venerdì, 28 settembre 2007

 

Week-end job

   

Lo stadio, la curva, gli slogan ritmati ed i cori.

L’arbitro e gli assistenti, 22 giocatori, due allenatori, alcune riserve, personale medico e dirigenti della polizia.

E gli steward.

 

Sì, ci sono anche gli steward, magri, poco pagati, lì giusto per arrotondare qualcosa, sempre nelle casacchine fluo qua e là a dare un'occhiata, magari a bordo campo con le spalle alla partita e gli occhi marziali fissi sugli spalti.

Ciò, àili là! Guardate quelli! E savè quanto ch’i guadagna? Venti euri, gli danno venti euro! BUUUUH!”

E giù, con le risate, aeroplanini di carta ad incastrarsi nella rete che cinge le tribune.

 

Ma lo steward, sfidando il tifoso "bilingue", fa cenno di no.

NO.

E un no di uno steward, specie se lo steward è il sottoscritto, è un signor NO.

“Venticinque euro”- segnala a gesti lo steward me medesimo, con aria professionale- “ci danno ven-ti-cin-que euro.”

 

Che dire, il filosofo si vede dai piccoli particolari...

... un po’ dalla micragnosa pignoleria e un po’ dal magro stipendio… 

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categoria:self, dies cotidianus
martedì, 25 settembre 2007
  
A LITTLE NON-SENSE TALE
    
( o breve storia di mister John Peter Aradox )
  
  

“Dottore?”

“Sì, entri pure.”

Thanks.”

“Appuntamento delle 10, lei quindi è il signor…?”

“Oh, il mio nome è John”- alzò la bombetta astratta- “ John Peter Aradox.”

“Ok, quindi per lo schedario: JOHN P. ARADOX…?”

Exactly.” - rispose l’uomo con un sorriso azzurro- “John Paradox…”

“Oh, allora”- con un’occhiata sguincia- “si accomodi. Mi dica tutto: perché viene da me?”

“Oh, sir…. Io sono, come si dice? Andicappato.”

“Andicappato?”- lo guardò perplesso- “Faccia vedere…”

Dalla poltroncina si alza e cammina un giro e mezzo attorno al tipo in giacca blu.

“Scusi, ma non capisco. Mi pare tutto in ordine.”

“Ma no, ma no… non capisce proprio chi sono?”

“Hmm no, mister P. Aradox.”

“Oh mr. doctor, io… I am just a gioco di parole.”

“Un cosa?”

A funny tale… una celia, un raccontino. Non esisto se non per chi mi sta raccontando.”

“Lei? Con impermeabile e bombetta?”

“Certo. Impermeabile, umbrella, sigaro, bombetta… In fondo, un luogo comune.”

( “Oddio, ma da dove sbuca…?” meditò mordendosi il lato d’un labbro. )

“…ma anche lei non esiste, se non in questa storia da concludersi.”

“Come non esisto? Certo che esisto, signor Par-…”- battè due dita sul tavolo- “mr. Aradox. Io, come anche lei, so di esistere.”

But of course. Per lei l’esistenza è un fatto certo come lo è anche la mia per me. E nonostante tutto questo v’è però una prova anche del contrario.”

“Prova? Scusi, ma di questo discorso - diciamo - non colgo bene la logica.”

“Le dico che là fuori qualcuno sa bene che lei non esiste.”

“Là fuori, cioè, in aspettatoio?”

“No, no: intendo nel mondo oltre, dove ci stanno leggendo.”

“Ma signore, nessun mondo oltre e mondo oltre! Io come vede sono qua” - s’alzò dalla poltrona - “sulla mia solida sedia a parlare con un SOLIDO PAZIENTE.

“Ciò è a suo modo ovvio. Lei vive nella storia, vede la storia e non ha modo di uscirne. Perciò non può dire che questa è una storia.”

“Ecco appunto. E com’è che lei mi viene qui a dire che non esistiamo?”

“Gliene avevo accennato: io sono un gioco di parole.”

“Non capisco.”

“Vede, i giochi di parole non sono proprio parole. Le parole dicono solo qualcosa sul mondo.”

“Sì, d’accordo.”

