Monsignori
Réporters sans frontières è una organizzazione indipendente per la tutela della libertà di stampa nel mondo.
Negli anni passati è diventata famosa per la sua classifica mondiale della libertà, in cui l’Italia se la passava maluccio.
E’ estremamente istruttivo per me leggere di quella classifica i criteri di valutazione.
Ci si aspetterebbe che sia considerato una violazione della libertà di stampa qualcosa messo in atto dal “potere” o dai poteri forti.
Invece no.
Invece i numerosi criteri di quella classifica includono anche: numero di giornalisti minacciati, rapiti o uccisi non importa se dallo stato o da altri, presenza di organizzazioni armate, perquisizioni giudiziarie immotivate nelle sedi dei giornali...
E' un intuizione di fondo assai penetrante. In generale, violare la libertà è violare la libertà, e nulla conta che ciò sia fatto dalle istituzioni, da comici raddrizzatorti, da terroristi, da pacifici dimostranti nelle piazze o da opinionisti giornalistici.
Non è solo il Potere a limitare la libertà, ma ben più spesso le azioni sconsiderate di singoli e di organizzazioni.
Se restiamo alle violazioni della libertà di stampa, i moventi di chi aggredisce la libertà possono anche essere buoni o la stampa può anche essere cattiva, ma quella resta sempre una ferita alle libertà.
“E’ necessario avere un permesso per poter aprire una testata giornalistica scritta?” ....a prescindere da chi rilascia il permesso...( CRITERIO 42 )
Limitazione della libertà di stampa e d’espressione.
“Ci sono degli argomenti tabu?” …a prescindere da ciò che si dice su quell’argomento… ( e nel caso del bel, complesso e discutibile discorso di Bagnasco non erano certo sciocchezze ) ( CRITERIO 31 )
Limitazione della libertà di stampa e d’espressione.
Almeno, così sostiene Réporters sans Frontières. Almeno, così tutti i corifei della libertà di stampa che molto adulavano quell’organizzazione, sostengono in astratto.
In astratto... in teoria… poi in pratica…
...mi chiedo quanti blogger che hanno mantenuto un clima derisorio e di tabù sui Dico e sui suoi critici, chiunque fossero, accomunandoli con voli pindarici sotto l’etichetta di una masnada di omofobi… quanti giornalisti che hanno strumentalizzato e copincollato a pezzetti il discorso di mons. Bagnasco… quanti l’hanno commentato pur essendo privi dei minimi mezzi intellettuali per capire anche solo l’argomento trattato… in generale: quanti?
Il poeta ebreo Heinrich Heine scrisse che dove si comincia a bruciare libri si finisce col bruciare le persone.
Potremmo aggiungere che dove qualcuno comincia a sparare cazzate, altri tenderanno a sparare alla gente.

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