martedì, 29 maggio 2007
Chiedo scusa, ma ho un problema al PC e dalla postazione dell'università non ho ancora capito come postare qualcosa in formato decente. Spero di risolvere al più presto. Un saluto a tutti, Eno
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sabato, 26 maggio 2007

  

Short messages

   

«A dopo, ciao!Ah, alla sagra viene qlc compagno di corso più vari accoliti.»

 

«No, dai! Vabbè ke è una sagra vinosa, ma nn esageriamo con sta storia dell’accolismo...»

 

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categoria:self, dies cotidianus
giovedì, 24 maggio 2007

 

Détruites

  faute de moyens...

 

  

 

“Talebani, TALEBANI! Peggio che coi Buddha di Bamiyan!”

“Vaticano?” 

“No.”

“Radicali?” 

“Nemmeno. ( Anche se... )” 

“Talebani veri?” 

No, quasi. 

 

( E qui - chi non sa il francese troverà eloquenti le foto - e qui. Mi viene un colpo al cuore a vedere questo scempio. Ma l'UE non dice nulla? Le falceranno tutte come l'abbazia di Cluny? )

 

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categoria:politica, societas
mercoledì, 23 maggio 2007

 

POSTURE

 

  

            

Ieri stavo leggendo.

Come a volte capita ho preso e sono passato direttamente alla polpa delle righe interne, ignorando la copertina.

Poi mi concentro sulla minestra della cena, socchiudo la dispensa e sulla prima di copertina vedo... sì, vedo...

 

La faccia di uno scimmione che si morde il dito, con lo sguardo dubbioso perso nel nulla.

Scoppio a ridere assieme a mio padre che mi aveva raggiunto con gli occhi.

“L’uomo, scimmia intelligente e scimmia parlante” - ma a vedersi quel pitecomorfo pareva decisamente un pistola...!!

 

“Povera scimmia!” - mi sono detto- “Neanche ti conosco e do giudizi così avventati.”

E come mai in generale fin da piccoli noi pensiamo alle scimmie come ad animali molto intelligenti?

Non è un giudizio avventato pure quello?

Sanno compiere azioni complesse ed imitare, ci dicono gli etologi- ma i bambini mica fanno esperimenti etologici...

 

E’ molto più semplice: a noi viene spontaneo attribuire un senso ed un indole alla facce, alle posture e alle espressioni dei viventi( o supposti tali )...

E’ così che i bambini danno un’anima agli animali e alle cose.

 

Ovviamente questo animismo non prova che certi animali siano davvero intelligenti ed altri tonti, né dimostra che il volubile mercurio nel termometro sia vivo e capriccioso.

 

 

Mostra però in modo molto chiaro come noi colleghiamo certi posture a sentimenti, e poi questi sentimenti a qualità interiori.

 

Vedendo un volto che quasi in trance, fremente e sul punto d’agire, lo riteniamo pensoso. Quando noto uno sguardo che scruta da ogni lato un oggetto, crediamo sia curioso, e se mi accorgo che gli occhi di un altro si accendono dopo aver compiuto un’azione complessa o coraggiosa lo consideriamo orgoglioso. Se gli occhi rispondono ad un mio sguardo sofferente, pensiamo che sia gentile.

E tutt’assieme ci fa dire: “Ma è una scimmia intelligente!”

 

Orgoglio, saccenza, vanità, pensosità, gentilezzacuriosità...

Pessimi vizi e qualche virtù, e il tutto ci pare intelligenza.

 

Ma il dubbio, l’arcicelebrato dubbio... quello che se la gente dubitasse di più, staremmo tutti meglio... quello che da solo è in grado di evitare guerre e guerre sante... quello che è la "essenza stessa" della "modernità"...

 

No, se vediamo lo scimmione con il dito in bocca, sguardo fisso, incerto e dubbioso - e null’altra qualità - non diciamo affatto: “Ma che bestia intelligente!”.