“…ma i giochi di parole sono quegli articolati suoni che fanno fermare di botto chi li sente e rifletterci sopra, e poi basiti ridacchiare. John P.Aradox è il mio nome” - fece con la mano un cortese cenno ortogonale - “ma anche un gioco. Il gioco parla di me, ma anche di sé stesso.”

“Vuole dire che i giochi di parole guardano al mondo, ma sono anche fuori e sbirciano su sé stessi?”

Exactly. I giochi di parole vedono sé stessi dal mondo oltre.”

“Capisco- si fa per dire- e dunque il suo nome…”

“Eh, non solo il mio nome! Io sono un gioco di parole, e sono il mio nome. Io vivo da ubiquo equivoco: così sono nella storia ma so che è una storia.”

“Eh sì”- esalò sconsolato- “ma a me tutta questa giornata pare un poco ubiqua. Oggidì il mattino è arrivato alle 7 in punto, ma - mi sa- ha anche lasciato il senno a casa.”

“In confidenza” - l’uomo fece un sorriso viola- “questa non è una storia troppo assennata. Anch’io mi son permesso ubiquamente di lasciare un po’ di senno nel cassetto dei fazzoletti.”

“Ma per dare un po’ di senso a tutto- la prego, lei non diceva  di essere andicappato?”

That’s the thing! Andicappato! Perché- in italiano, altrimenti come si direbbe handicapped ?”

“Mah, non so: svantaggiato, malato, menomato…”

“Ecco! "Menomato". Io sono menomato, e invero mi manca una cosa.”

“E che cosa?”

“Un acca, sir. Io sono andicappato, ed è nel carattere del mio gioco di parole esserlo senz’acca.”

“Vuol dire che lei, sano come un pesce, viene da me perché desidera… essere handicappato?!?

“Oh no! Io vengo qui perché la storia abbia un finale.”

“Di nuovo, sa, ma non la seguo.”

“Ora, come lei sa io sono un gioco di parole e una singola lettera di un calembourg cambia tutto il calembourg.”

“Quindi lei da me vuole quell’acca O NO?”

“Sia l’uno sia l’altro, come in ogni paradosso. Da andicappato, vorrei non esserlo e divenire sospiroso e con l’acca,”- l’uomo in blu lo pronunciò con un breve soffio tetraedro- “ma se divento Handicappato, non difetterò più d’alcunché e handicappato non lo sarò davvero.”

“E c’è qualche speranza di farla uscire dal mio studio?”

Oh yes, there is. Provi, sir, ad espirare forte.”

“Vuole forse un’ahha?” chiese ironico il medico.

Thank you, doc…” stormì lo sconosciuto e scomparve in una luna color risacca.

 

( Lo scrivente del post ha 5 dita solo sulla mano destra.

Niente commenti sull’ “insensibilità”. )

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categoria:philosophia, humor di pessimo gusto, scriptum
lunedì, 17 settembre 2007
  
Pioggia
 
Aprire la porta di casa per prendere il bus.
Stratempo, vento che strappa foglie ai gerani e ai peri rametti interi, ruscelli d'acqua che corrono ai lati della strada, tuoni e pioggia nera.
Mentro cerco con gli occhi il coraggio per uscire e con una mano un k-way per coprirmi, vedo il signor pensionato vis-à-vis... sì, il vicino di casa, quello che abita oltre la strada allagata da un torrente.
E si affaccia al bancone, incurante dell'acqua, e alla dirimpettaia, con cui al mattino scambia sempre due chiacchiere sul tempo, dice forte: “Che dice, siora Silvana, pioverà oggiiii?”
 - il vento si mangia la frase -
E dall’alto del palazzo accanto, si apre una finestra, a fatica e incurante del vento : “Sior Lucio... proprio non sapreiiiiii...”
 - la pioggia smozzica le parole -
Poi entrambi ridacchiano fradici.
 
Humour da pensionati.
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categoria:ritratti, surrealia
giovedì, 13 settembre 2007
  
Non è autunno
   
Oggi ho nuotato. Ho nuotato a rana tra un cane piglia-il-legno-fuffi-e-riporta-a-riva e una folaga.
C'erano le chiocciole sui ciottoli della spiaggia, con la marea bassa.
E adesso al computer ho i polpastrelli pieni di sale.
No, non è autunno.
Ditemi che non è ancora autunno, non sarà mai autunno...
( Perdonate la fatuità del post. )
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categoria:dies cotidianus, quattro tempora
lunedì, 10 settembre 2007
  
Ciampi!
  
