domenica, 25 marzo 2007

 

Pretese di cuori

 

“Ma ho pretese tanto grosse?!?”

 

“Beh, insomma... un po’ pigna…”

 

“A tre condizioni, solo TRE condizioni: che non adori satana, che non sia iscritta al rotary e che –possibilmente– non sia bionda tinta!!”

 

“E…?”

 

“Ed è più difficile di quanto non possa sembrare…”

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categoria:self, dies cotidianus, hironica
venerdì, 23 marzo 2007

 

Avviso

 

La mia connessione domestica fa le bizze. Si connette, si disconnette, insomma ha problemi in qualcosa denominato RAS( vedremo di scoprire che c'entra l'assicurazione... io che non ho neanche la patente!  )

 

Io cerco di rispondere sempre ai commenti al più presto, perché se qualcuno è stato così gentile da passare, non vedo perché dovrei essere meno solerte a rispondere, ringraziare, scherzare, chiacchierare, discutere... etc. etc. Tutte quelle cose là che si fanno con le parole.

 

Se lasciate una traccia e io non vi rispondo o la chat si interrompe à l'impromptu, sappiatelo: è per il pc. Non posso garantire continuità nè prontezza. Inoltre nei week-end non posso ahinoi usare quello dell'università( come ora ).

 

Questo futile post si annichilirà appena risolto l'inghippo, magari domani stesso. Mah!

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giovedì, 22 marzo 2007

 

Political murales

 

“Ieri ho notato su un muro di Città Vecchia una falce e martello, e tre lettere pressappoco a mo’ di triangolo. Vernice vecchia di qualche mese.”

“Che dicevano le lettere?”

“GPL, mi pare... Ma non capisco: perché mai scrivere di serbatoi di gas su un muro?”

“In senso antiorario, Eno... si legge in senso antiorario!”

“Oh, me tontolone! GLP... Gruppi di Lotta Proletaria... Che cacchio, e da quando non si legge più da sinistra verso mancina, ma viceversa?”

“Sai, di norma bisogna essere già ben orientati a sinistra –per trovare un vago senso in quello che la sinistra dice...”

   

( GLP, JPF, GPL, JPPF, PCC, GGC... Judean People's Front, Judean Popular People's Front o People's Front of Judea... gruppi giovanili comunisti, gruppi di lotta proletaria o gas di petrolio liquido... mah... )

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categoria:dies cotidianus, serio ma non troppo
lunedì, 19 marzo 2007

 

Monsieur d’Énoquirios e il diavolo

 

( antica leggenda alsaziana )

 

Monsieur M. de Énoquirios, amico di vecchia data di Peter Schlemihl e del suo padrino Chamisso, già avezzo a frequentazioni soprannaturali, un dì fu invitato a pranzo dal demonio.

Brache di tela, smagrito e la camicia viola fuori dalla cintura, Eno non credette vero di poter banchettare di tutto quel ben di Dio: bruschette, pasta con formaggio grattugiato, acqua minerale, tarallucci, un uovo sodo…

L'antico avversario a capotavola recitò una breve prece di ringraziamento, e già l’affamato poveraccio ingollava ogni cosa e spazzava via i mangiarini prelibati con mani e forchetta.

Il diavolo, a piatto vuoto, lo guardava sorridendo: “Gradito tutto?”

“Ottimo grazie... però un po' secco... quest’acqua non rinfresca un granché! ”

“Sai, l’acqua che disseta non è mai stata la mia specialità…” – sogghignò sornione guardando al cielo – “Ma questa è poi quella slovena…”

“Già già… la frizzante slava Rogaška, residuo secco 35 grammi per litro. BUFF! Ma ora per la digestione e placare la sete come fo?”

Con aria di sfida il diavolo si era alzato e passeggiava con fare sicuro attorno al tavolo.

Di  spalle il Satana mormorò: “E che cosa ne so io? Il diavolo offre, ma non rimedia…”

“Oh, demò! E non cominciamo con ’sti trucchetti! Mo’ mi ricatti, si fa un patto e poi giù agli inferi! Uff, poche storie: voglio un’insalata mista!”

Diafana, impalpabile e sottile cominciò ad apparire sul tavolo un’invitante insalatiera colma di verzure.

Facendo cenno col capo il diavolo mormorò: “Beh, se tu volessi sottoscriv–”

“ACCETTATO! GRAZIE! BUONAPPETITO!”

Il principe delle tenebre guardò di stucco Enochirios mangiare in due bocconi mezzo chilo di scarola, quattro scaglie di parmigiano, un pomodoro a cuore di bue e mais dolce sparso qua e là.

Eno si forbì i cantucci della bocca col tovagliolo e imperturbabile chiese, come si chiede il conto all’oste: “E il patto qual era?”

