Bioetica
Si scopre stocasticamente sulla rete e sfogliacchiando a casaccio di qua e di là, che...
Pescate, per dire, a mo’ di pesce un bioeticista a caso tra i numerosi blog e pagine web: ZAC!
Ora, osservate con attenta occhiata indagatrice l'intellettuale-campione, e si noteranno certi precisi tratti caratteristici.
5 a 1 che il bioeticista avrà trovato tutte le risposte ad ogni quesito di etica.
15 a 1 che le avrà dimostrate con massimo rigore scientifico, anche se non è ben chiaro che cosa questo voglia dire...
30 a 1 che, difatti, trattasi di un biologo, un astrofisico, un epistemologo, un oncologo, un giurista, una donna delle pulizie, un pescatore di perle, un saldatore di tubi, un operaio di Marghera, un neuroscienziato, un editorialista, un coltivatore di rape... e tutti rigorosissimi...
100 a 1 che, però, non riuscirà a spiegarci che diamine c'azzecca lui con l'etica e neppure se in generale sa che cosa l'etica è.
1000 a 1 che, alla fine, l'individuo sotto torchio sbufferà e ammetterà che “sì, vabbè, magari non so cos'è l'etica- la bioetica è praticamente una cosa di biologia, una cosa scientifica o giu di lì, no?”
Ora, tutto questo mi andrebbe anche bene.
Ciò che non digerisco è il conflitto di interessi.
Perché- mi chiedo io- tutti, ma proprio tutti, quelli che intendono ridurre l'etica alla biologia sono sempre intellettuali organici...?