svariate interviste, post sul suo blog e vecchi stacchetti.
Ma vi pare che il mondo sia così? Il mondo, al contrario suo, fa RIDERE!
E poi, che ignorante!
L’esistente, lo sanno tutti, è invece: "ciò che è presente all’Esserci e riceve la propria essenza dallo svelarsi del sovrastante schiudersi del Non–Ente."
Heidegger sì che faceva una critica dell’esistente. 
( ...avevano entrambi lo stesso pusher? )
Chiiii?
“Secondo il preside del liceo Parini, oramai siamo in piena apolitia.”
“Apolitia? Cos’è, un derivato del propoli?”
“Non contraddire l’intellettuale, nè! A-politeia, antipolitica: gli studenti sono apatici.”
“Sì, ma a-pathikos – pan per focaccia – vuol dire senza passione. Rispetto a quale pathos il preside dice che gli studenti sono smorti?”
“Il suo, suppongo. Quelli a cui do ripetizioni io sono belli pimpanti... certo, non sono il ’68!”
“Leggo, leggo: eh, i collettivi oramai sono persi, non sanno più chi è Marx... "Non c’hanno idee". ”
“Oh bella, ma di che si lamenta! Pensa che non sanno neppure chi è Stefanini.”
“Chiiii...?”
“Luigi Stefanini, filosofo minore italiano. Per un po’ ha fatto rumore, ma nessuno sa cos’ha scritto né quando sia morto. Lo trovi solo citato, qualche volta.”
“Sì, sì ma non c'è mai stato un collettivo leninista-stefaniniano. Questi, dice lui, non sanno chi è MARX.”
“ "Chiiii...?" ”
( Terzo scaffale, ultimo corridoio della biblioteca, Carneade, Stefanini, Malthus e un economista minore dell’800 di cui non ricordo il nome.
Sull’architrave: fortunae rota volvitur, sic transit gloria mundi, oggi corre la lepre che domani corre il cane etc. etc. )

Vox innocentiae
Proclamato il vangelo, il sacerdote durante l'omelia si rivolge ai bambini.
“Oggi avete sentito la storia di Zaccheo, l'esattore delle tasse, che si arrampica sul sicomoro...”
“SIII'!”
“E che mestiere faceva -l'abbiamo appena detto- Zaccheo?”
Un bimbo in terza fila alza la mano.
“Di’ tu, - sorrisi - che hai acquisito la precedenza… che mestiere faceva?”
“I-il ladro.”
( Volevo scrivere qualcosina di lieve su Padoa-Schioppa qualche settimana fa, ma c’avevo rinunciato... fino a stamattina. E oggi ho capito anche che cos’è la satira: avere 8 anni e nessuno che ti dice nulla.
)
Zucche,
ovvero l’eterno
“Dunque, feste... Commerciali, zucchificate, ma pur sempre feste.”
“Almeno il centro si rianima un po’. Le osterie e i bar listati di arancio e viola... i ragazzini che vanno a scampanellare in frotte mascherate...”
“Già. Visto che in centro o il selciato d’arenaria o gli alberi, e che foglie rosse non ce ne sono se non ai margini, portano un po’ di colore.”
“Non capisco bene il tuo tono: "commerciali" ma "colorate". Ti piace o no l’allouin?”
“Mah, ero piccolo e halloween non c’era. C’era la festa dei santi, e tra bambini si andava- non io, che ero troppo timido- a cantare per dolci ad ogni porta. Io sono sempre legato a quello.”
“Usanza perduta.”
“Ma per nulla!”
“Come, la festa di Halloween non ha soppiantato tutto?”
“Vedi, ieri uno stormo di bambini ha scampanellato al pian terreno della casa. "Dolcetto o scherzetto?" “
“Appunto, il "trick or treat" di Halloween.”
“Sì, e infatti sono uscito ed ho fatto loro con un mezzo sorriso: "Ma la conoscete la cantata dei santi?" “
“E loro?”
“ "Siam venuti cari amici, questa sera a ritrovarvi... questa sera xe una sera/ che i fanciuli i va cantando/ con un torso de candela... lode in ziel a tuti i santi... casa nobile e cortesia, st’altro ano ritornaremo... lode in ziel..." e così via. ”
“Di’ la verità, ti hanno smosso con questa canzone?”
“Altroché: cinque euro, e solo perché non avevo altro da dare per la pagana e violacea festa. Subito dopo però mi sono fermato pensoso e mi sono chiesto: "Ma che cos’è una festa?" ”
“In che senso?”
“Vedi, di tutta la cantata i bambini conoscevano davvero bene solo la prima parte e la fine: “siam tornati cari amici... st’altro anno torneremo” “
“Ti credo che tornano, se molli loro 5 €!”
“Spilorcio. No, voglio dire che l’essenza di una festa è ripetersi. In un certo senso, chi batte alla mia porta ieri è continua chi l’ha fatto vent’anni fa. Quei ragazzini era usciti per halloween, ma sapevano la canzone di chi li ha preceduti e a sguarciagola cantavano di esser tornati di nuovo. “
“E quanti anni avevano?”
“Alcuni avevano 8 anni. E’ impossibile che fossero già venuti; eppure dicevano con ingenuità e inconsapevolezza spiazzante di essere gli stessi già passati. “
“Quindi, la festa e i festeggianti sono immortale anche quando cambiano...”
“Beh, immortale no. Potrebbe spegnersi per sempre, ma per natura tende ad evitare cesure.”
“Ma insomma, Halloween ti piace o no?”
“Mi piace, perché in fondo è la stessa festa di sempre.”
“Ma le differenze tra i Santi e Halloween ci sono, eccome!”
“Sì certo, ma c’è quella sensazione...”
“Quale?”
“La sensazione di tornare anch’io ogni anno a cantare, anche se non l’ho fatto. La sensazione di condividere con molti un lunghissimo passato ed un’infinito futuro.”