( “Un caso simile non mi era mai capitato”, pensò il demonio allibito. “Ma non diamolo a vedere.” )

“Io in contropartita ti farò solo scegliere… scegliere tra due strade! Oh, non devi percorrere nessuna delle due, ma solo esprimerti su quale sia la migliore!”

Enochirios lo guardò senza parlare. Troppo semplice la cosa.

“Va’ pure avanti, gentile ospite”, fece infine.

“Dunque, se tu dovessi dare preferenza ad un collettivo marxista o alla Rosa nel Pugno, che cosa sceglieresti?”

“ ’Orpo, ma adesso nell’antica Alsazia ’ste robe mica ci sono!”

“Non importa, non importa: noi due ci capiamo. Forza, hai dato la tua parola alla cieca e ora devi rispondere!”

Il diavolo ghignava e d’Énoquirios cominciò a sudare.

“Nessuna t-terza via? ( una cosina alla Blair? ) Ma proprio Rosa nel Pugno, non magari, al massimo, ecco, un… hm… il nuovo PLI? O dall’altra parte, non qualche candidato autonomo di Rifondazione Comunista?”

“Näää, du sollst! Rispondi, e solo tra quei due, che è tuo dovere: discende dal patto. Ach! das Sollen! ”.

Il diavolo, infatti, era alsaziano di lingua tedesca e pure un poco kantiano.

“Caspita!” meditò Eno “Se fossi un saggio ebreo, direi che mi ha messo a scegliere tra carne impura e impura carne… Bella scelta! Che fo? Qua lo si deve pigliare sul suo terreno!”

Poi una luce lo illuminò.

“Ma… dimmi, demonietto mio, i termini qual erano? Ti devo rispondere, ma non è detto il quando, vero?”

“Oh, e che cambia?” Il diavolo non capiva: se voleva, era pronto a renderlo immortale. Il diavolo dopotutto non ha mica fretta.

“Che differenza fa? T’ho detto che mi risponderai, e sta’ certo”– un ombra nera si sparse per la stanza– “che lo FARAAAI!”

Assunse le forme di un grosso cagnaccio ringhiante, sbavò un po’ sulla tavola e poi riprendendosi dall’ira riprese pure le sembianze umane.

“E chi dice di no?” – disse Eno sbarazzino – “ma alla fine, alla fine di TUTTO! e alla fine del TEMPO! La scelta la farò davanti al trono di Dio… sarà Lui, poi, a decidere…”. D’Énoquirios sorrideva: prese con calma una mela e l’addentò.

Il diavolo divenne viola e rosso e giallo, cominciò a crescere nella stanza, poi si contrasse gobbo come un nano, si sparse in una nebbia rossastra per la piccola cucina e alla fine, tra crepitii e suoni stridenti, il demonio disparve con una vocina...

“Ach Teufel! Homme maudit! Monsieur d’Énoquirios mi hai fregaaaatooo…

 

 

 Ispirato ad un fatto vero e ad un quesito realmente posto, in questi precisi termini.

Il diavolo, che tale si definisce e che mi ha offerto diversi pranzi, ora è in Erasmus in Francia e se mi legge, lo saluto.

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categoria:dies cotidianus, diabolikus, scriptum
venerdì, 16 marzo 2007

   

Muliebri ornamenti

   

Io, sono sincero, non ho mai avuto nulla da ridire sul trucco ed il phard.

  

Non faccio il borghesuccio scandalizzato a vedere una ragazza che legge riviste femminili o discute di vestiti.

  

Una certa cura di sé, il gusto per l'adornarsi e rendersi piacevoli alla vista – ciò vale anche per i maschi – la considero una garbata gentilezza per il prossimo. Agli altri in fondo possiamo parlare, solo perché abbiamo un’aspetto e una voce… Che sarebbe l’uomo senza la biasimata esteriorità? Disinteressarsi di queste cose è disinteressarsi degli altri, altro che frivolezze!

 

E che sciocchi i catoni che tromboneggiano: “Superficialità!” su un filo di rimmel e un gonna… o una camicia ben stirata, una cravatta, un paio di scarpe, un film qualche fine settimana, bere qualcosa in compagnia…

Diffido dai cultori di cupo ascetismo e non sono mai stato troppo “calvinista”.

   

Però…

    

Però gentile signorina che passi ogni giorno in biblioteca con rossetto rosa, gonnella plissée a vita stretta, scarpe di pelle cigolanti, due catenine, tre paia di orecchini, molti pendagli alla cintura, una collana e monili vari ai polsi…

  

Posso dirti che oltre a distrarmi non poco( ehm… ), ogni volta mi pare che arrivi un gregge intero, con scampanacci di montagna e scalpiccicìo di zampette?

 

Ornata sì, ma non esageriamo!!!

 

( Tutto vero. