mercoledì, 27 giugno 2007

  

L’orologio cosmico

- parte prima -

 

( Molto tempo fa avevo promesso a Aragonbiz un commento sull’Intelligent Design, o meglio: di spiegare perché sono scettico su di esso. Saldo ora il mio debito.

Il tema è vastissimo: se esiste davvero un’ordine naturale, se c’è un telos nella natura, se c’è in essa un fine– sono due cose distinte–, se davvero è improbabile che il mondo sia come è, se la vita è qualcosa di radicalmente diverso dagli altri fenomeni naturali, etc. etc. .

Nel marasma scelgo un argomento limitato, cioè mi chiederò se possiamo passare dall’ordine apparente, sia esso reale o no, ad un presunto Grande Ordinatore. )

 

Tutto, attorno a noi, ci dà l’impressione di essere troppo ordinato per essere casuale.

“Ordine” non significa che ogni cosa va a vantaggio dell’uomo, ma che tutto è curiosamente intelligibile.

Anche quando gli uomini sono gravati da disgrazie, calamità e malattie, possiamo comprendere le cause di questi eventi naturali. Insomma, il mondo ci pare un meccanismo ben oliato.

A volte gli ingranaggi ci stritolano, a volte ci aiutano, ma non possiamo non vedere un suo ordine geometrico.

Questa la nostra impressione. Ma è corretta? Non stiamo guardando la realtà da una prospettiva troppo umana?

La natura è generalmente ben funzionale alla nostra esistenza, ma possiamo inferirne a ragione che allora essa è fatta per noi? Forse è solo una metafora...

 

Si è discusso a lungo se possiamo passare dalla funzionalità del mondo all’affermazione di un suo costruttore.

“Se vedo un orologio penserò che c’è un orologiaio”, dicono molti ed hanno del tutto a ragione quando si riferiscono a orologi veri e propri.

Poi indicano la volta del cielo soggiungendo: “E allora se mi accorgo che il mondo funziona come un gigantesco meccanismo, perché non dovrei pensare ad un grande Orologiaio?”

Ma chi passa dal primo tipo di ragionamento al secondo commette un grossolano errore.

 

Io riconosco un orologio perché so che gli uomini hanno inventato lo strumento “orologio da muro”, e quelli che li costruiscono sono appunto orologiai.

Prima imparo che gli uomini l’hanno inventato, e solo poi posso riconoscere l’oggetto.

Se non fosse nota fin dall’inizio la natura artificiale, legittimamente potrei prendere l’orologio per un composto elegante e bello come le druse di minerali.

Sarebbe un vero miracolo se un uomo delle foreste ci trovasse anche solo una qualche utilità; più probabilmente non saprebbe che farsene di quell’insieme di legno e vetro.

Egualmente, se non presuppongo o so dall’inizio che c’è un costruttore del mondo, perché dovrei vederci un meccanismo?

 

Qualcuno potrebbe obiettare che non è necessario conoscere già uno strumento per nutrire sospetti. “Non l’ho mai visto” - mi dico - “ma intuisco già a che potrebbe servire. Ed è strano che un oggetto così complesso possa formarsi da solo. Forse non è un caso...”

Ed anche se non indoviniamo lo scopo preciso dell’utensile, anche se non abbiamo osservato l’artigiano all’opera, la fattura complessa ci porta spontaneamente a cercare un artefice.

Anche questo è un dubbio- mai una certezza- lecito nell’esperienza quotidiana. Io non ho mai fumato, ma un accendino zippo trovato per terra quando avevo sei anni non aveva un aspetto troppo naturale.

Di nuovo, però, sarebbe un errore portare questo ragionamento in un ambito metafisico.

 

Ci sono due precise condizioni perché il sospetto di un artefice possa essere sensato.

Entrambe sono violate...

 

Innanzitutto, per ogni strumento che vedo devo sempre in linea di principio poter vedere anche chi l’ha costruito.

La tesi del Grande Orologiaio, invece, vorrebbe per principio condurci al di là del regno dei sensi!

 

Ma soprattutto e banalmente, posso avanzare l’ipotesi che un oggetto sia un artefatto solo se questo mostra una parentela con ciò che noi normalmente chiamiamo “strumento artificiale”.

Osservazione superflua? Mica tanto! Se il presunto artefatto non ha le caratteristiche dei prodotti artificiali, sarebbe solo un uso metaforico del termine.

