mercoledì, 29 agosto 2007

 

Bioetica

  

Si scopre stocasticamente sulla rete e sfogliacchiando a casaccio di qua e di là, che...

Pescate, per dire, a mo’ di pesce un bioeticista a caso tra i numerosi blog e pagine web: ZAC!

Ora, osservate con attenta occhiata indagatrice l'intellettuale-campione, e si noteranno certi precisi tratti caratteristici.

 

5 a 1 che il bioeticista avrà trovato tutte le risposte ad ogni quesito di etica.

15 a 1 che le avrà dimostrate con massimo rigore scientifico, anche se non è ben chiaro che cosa questo voglia dire...

30 a 1 che, difatti, trattasi di un biologo, un astrofisico, un epistemologo, un oncologo, un giurista, una donna delle pulizie, un pescatore di perle, un saldatore di tubi, un operaio di Marghera, un neuroscienziato, un editorialista, un coltivatore di rape... e tutti rigorosissimi... 

100 a 1 che, però, non riuscirà a spiegarci che diamine c'azzecca lui con l'etica e neppure se in generale sa che cosa l'etica è.

1000 a 1 che, alla fine, l'individuo sotto torchio sbufferà e ammetterà che “sì, vabbè, magari non so cos'è l'etica- la bioetica è praticamente una cosa di biologia, una cosa scientifica o giu di lì, no?”

 

Ora, tutto questo mi andrebbe anche bene.

Ciò che non digerisco è il conflitto di interessi.

Perché- mi chiedo io- tutti, ma proprio tutti, quelli che intendono ridurre l'etica alla biologia sono sempre intellettuali organici...?

postato da: enochirios alle ore 20:03 | Permalink | commenti (34)
categoria:ritratti, disopinioni, hironica
mercoledì, 22 agosto 2007

 

Il filosofo e la pattuglia

( ovvero:  forze dell’ordine contro forza della ragione )

  

Tu dunque, filosofo, vai in giro per il mondo ponendoti molte e varie domande.

Vai di qua, vai di là, di su e di laggiù, quando, nell’aggirarti con aria svagata in una passeggiata lungo il confine di Stato, un poliziotto con cipiglio sospettoso si affianca e ti chiede- un accento dialettale ben più forte del tuo-: “Lei… lei parla italiano?”.
Allora, ti fermi perplesso e in un batter di ciglia mediti con te stesso:
“ Diavolo, poliziotto, questa è una ″domanda polare″: se devo rispondere, devo poter dire o SI o NO…
Io vorrei farlo, MA QUESTA E’ DAVVERO UNA DOMANDA?
Se dicessi o no, in ogni caso l’italiano lo capirei… ci avevi pensato, pubblico ufficiale?
Lasciamo stare ipotesi di omofonia, per dire, con l’inglese: siamo sul confine orientale, tu vuoi sapere- diciamolo chiaro - se sono un clandestino e nelle lingue slave no suona ne o njet, mica no.
Non farò il cavilloso: è chiaro che ti rivolgi a me per due bisogni. Sapere se sono italiano e sapere quanto io e te possiamo comunicare, ché potrei masticare un po’ la lingua italica senza parlarla davvero.
Ma a te poliziotto di sapere se io parlo italiano o no, non te ne può importare di meno! E se parlassi inglese, chessò un conferenziere ad un congresso? O se fossi un turista austriaco?
O se vengo da una valle del veneto e conosco solo il ladino?
Quindi, se a te non importa di sapere, e un no non te lo posso dare, la tua non è una vera domanda, e io non posso risponderti.
Capito graduato? DISOBBEDIENZA CIVILE! TOTALE DISOBBEDIENZA!!! ”
Una smorfia di soddisfazione e di superiorità empirea si disegna sul tuo volto: tu hai indubbiamente ragione.

Poi, cessata la vertigine filosofica, rispondi intimorito al poliziotto e tutto rosso fili, svelto svelto, giù per la strada di campagna senza voltarti.

 

( Da un commento sul blog di Ivo, a cui devo il titolo. )

postato da: enochirios alle ore 21:14 | Permalink | commenti (20)
categoria:ritratti, self, humor di pessimo gusto, dies cotidianus