domenica, 29 aprile 2007

    

Monsignori

   

Réporters sans frontières è una organizzazione indipendente per la tutela della libertà di stampa nel mondo.

Negli anni passati è diventata famosa per la sua classifica mondiale della libertà, in cui l’Italia se la passava maluccio.

E’ estremamente istruttivo per me leggere di quella classifica i criteri di valutazione.

Ci si aspetterebbe che sia considerato una violazione della libertà di stampa qualcosa messo in atto dal “potere” o dai poteri forti.

Invece no.

Invece i numerosi criteri di quella classifica includono anche: numero di giornalisti minacciati, rapiti o uccisi non importa se dallo stato o da altri, presenza di organizzazioni armate, perquisizioni giudiziarie immotivate nelle sedi dei giornali...

 

Per esempio la Spagna, dove l’anno scorso l’Eta ha minacciato di morte esponenti della carta stampata, ha ottenuto ( anche ) per questo motivo un basso piazzamento, senza colpe dello Stato: presenza de milizie armate o di organizzazioni clandestine che prendono di mira i giornalisti. ( CRITERIO 11 )

E' un intuizione di fondo assai penetrante. In generale, violare la libertà è violare la libertà, e nulla conta che ciò sia fatto dalle istituzioni, da comici raddrizzatorti, da terroristi, da pacifici dimostranti nelle piazze o da opinionisti giornalistici.

Non è solo il Potere a limitare la libertà, ma ben più spesso le azioni sconsiderate di singoli e di organizzazioni.

 

Se restiamo alle violazioni della libertà di stampa, i moventi di chi aggredisce la libertà possono anche essere buoni o la stampa può anche essere cattiva, ma quella resta sempre una ferita alle libertà.

“E’ necessario avere un permesso per poter aprire una testata giornalistica scritta?” ....a prescindere da chi rilascia il permesso...( CRITERIO 42 )

Limitazione della libertà di stampa e d’espressione.

Ci sono degli argomenti tabu?” …a prescindere da ciò che si dice su quell’argomento… ( e nel caso del bel, complesso e discutibile discorso di Bagnasco non erano certo sciocchezze ) ( CRITERIO 31 )

Limitazione della libertà di stampa e d’espressione.

 

Almeno, così sostiene Réporters sans Frontières. Almeno, così tutti i corifei della libertà di stampa che molto adulavano quell’organizzazione, sostengono in astratto.

In astratto... in teoriapoi in pratica

 

...mi chiedo quanti blogger che hanno mantenuto un clima derisorio e di tabù sui Dico e sui suoi critici, chiunque fossero, accomunandoli con voli pindarici sotto l’etichetta di una masnada di omofobi…  quanti giornalisti che hanno strumentalizzato e copincollato a pezzetti il discorso di mons. Bagnasco… quanti l’hanno commentato pur essendo privi dei minimi mezzi intellettuali per capire anche solo l’argomento trattato… in generale: quanti?

 

Il poeta ebreo Heinrich Heine scrisse che dove si comincia a bruciare libri si finisce col bruciare le persone.

 

Potremmo aggiungere che dove qualcuno comincia a sparare cazzate, altri tenderanno a sparare alla gente.

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categoria:politica
martedì, 24 aprile 2007

   

Terra straniera

   

( ovvero: le apparenze ingannano )

Autobus, per una zona di periferia.

Delle vecchine slovene e quattro o cinque casalinghe, con tanto di rivista di moda sulle ginocchia, spettegolano ad alta voce.

Impossibile leggere tra il caldo e il costante parlottio.

Poco fuori dalla zona industriale sale una donna africana, con una vistosa tunica dorata e un piccolo turbante.

Le voci d'un tratto si tacciono e un imbarazzo tombale cala nel bus.

Gelo. La donna si guarda intorno e dopo una breve esitazione decide di restare in piedi nonostante i numerosi posti liberi. Poi, dopo un paio di fermate, scende.

Subito una casalinga, quando la donna si può ancora vederla camminare oltre i finestrini, apre bocca con voce chioccia: “Ehhh... – pausa – Una bella donna.”

“E che bel vestito!”

Vari cenni di approvazione. “Già già... – dice un’altra – ucciderei per averlo uguale!”