 

Se diciamo in senso traslato che una donna è un fiore, non andiamo a vedere dove ha le radici. Similmente, se il mondo è un “meccanismo” solo per metafora, nessuno andrà a cercare il tecnico che l’ha progettato; e se v’è un creatore che “ordina” il mondo solo in senso figurato, nessuno cercherà una traccia di Dio nel Dna.

 

Definizione, allora.

" Uno strumento è un oggetto naturale che adattiamo ed utilizziamo per uno scopo. "

Non capita mai, però, che cambiamo radicalmente la natura degli oggetti stessi per farne strumenti.

Possiamo, sì, temprare un metallo o lavorare il legno. Noi però non mutiamo le leggi della fisica, della psicologia o della biologia semplicemente perché non sapremmo come fare, non capiamo che cosa possa significare e forse perché è una cosa del tutto insensata.

 

Ma se noi diciamo “Il mondo è fatto da un intelletto”, intendiamo appunto che anche le leggi della realtà sono state calibrate ad arte; è come se fossero qualcosa di fisico, simili a corde di uno strumento che possono essere regolate ed accordate.

Così, però, stiamo già presupponendo un luogo che trascende l’intero universo, dove l’Orologiaio può operare sul mondo come fossero un giocattolo nelle sue mani.

D’altronde, un argomento che presuppone, del tutto o in parte, ciò che vuole dimostrare non è valido.

 

Fine dell’Orologiaio.

 

( Mea culpa, maxima culpa! Per ragioni casuali e per scarsa ed ormai invecchiata pratica con lo scozzese Hume, parte del post rassomiglia, in modo più che altro apparente, a noti argomenti del Dialogo sulla religione naturale. Faccio ammenda... anzi, se per caso Hume – morto nel 1776 – vuole rivedere le sue posizioni sull’immortalità dell’anima, sarò lieto di pagargli i diritti d’autore...  ) 

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categoria:philosophia
sabato, 23 giugno 2007

  

Stornello

    

( 1° VERSO ROMANACCIO )

O ffiore, ffiore esotico de l'arbero de bbalsa...

( 2° FILOS. WITTGENSTEINIAN. PROGRESSIST. )

“Grrrrrr e rigrrrrrr! La verità è RRREAZIONARIAAAAA!”

( 3° RÉAC  HIRONIQUE )

“Cioè, nel senso che sta confusa idea progressista è FAALSAAAaaa...?

  

La bella stagione mi ispira poesia, sentimento di concordia e sillogismi di dubbio valore...

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categoria:politica, ritratti, hironica
giovedì, 21 giugno 2007

 

...de gustibus...

  

…i due, insomma, discutono di gioia e tristezza, di vero e falso, di cielo e di uomini…

  

L’uno affonda, l’altro incalza. Uno chiede, l’altro nicchia. Il primo insiste curioso e l’altro, infine, sbuffa irritato: "Eeeh, vabbè! Perché, insomma, è un fatto di sensibilità… Tu hai una sensibilità, un’opinione, io un’altra…io ti dico un gusto e tu uno contrario… sentiamo in modo diverso. Tutto qua."

 

Il primo, spiazzato, fa un rassegnato e insincero segno di assentire e tutto finisce lì.

Non c’ha molta voglia di disquisire del sapore dolce e del gusto amaro– preferiva le idee e gli umani sentimenti.

 

Comprensibile, in realtà:"estri" e "ripulse", "voglie" e "avversioni", "gusti" e "nausee"

Assai triste l’uomo che di sé racconta le proprie gastriti.

  

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categoria:dies cotidianus, a ripensarci però
lunedì, 18 giugno 2007
  
E gli altri?
 

L’altro ieri guardavo il tg3 sul Gay Pride.

Bagarre sulla partecipazione di alcuni ministri alla manifestazioni romane.

Nella cronaca del telegiornale il dibattito divide il centro sinistra tra sinistra “laica” e cattolici teo-dem.

 

Eh? I teo-dem, quella esigua minoranza della Margherita?

E i dossettiani dove sono finiti? E i cristiano-sociali dentro i Ds? E l’ala aconfessionale della Margherita che non si fa eccitare nell’animo dalle fini discussioni laicologiche del tg3?

Mi chiedo dove siano finiti tutti gli altri...

Tra gli spettatori i più crederanno che l’onorevole Binetti, con il suo discutibile rapporto con le gerarchie ecclesiastiche, sia l’avanguardia dei cattolici nel centro sinistra.

E tutti gli altri?

 

Non mi stupisco troppo.