  

Invece... se vediamo qualche nostra conoscenza in quella posa... ridacchiamo sottovoce... “ ’Orpo, ma che faccia da scimmia...! ”

  

( In alto, Eno sbarbato in uno dei suoi giorni più megalomani. )

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categoria:dies cotidianus, serio ma non troppo
sabato, 19 maggio 2007

  

Orridi fiori

  

( osservazioni botaniche sulle piante non estirpate )

 

Passeggiavo nei giorni scorsi.

 

Passeggiavo e notavo che la primavera ha portato molti e strani frutti, e strani fiori.

Fioriscono abbarbicati sui muri come parietarie e bocche di leone.

Hanno forme precise, involute ed arabescate. Preferiscono tinte certe– il nero d’inchiostro e qualche svolazzo di un rosso molto brutto, come il sangue delle arterie.

 

Strani i fiori. Con una propria geometria– in questi ultimi tempi una geometria piuttosto bislacca e idiota, se posso dire – quasi una grammatica… verrebbe da pensare che qualcuno li ha scritti.

Che assurdità, vero? Però… proviamo a pensare a quei fiori come se fossero opera di una mano scrivente.

Sì, proviamo a pensarlo.

Proviamo.

 

Due fiori allora avrebbero recitato: “Viva le foibe”. Una di queste scritte, un po’ invecchiata, è ben visibile nel piazzaletto mucido di un edificio pubblico.

Accanto a quell’entrata, oltre a varie altre iscrizioni su imperialismo e sionismo e un poliglotta bocciolo “Živela Intifada”( sloveno: “Viva l’Intifada” ), un lungo accalcarsi di manifestini anonimi sullo sviluppo sostenibile e contro il “capitalismo” e il sionismo. Infine una chiara equazione matematica: “Bush = Hitler”, suppongo per riportare un po’ di rigore sul muro…

Ma grande, grandissimo accanto alla porta a vetri della vernice nerissima e recente: “10 100 1000 come Quattrocchi!”.

Intatta dopo giorni di bella presenza, senza che nessuno l’abbia cancellato: una lunga “fioritura”…

Forse i responsabili della sede universitaria la considerano ornamentale.

 

In una piazzetta, poco distante, incollato su una cabina telefonica un lungo testo– pardon: un’infiorescenza– che accusa la “frode storica” delle foibe. Il titolo è inequivoco: “Un fascista morto è sempre un fascista”.

( Credo però che intendesse dire: “Se si infoiba qualcuno, diventa fascista lui e i sopravvissuti”. )

 

Diversi verbosi manifesti incollati di fresco per la città in cui si lamenta la “santificazione” del commissario Calabresi, di cui si ricorda in questi giorni l’omicidio, da parte di chi aiuta ad “opprimere la società”. Ripetute le accuse di aver ucciso l’anarchico Pinelli.

Si ricordano nella chiusa quelle “due pallottole di ignoti [ ? ] che l’hanno aiutato a diventare santo”.

Diommio…

( Ci si diverta a leggere la voce sul commissario Calabresi nell’ “enciclopedia”– o sputacchiera on-line – Wikipedia. )

 

Mi ricorda gli striscioni di sostegno alle Br appesi da idioti sulla scalinata monumentale verso il colle di san Giusto ed in una via più periferica sopra gli scali portuali.

O il manifestino incollato con lo scotch su un edificio dell’università sempre in febbraio, a tre metri di altezza, in difesa dei “compagni rivoluzionari in carcere”.

 

Ma a scrivere queste righe forse sbaglio.

Certo, io sbaglio: non sono semplici erbe di primavera, ma sempreverdi.

E se i fiori qua e là, frequenti ma non troppo, stanno alla luce del sole,  allora mi viene da chiedere…

Ma le radici delle male piante invece dove sono nascoste?

  

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categoria:societas, dies cotidianus
giovedì, 17 maggio 2007

 

It’s love!

 

Di sera, dal marciapiede della strada alla finestra dell'alto caseggiato sul lato opposto.

 

“Ciaau!”

 

“Ciau amor! Se vedemo doman!”

 

“Cossa? Non ho capito... Parla più forte...”

 

“Ci vediamo domani! Te me porti qualcosa...?”

 

“Si, vabbene... Ma per adesso te porto un bacio! Un baso a ti! Bona note amor!”

 

( Bello, quasi da serenata di paese. La cosa particolare è quella finestra nel caseggiato è del carcere di Trieste. )

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categoria:ritratti, dies cotidianus
lunedì, 14 maggio 2007

 

Mea culpa

 

Lo so, mea culpa suona un po’ clericale, ma autocritica avrebbe riecheggiato certe staliniane purghe...

Faccio mea culpa per i giudizi espressi sul family day.

I lemming non si sono suicidati né si sono trasformati in topi.

Ho dovuto ricredermi: manifestazione compostissima, i politici presenti ma tenuti in disparte.

Sono stati i giornalisti a cercarli per fare domande ed avere materiale per riempire le 3 colonne con qualcosa di piccante. Invece la risposta della gente comune era sempre la stessa: “Non sono qua contro i Dico. Sono qua per le famiglie.”

 

Alcuni giornali– il Manifesto, Repubblica, l’Unità– insistono con tenacia su bizzarre interpretazioni: “Lacerazione nei poli per la questione cattolica” “Clericali contro laici”...

 

Strani titoli! Ma fosse anche vera la “lacerazione nell’Unione”, questa è una questione politica.

E che c’entra la politica se l’impostazione del Family Day l’ha volutamente esclusa? Perché insistere con una interpretazione esclusa con toni chiari dai partecipanti?

Questioni pompate ad arte, malgiornalismo piuttosto goffo...

 

Bastano poche righe dei quotidiani per capire che i titoli non corrispondo a qualche sostanza. Viceversa è il contenuto che è stato inventato imbottitura e stoppa per dare consistenza ai titoli.

I commentatori si erano prefigurati l’ennesimo derby “laici” vs. cattolici.

( Tralasciamo il fatto che un laico vuole la neutralità dello stato da qualunque interferenza, anche da pressioni di lobby o da ideologie quali quella radicale o quella marxista, e non si ossessiona solo sulle ingerenze religiose. )

Invece no! Nulla di simile, e vale anche a dire: di prevedibile, si è verificato.

 

Tutto l’opposto nell’altra piazza, farcita di slogan triti. “Più diritti per tutti non li toglie a nessuno”, come se allargare, annacquare e slabbrare un unica forma di diritti su casi diversi fosse una soluzione.

Non troppo diverso da chi pretende per partito preso di estendere anche ai nascituri il diritto alla proprietà e magari al nome e all’identità( e che se ne faranno? ), dicendo: “Dobbiamo tutelarli”.

E sul palco uno speaker come Cecchi Paone, omino televisivo e docente di Teoria del documentario, “razionalista”( qualunque cosa sia ) che più volta ha affermato che la famiglia ha fatto troppi danni e va sostituita.

Ditemi voi se non è una posizione ideologica.

 

A piazza Navona, un tempo usata per finte naumachie, un palco artefatto e montato in fretta e furia per rincorrere l’altra manifestazione.

Cantanti, speakers di grido, intellettuali impegnati che qualunque università seria non assumerebb, donnine avvenenti, personaggi dello spettacolo dall’aria gggiovane...

Sul palco lo stesso squallido ambaradan di due anni fa, quando ci fu l’immane battage mediatico per il referendum sulla procreazione assistita. Ora pochi soldi, allora milioni e milioni di euro per tappezzare l’Italia di manifesti e comparsate( soldi presi da dove? da chi? chi finanziava? chi sta dietro? ), ma lo spirito è lo stesso.

Un tendone da circo.

A piazza Navone non si è visto nessuno che portasse i propri problemi quotidiani, o che esponesse con voce fresca e priva di retorica le proprie richieste.

La gente non ci andava per esprimere proprie esigenze o testimoniare qualcosa, ma per avvallare le idee elaborate e costruite con la lime da politici d’assalto.

Insomma, è come quando tutti si va ad un concerto per applaudire il “quanto-è-bravo-quel-cantante”, ma non certo perché siamo noi intonati...

Che tristezza... dov’è la democrazia diretta? E’ questa?

Andare a sostenere direttamente idee altrui, pur non avendo nulla da portare?

Io volevo conoscere i problemi delle coppie omosessuali, vederli in pose normali e quotidiane e non in pagliacciate provocatorie.

Niente: ho cercato, ho guardato pezzi di video, ho letto gli articoli.

Niente di tutto questo.

Se qualcuno voleva capire che cos’è la miseria dello spirito referendario, lì aveva la risposta: affannarsi a dare supporto ad un’idea, perché pare secondo i propri gusti giusta, ma non perché pare fondata nella realtà.

 

E’ in generale sorprendente come la stampa più schierata- al netto di quella “conservatrice”, ovviamente prevedibile nei titoli- insista ad avvallare l’esistenza di una ”questione laica”.

Insiste, insiste, insiste...

Non capisce o finge di non capire che la manifestazione di sabato, lungi dal lasciarsi inquadrare in questo scheda, ha mandato a gambe all’aria quella tesi.

 

C’era una enorme quantità di persone, dalle idee disparate, discutibili o meno, ma che hanno una vita quotidiana che fa andare avanti buona parte del paese.

Sono di solito invisibili, perché in televisione ci vanno i cardinali, i docenti della Gregoriana o i soi-disants razionalisti o i vaticanisti...

E’ la vecchia questione del concordato: in Italia i cattolici esistono e parlano- secondo il sentire comune - in quanto legati e protetti da un accordo con il vaticano.

Se parla un cattolico laico e poi un cardinale, nessuno pensa che sono due voci distinte, ma si ragiona: “Ha parlato il caporale e il sergente. Quello che conta è il sergente, l’altro è solo un sottoposto.”

 

Invece sabato no.

Moltissime persone, singoli, pastori di parrocchie e non vescovi che hanno anche l’ingrato compito di fare da speaker locali e PR della Chiesa.

E’ stata lungimirante la scelta di escludere alti prelati.

C’era gente che vive la loro vita e che ne ha i coglioni pieni di atei devoti, teo-dem striscianti che se ne fregano del concilio e sputasentenze atei che non conoscono il Cristianesimo su cui scrivono libri e articoli.

Gente che non ha una vita pubblica, ma vuole essere pubblicamente visibile.

Vuole dire: “Ehi, ci siamo e non siamo nulla di quello che pensate di noi!”

 

Lasciamo stare la questione dei Dico, che era paradossalmente marginale.

Guardate quanti erano.

La Bonino ha detto: “Eh, ti credo! Hanno mobilitato le parrocchie!”.

Embè, non era forse questo il senso?

Un’enorme quantità di persone che non solo vive una religione privata ma ci tiene a far sapere che la religione ha un irrinnunciabile valore nella comunità.

Sento già un ipotetico critico replicare: “E’ clericalismo! Lo spazio pubblico deve restare laico!”

Ma no! Le istituzioni e la politica devono restarlo, non la società.

Non ho visto pretese politiche nel Family Day, se non una onesta richiesta: non si può fare politica, cioè gestire il paese, fingendo che questo tipo di società non esista e non esistano comunità religiose, movimenti di base...

Non vogliono avanzare particolari pretese sui governanti, ma ricordano che non si può agire dal presupposto che loro non esistono o non vanno considerati.

O che se vanno considerati, vanno presi con le buone, con accordi particolari con le gerarchie e vaghi appelli a presunti “valori fondanti della società”, cioè a destra la morale e a sinistra la spossata questione sociale.

 

In generale questa lezione di sabato va oltre il cattolicesimo: c’è una grossa porzione di società organizzata e non organizzata che viene rinchiusa dalle ideologie in “classi”, estensioni sociali dei partiti politici o nella spartizione del mar rosso in destra e progressismo.

Eppure non sono nulla del genere.

La grossa scissione nei DS non è forse dovuta al fatto che LA sinistra non esiste, ma esistono modi diversi di intendere la politica? Gli ( effimeri ) successi di FI non sfruttano forse una parte eterogenea dell’elettorato che ormai non vuole adattare la propria vita all’etica di partito, ma pretende un partito che sappia incarnarli e fare da guida?

 

Da non crederci! PER UNA VOLTA, non sono i cattolici a dover rocambolescamente rincorrere gli altri, ma sono gli altri presi di contropiede, spiazzati e costretti ad inseguire, con tesi inverosimili che, guarda un po’, non portani a supporto neanche una sola frase della gente comune al Family Day.

Nulla, neanche una provocazione.
WOW!

 

( Cerco testimonianze in prima persona di sabato. Chi ci è stato potrebbe descrivere brevemente la composizione della piazza, i movimenti, se c’erano passanti curiosi che si sono fatti trascinare e convincere dalla manifestazione, se gli speakers parevano retorici o no... )

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categoria:politica, societas, a ripensarci però
lunedì, 07 maggio 2007
 
12 maggio, piazza san Giovanni
( count down: - 5 days )
 
 

Lemming #1: “ Ehm, mi chiedo se questa è davvero una buona idea... ”

Lemming #2: “ Ma che sei? Un tentennone? un dossettiano? un cattolico adulto...? ”

Lemming #3: “ Dobbiamo restare risolutiiiii...! ”

 

( Ricordiamoci  tutti bene che i volenterosi lemming, diversamente dalle pantegane, a tuffarsi nell'acqua sporca affogano. )

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categoria:politica, humor di pessimo gusto
sabato, 05 maggio 2007
   
OMBRELLI NEL DESERTO
   
       

Provate ad immaginare di camminare per città, in un temporale pieno di bora che pare una burrasca oceanica.

Nulla si vede all’infuori delle mura dei palazzi, del muro d'acqua e del selciato fradicio.

In mezzo al putiferio degli elementi appare d’un tratto un venditore ambulante– cerata da pescatore, pelle nera come l’ebano, facciamo: senegalese– e si avvicina con un mazzo variopinto d’ombrelli di cento colori, di quelli a scatto.

In una sorta di triestin-francese si sente pronunciare la frase: “Ehi amico, come xe? voulez-vous parapluie?”

Faticando a tenere gli occhi aperti tra le sferzate di pioggia mormoro: “No, grazie”– indico il mio ombrello gonfio di vento –“già uno!”.

Lui sorride, fa cenno con il capo ed io mi allontano trasognato nella bufera.

 

Vendere ombrelli quando piove… ma dico: SOTTO LA PIOGGIA TORRENZIALE…?

E’ vero, la bora ne distrugge a decine quando tra le raffiche si ha la celebre “pioggia orizzontale”, ma altri comperati nuovi sarebbero votati a sicura ed immediata morte.

O forse il senegalese è stato un onirico miraggio?

Come i venditori di ombrelli nel deserto…?

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categoria:ritratti, dies cotidianus, surrealia
martedì, 01 maggio 2007

 

Solidarietà piena

 

Il 12 maggio manifestazione piazzaiola del Family Day.

 

Per contrastare il più idiota suicidio del cattolicesimo italiano, Rosa nel Pugno organizza contromanifestazione.

 

Rifiuto netto di ogni facile accomunazione a istitigatori di violenza – a bassa voce: "StampaclericalvaffanculovaffanculodisinformazioneRutellivaffanculo... " – ed espressa totale, laica, libertaria e liberista solidarietà a Bagnasco.

 

Trovato anche originale slogan laico, liberale, socialista, liberista, catechista( ? ) e libertario per contromanifestazione.

 

Eh-ehm : NÉ CON LA CEI NÉ CON LE BR.”

 

( In alternativa sulle magliette: “Bossoli no, Boselli sì”. 15 euro al pezzo... qualcuno è interessato?   )

postato da: enochirios alle ore 17:16 | Permalink | commenti (20)
categoria:politica, cocacola laic, hironica