( Altro che retorica cultura dell’accoglienza! Più di ogni cosa potè la muliebre indole...  )

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categoria:ritratti, dies cotidianus
sabato, 21 aprile 2007

 

Eh?

 

 “ Ah guarda, sei un incorreggibile donnivendolo... ”

 “ Un cosa? ”

 “ Un donnivendolo. ”

 “ Un don giovanni... un donnaiolo? ”  

 “ Sì... ecco... quello! Beh, perché ridi? Era un rimprovero. ” 

 “ Eno... ” 

 

( Se qualcun altro è ragione di humour involontario per una galoppante dislessia, mi scriva. Troveremo l’un nell’altro conforto morale... )

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categoria:self, humor di pessimo gusto
giovedì, 19 aprile 2007

 

Vita elettronica

 

( piccolo contributo all’Intelligent Design )

 

Frenesia.

Un modem nuovo, Adsl flat.

Ottimo! Con fare entusiastico si gira attorno al computer con il cd del driver in mano. Aprire il piatto del lettore.

Metto io, metti tu, mette lui, si prova a istallarlo.

1 volta.

Due volte.

5 volte. Sette volte. Niente.

Tornare al negozio. A mio padre, infuriato, il commesso risponde: “Senta, signor.... eeeh... Nel 10% dei casi il driver- ehhh... non funziona! Ha un conflitto ( ? ) con altri sistemi... o programmi... o cose... le facciamo un buonino che si compra qualcos’altro, eh?”

Conoscendo il carattere di mio padre, capace di farli perseguire da un’associazione dei diritti del consumatore, non invidio il venditore.

Ad essere onesto, ’sto driver che fa il boxeur con il messenger o la scheda audio non me lo vedo.

Ma al di là della sospetta truffa, mi intriga quella curiosa risposta percentuale del venditore: imprecisa e orgogliosa di esserlo, con quell’elegante “%” molto fru fru.

Tutti naturalmente usiamo ogni giorno il pressappoco: diciamo a spanne che la Francia è un esagono, anche se ha un profilo ben frastagliato, e che Sean Connery è calvo, anche se a veder bene qualche peluccio ce l’ha.

Che importa? L’essenziale è comunicare l’essenziale, senza perdersi in una precisione paranoide e inutile.

Ma altrove, in ambiti ben più interessanti, il quasi e il percento sono più diffusi e più indicativi: tutte quelle scienze che studiano oggetti intrinsecamente complessi. Per dire... la BIOLOGIA.

Un organismo è una catena complessa: organi, sistemi, apparati, trasformazioni chimiche, continui scambi con l’ambiente.

Così quando prendo un farmaco, so che dovrebbe fare effetto.

Lo farà nel 90 % o 95 %, ma è sempre possibile che tra l’inghiottire la pillola, farla arrivare integra allo stomaco, assimilarla, non trovare ostacoli nell’organismo, non interferire con altre medicine, qualcosa vada storto.

Perché? Perché sono un essere vivente.

Appunto quindi! Cercate di seguirmi...

Ora scopro che pure l’informatica, la rigorosa informatica, si esprime con probabilità, perché anche il computer è complesso, IRRIDUCIBILMENTE COMPLESSO.

( Basta guardare il manuale delle istruzioni o la faccia perplessa dei tecnici quando lo smontano, per capire che- cacchio, ma è davveeero complesso! )

E’ un fatto notevolmente sottovalutato da eticisti, biologi e filosofi: che sia già questa la prova che il computer è un essere vivente?

Forse non del tutto cosciente, di sicuro più furbastro che intelligente- ma è VIVO e creato da un’INTELLIGENZA SUPERIORE al tecnico informatico ameboide che ci ha truffato?

E’ un interrogativo ( religioso, ovviamente ) aperto.

Meditiamo.

 

( Propongo di fondare una nuova disciplina e insegnarla nelle scuole come alternativa a ginnastica, educazione stradale e/o all’evoluzionismo. )

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categoria:disopinioni, hironica
lunedì, 16 aprile 2007

     

J.P. Sartre( 1905- 15 aprile 1980 )  

   

 «Noi siamo su un piano su cui si trova es-sen-zial-men-te l’uomo...»