Il compito ufficioso del giornalismo, quanto più “indipendente” vuole essere, è fornire un fruibile e agile schema per rincoglionire gli utenti: confini netti tra nero e luce, una o due parole d’ordine, un po’ di blandimento degli ascoltatori- tutte persone sceltissime e di grande intelligenza -, magari una filistea rubrichina culturale a fine tg... 

La fedeltà alla realtà, l’amore per i particolari, la ricerca di fonti attendibili, la necessità incondizionata di distinguere i fatti dalle interpretazioni... alle ortiche!

 

Mi sovvengono i surreali réportage di politica americana dove l’amministrazione Bush diventa d’un colpo tutta neo-conservatore con tendenze interventiste e militari.

Peccato che i neoconservatori fossero solo due: Wolfowitz e Cheney.

Né Bush né la Rice né Rumsfeld né gli altri lo sono mai stati.

Ma njet! Per la stampa ben informata, da un lato democratici e qualche radical e dall’altro tutti neo-con.

 

Mi viene il dubbio che la cronaca politica selezioni fatti e politici come si fa con i piselli surgelati, a seconda del calibro.

Alcuni si prestano bene alla zuppa e passano il vaglio.

Gli altri, poco “utili alla cronaca”, vengono scartati come fossero INESISTENTI.

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categoria:politica, disopinioni, sgiornalismi
giovedì, 14 giugno 2007
   
Ma ci voleva il log-in
   

"Questo sito è scomunicato." Da chi?”

“Dal papa.”

“Di’ pure, di’ pure, che mi interessa!”

“Come, ti interessa...?”

“Sì, mi interessa sapere come ti ha scomunicato il papa.”

“Mah no, è un modo di dire... cioè, siccome dico cose controcorrente, anticlericali, io e gli altri blogger mettiamo la targhetta...”

“No, scusa non ho capito: se siete in tanti, com’è che siete controcorrente?”

“Ma no, cioè ci ribelliamo al sistema, alla struttura clericale.”

“Vi ribellate al diritto canonico?”

“A cosa?”

“Al diritto canonico... quello che regola la Chiesa, presente? Santa sede, diocesi, decanati, parrocchie, consigli pastorali, christifideles...”

“No, boh... ma non è che obbediscono al papa? Cioè, è infallibile?”

“...” ( Segno della croce )

’Mbè?”

“Vabbè, torniamo alla scomunica... cioè il papa ti ha scomunicato?”

“Sì, ma no, un modo di dire! Capisci? La nostra è una battaglia per l'intelligenza!”

“Con la targhetta?”

“Sì.”

“Hmm... Ma il log-in?”

“Che log-in?”

“Eh, per scomunicarvi sul blog avrà dovuto fare log-in.”

“C-chi, come?”

“Cioè non ha neanche fatto log-in? Voi mettete la targhetta e lui manco fa log-in?”

“No, scusa.. Ma cosa mi stai…”

“Se il papa vi scomunica senza fare log-in, la scomunica mica è valida!”

“Mi prendi in giro? Non penso proprio che...”

“No no, giuro, sta tutto scritto” - prendo l’elenco telefonico - “...nel diritto canonico...”

( E se qualcuno si si offende, lo picchio!  )

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categoria:cocacola laic, hironica
martedì, 12 giugno 2007

  

...due angeli dicevano...

     

dedicato a  ...

  

“Cosa c’è dopo la morte?”

 

“...che cosa dopo la vita?”

 

“Noi abbiamo visto ed ecco cosa c’è.”

 

“Dunque, la fine di tutto.”

 

“Sì, è la fine di tutto- ma non di ogni cosa.”

 

“E’ la fine di questo e di quello, di là e qui, della carne e degli occhi bruni.”

 

“Ma non è la fine di sé stessi.”

 

“Non c’è più tutto. Ma c’è ogni cosa, e ogni cosa non la possiamo indicare con la mano.”

 

“Solo perché c’è un qui noi pensiamo a tutto.”

 

“E se non c’è un qui nulla può essere indicato e toccato.”

 

“Sì, il tutto è quell’ogni cosa...”

 

“...quell’ogni cosa che pensiamo essere tutt’attorno a questo spazio, a questa carne.”

 

“... e c’è un questo perché vedo la mia carne che io sono...”

 

“E noi vediamo perché il sole illumina i nostri occhi.”

 

“Un occhio di carne, illuminato da un sole di fuoco.”

 

“Il corpo che io sono, questo io lo chiamo qui.”

 

“Ma non vediamo tutte le carni e tutta la cenere e tutta la polvere sotto la luce del sole.”

 

“Il tutto dobbiamo pensarlo.”

 

“Ma se vedessi me stesso, e te, e ogni cosa, senza qui e lì, senza carne...”

 

“...allora ogni cosa sarebbe senza distanza.”

 

“Se ogni cosa fosse veduta da un’occhio non di carne, il qui della carne sparirebbe e sparirebbe tutto.”

 

“Ma resterebbe ogni cosa.”

 

“E dunque ora io desidero...”

 

“Sì, desidero una carne. Che ne sapremmo dell’eterno senza essere di carne?”

 

“Non ne sappiamo nulla, infatti. Vedere, ma non sapere.”

 

“Perché il sapere è pensato.”

 

“E pensare, amare e desiderare è qui, è carne, è ora...”

 

“Ma se vogliamo sapere dell’eternità, desideriamo la carne.”

 

 “Questo è ciò che vogliamo, sì... ciò che desidero.”

   

... i suoi occhi bruni...

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categoria:di me e di altro, scriptum
domenica, 10 giugno 2007

 

Call center

  

“Ehh... dunque, la terza domanda del sondaggio è...”

“Mi dica, signorina.” 

“Cosa apprezza di più del sindaco della sua città? - Antò, no! hi hi... nun fà lo scemo...-

“Come prego?”  

“No, niente - eddai Antonio, nun me toccà... me solletichi! hi hi...-

“Eh?”

“No no, nulla ma Antò!  che mascalzone...-

 

( Sondaggio telefonico vero, non era uno scherzo. E se san Precario fosse MOLTO meno santo di quel che si pensa...?  )

 

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categoria:ritratti, surrealia
venerdì, 08 giugno 2007
 
L'eccitante vita del pentatomide
  
  

Piccolo, tremolante e dal ronzio poco garbato, un fetido esserino vola tra i prati schifato da tutti.

Non fategliene una colpa: se è così, è responsabile la società.

E che volete farci...! Mamma è verde e puzza, papà è verdognolo e puzza.

L’unica è puzzare.

 

Vola di foglia in foglia fino ad un prato con un po’ d’erba spagna, denti di leone e qualche ammiccante insettessa.

Sopra il prato si snoda una lingua di asfalto bordata dai guardrail e dai fiori bluastri d’assenzio... la A1...

 

Ma chi se ne frega di quel casino là sopra: c’è l’insettessa qua!

“ Ammazza! Hai visto che antenne? ” dice a sé stesso, entusiasta della situazione. “ Però io... come fo ad farmi notare? ”

D’un tratto la cimice verde scorge, abbarbicate sulla massicciata, alcune bocche di leone viola oltre l’autostrada.

“ Wow! ” pensa il repellente esserino “ faccio il figo, schivo le macchine, vado oltre, prendo il polline, poi io e l’insetta... DROGA PARTY!!! ”

 

Vorrebbe attraversare, ma si ferma a riflettere.

Piuttosto che una vita tranquilla sui prati vale la pena di una vita scapestrata, irta di cose rocambolesche e di pulzelle, ben breve ma che alla fine– sei un SUPER FONZIE...?

 

“ OH YEAH! ” esclama il pentatomide.

 

Fattosi coraggio, si getta allora in volo tra i paletti del guardrail.

Schiva la moto, schiva la Mercedes, guarda il fiore, scarta la BMW- e spaf.

Macchia giallognola su d’un Chrystler verso la Croazia...

 

Fine del pentatomide.

  

... e questo ci ricorda che anche se sei figo, anche se sei pentatomide, fare il donnivendolo non paga... 

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categoria:humor di pessimo gusto, serio ma non troppo
venerdì, 01 giugno 2007

 

Presid. del en.

  

Una volta uno gridò agli sparuti presenti: “Voi serpi, stirpe di vipere!”.*

 

Schietto, chiaro, semplice.

La gente pensò che ce l’avesse con loro, proprio con loro…

 

…e in breve venne ad ascoltarlo una folla.

 

Un altro dal palco di una sala gremita, rivoltò gli occhi verso il cielo e disse forbitamente: “Oh epoca cupa del relativismo nichilista gnostico solipsista… Ah la decadenza delle radici cristiane dell’Europa Illuminista…”

 

Ma com’è che invece questo sembra tanto uno che parlotta solo?

( ... e tirando moccoli contro il brutto tempo? )

 

*Matteo 23, 33

postato da: enochirios alle ore 11:02 | Permalink | commenti (8)
categoria:politica, disopinioni, hironica