Sono di nuovo scivolato con la lingua, nella mia dislessia galoppante, e mi è uscito, anziché un "Ne ho le palle piene di queste tesi sulle sciampiste ignoranti.", un sonoro: "...queste tesi sugli ignoranti ciampisti."
Cerchiamo di rimediare all'accaduto.
 
Se ho detto "ciampisti", vorrà pur dire qualcosa... deve voler dire qualcosa...
Facciamo che significhi: "gente esperta di Ciampi". Un ciampista ignorante, di conseguenza, sarebbe  uno che sull'ex-ct della Nazione soffre di qualche lacuna.
Proviamo allora un test per verificare chi è un buon ciampista...
 
Quale di queste frasi non è mai stata pronunciata da Ciampi:
 
  "L'Italia è orgogliosa di essere italiana."
  "Dobbiamo difendere i nostri figli dalle minacce che i pericoli che li minacciano costituiscono per essi."
  "L'inno nazionale è la bandiera in cui noi, la Nazione, avvolgiamo essi, i nostri connazionali. Però è di tessuto-non-tessuto..."
  "Facciamo le corna."
  "L'interesse della Patria soverchia gli interessi delle parti, la cui somma tuttavia rimane costante. L'Italia, termodinamicamente, nulla secede e nulla annette."
 
( La domanda ammette una risposta reale. Trovarla. )
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categoria:ritratti, humor di pessimo gusto, sovrani assoluti
sabato, 08 settembre 2007

 

Piccolo Teatrino

   

Primo atto

 

L’aborto non può essere un diritto umano- è il suo contrario.

   Jospeh Ratzinger, 7 settembre 2007 ( BUUH! FIUUHHH! )

No, [l’aborto] non è un diritto umano. E’ sbagliato porre la questione in questo modo.

   Emma Bonino, 4 marzo 2005 ( CLAP CLAP CLAP! )

 

 Secondo atto

 

[Tra politici laici e cattolici] c’è davvero una contrapposizione, è un modo diverso di intendere la politica. […]. Una cosa è dire che una cosa è peccato, un'altra che costituisce automaticamente reato. Questa è la confusione che si continua a fare.

   Emma Bonino, 7 marzo 2007 ( BRAVÒ! BRAVÒ! CLAP CLAP! )

Le ricorderò un vecchio filosofo, forse non del tutto sconosciuto, un certo Immanuel Kant di Königsberg, il quale fece una netta distinzione tra moralità e legge. Ci sono molte cose che possono essere considerate immorali, ma che non dovrebbero essere proibite. [...] Riterrei un’inappropriata comprensione del problema pretendere che tutti concordino sulle questioni morali.

   Rocco Buttiglione, 5 ottobre 2004 ( BUUUUUH! )

    

 CONCLUSIONE

     

Sostenete tutti in massa la Rosa nel Pugno, unico baluardo contro ’sta minacciosa invasione clericale in Italia( ed il suo diverso modo di intendere la politica...  ).

      

Addendum: Al di là dello humour sulla studiata "scarsa memoria" dei radicali, voi pensate che ci siano comunque differenze effettive tra quelle parole, al di delle somiglianze...? ...differenze di intendere le stesse parole, differenze nell'applicarle...?

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categoria:politica, disopinioni, hironica
martedì, 04 settembre 2007

   

A.A.A.

  

Da un giornale di annunci economici:

“Cedesi gratuitamente rotelle, marca Singer, ottime per regalo.” ( ??? )

“Privato vende a privato cetriolini sottaceto, 7 euro al barattolo. ASSOLUTAMENTE ASTENERSI PERDITEMPO. ( ?? ) Ore serali.” 

Ora, io so cercando un lavoretto da affiancare allo studio, ma sono incerto tra ’ste due offerte di part-time.

Un consiglio: secondo voi dovrei rispondere alla prima, del Mossad, o alla seconda, del MI-6...?

Perché quelli so’ messaggi cifrati dei servizi segreti, ne sono certo... è l'unica spiegazione possibile... l'UNICA... 

postato da: enochirios alle ore 14:56 | Permalink | commenti (16)
categoria:humor di pessimo gusto, dies cotidianus