  

 «Tlin. 5° piano: obitorio.»

  

( Fuori dall'ascensore, seconda corsia a destra. Bussare. )

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categoria:philosophia, hironica
domenica, 15 aprile 2007

 

What’s its name?

 

“ Si diceva: "Ma cosa sono ’sti liberali, adesso che tutti sono diventati liberali?" ”.

“Il nome, va da sé.”

“Come il nome?!?”

“Certo, il nome. In comune- essenzialmente- i liberali c’hanno il nome.”

“Uhm... una teoria politica audace, ma spiegherebbe molte cose.”

“Per dire, immagina che quelli che si chiamano… non so-”

“Mario?”

“Ecco, Mario. Facciamo che si riuniscano tutti assieme.”

“Riunirsi dove...?”

“In una sorta di quartiere o un paesino, di quelli con i gerani alle finestre e dove tutti si conoscono...”

“... per nome?” ( sogghigna )

“E me lo domandi? ( ridacchio ) Comunque, quel paesuzzo, dove tutti hanno molto in comune, è la metafora del liberalismo!”

“Hi hi... però è una metafora, perché è chiaro che un gruppo così malassortito giammai realmente potrebbe…”

“Sì, sì: ovviamente questa minuscola città- ma è una pura metafora…”

“Certo…( sorride ) Dunque, i liberalsocialisti e liberaldemocratici–”

“Macché, cambia prospettiva! Cambia LUNGHEZZA D’ONDA! E pensa a Mario come a un prefisso…”

“Quindi, hmm- un mariosocialista, un marioconservatore, un mario-ex-marxista…”

“Molti e molti! Ed accanto, mariocattolici, marioesterofili, marioanticlericali…”

“E mariopacifisti, mariodemocratici…”

“Esatto. Non senti ora, con tutta l’anima, la profonda differenza tra liberalsocialista e socialista, tra socialista e mariosocialista?”

“Profondissima differenza, davvero.”

“E ciò rintuzza anche l’antica, errata e falsissima credenza sui liberali.”

“Sì, eh…?”

“Sai, ” – mi avvicino a mezza voce – “il popolino bisbigliava che, inseguendo le libertà, hanno dimenticato l’uguaglianza. Ma falso!

“MA FALSISSIMO, DICO IO! Più uguali di così!”

(  La notte in cui tutte le vacche sono Mario...  )

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categoria:politica, serio ma non troppo
giovedì, 12 aprile 2007

 

Cosmicomica

 

Lungo il viale alberato, tra gelaterie e cinema, tra i platani e la notte.

 

“ Oh davvero? Avevi pensato di fare matematica? ”

   

“ Già. ”- lecco il gelato, guardando di sguincio i tedeschi in gita- “ Così va il mondo. ”

     

“ Guarda, per la chimica la matematica la devo studiare solo un poco. Però la ammiro molto: è la lingua in cui è scritto l'UNIVERSO. ”

 

“ ’Orca l’oca, ”- mi volto di botto- “ ma sul serio? E mi pensavo che fussi el triestìn...! ”

  

“ ... ”

 

( Esorto eventuali fisici a considerare questa ardita ipotesi cosmica di philosophia region...ehm naturalis, che mi è "fiorita" in mente iersera. )

 

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categoria:self, dies cotidianus
martedì, 10 aprile 2007

 

Semantica politica

 

( Piccola divagazione ironico-linguistica ) 

( Allungando il collo ) “ Ah, vedo che ti interessi di linguistica! ”

“ Un po’, in effetti... Ma la sto studiando per un esame. Ora per esempio” ( alza gli occhi dal libro ) “ Come spiegare? sai, ci sono parole che - per così dire - non si riferiscono direttamente alle cose del mondo, ma per arrivarci hanno bisogno di un gioco di ruoli... ”

“ Non ho capito. Che tipo di gioco? ”

“ In realtà è un fatto piuttosto banale. Per esempio, "Eno" si riferisce a Eno, chiunque parli, ma "io" non si riferisce a qualcuno di preciso. Si riferisce alla persona che di volta in volta apre bocca. ”

“ Nessuno è "io" se tutti stanno zitti, quindi... ”

“ Più o meno... Diciamo che "io" ha un significato preciso, come e più delle altre parole: il suo significato però è una x, un certo ruolo nel discorso. ”

“ Interessante... E il ruolo è ovviamente "chi sta dicendo questa frase" ? ”

“ Esatto. Quindi "io" ha sempre un significato, che qualcuno parli o meno. Tuttavia un ruolo resta a mezz'aria se non c'è una situazione concreta: solo un discorso, di volta in volta, dà sostanza alla x di "io". ”

“ Però però... tutto ciò mi ricorda una antiqua questione politica! ”

“ Politica? Cosa c'entra con la linguistica? ”

“ Poco, ma mi sovvengono certe paroline sfuggenti... certe che paiono assumere un senso solo, appunto, in un gioco di ruoli. ”

“ Di quali parole parli? ”

“ Beh, avrai presente quanto spesso gli intellettuali amino definirsi "antifascisti", "antisistema", "contro il clericalismo", "contro il capitalismo selvaggio", "antimarxista"... ”

“ Di’ avanti, che m’interessa... una retorica del "contro", dunque... ”

“ Oh, non è questione della vituperata retorica! Né di prefissi o preposizioni! Il punto dolente è la mezza parolina dopo, vale a dire i "fascisti", i "clericali", i "comunisti", etc. Questi personaggi, pur evocati e paventati con tanta foga, il più delle volte non ci sono proprio! ”

“ Difficile non concordare... Però gli intellettuali si ergono anche a paladini "pro": paladini della laicità, della giustizia sociale, della ragione... Non è un caso diverso, forse più frequente di quello che menzioni, e forse più rilevante? ”

“ Sì capita anche questo, ma raramente è una faccenda diversa. Comunemente organizzare una piazzata in difesa di qualcosa è un modo sottile per dare all'avversario politico dell'oppressore e del nemico della cosa "difesa". ”

“ Un’efficace psicologia inversa. Come... ”

“ ...come per Cesare Battisti. In Italia ammazzava brutalmente i cosiddetti "borghesi" perché li giudicavano tout court "oppressori", e in Francia i leader socialisti e Le Monde tuttora lo legittimano: si era battuto per la libertà- dicono- la libertà dei proletari oppressi! ”

“ E’ vero. Tristi cose… errori di cui si impara raramente la lezione. Ma tu dicevi che quelle parole sibilline hanno un significato sospeso? ”

“ Certo! Tant’è che tutti, anche quelli maggiormente presi dal fervore delle parole, prima o poi si chiedono dove stiano questi nemici... ”

“ Già, se lo chiede pure un estremista, di quando in quando. E quindi...? ”

“ E quindi è , nella domanda, che i nemici si materializzano. Prova a rivolgere a me - in modo fittizio - la domanda… ”

“ Eh-ehm… ”( imposta la voce )“ "Scusi lei che è un intellettuale impegnato," ”( risatina )“ "ma questi fascisti dove sono?" 

( imitando il toscano della Hack e puntando burlescamente il dito ) “ "Fascista, FASCISTA! FASCISTA REAZIONARIO!!!"

  

( Il significato di "io" è "chi sta pronunciando questa frase". Il significato del "clericofascista" a cui si oppongono gli "antifascisti" potrebbe dirlo: "chi mi chiederà quando mai in tutto il ventennio s’è visto un gerarca fascista cattolico" )

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categoria:politica, serio ma non troppo
martedì, 10 aprile 2007

 

Si libra nella bora

 

“ Oh! Il poeta è come un uccello, un albatros... ”

“ ...in tecia, in salmì, alla cacciatora, brodino stretto? ”

 

( Ieri era è il compleanno di Charles Baudelaire. Oggi quindi festeggio con gioia l’ANTICOMPLEANNO di un poetino, non un granché ma assai presuntuoso: “Le ali da gigante di me il poeta... superiore ai bipedi di terraferma… oh! dileggiato perché trooppo bravo…” )

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categoria:dies cotidianus, hironica
lunedì, 09 aprile 2007
 
Auguri di buona Pasqua a quanti
non sono riuscito a contattare!
( Riposavo come un placido leone,
     come si vede nella foto qui...   )
 
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categoria:ritratti, levità, dies cotidianus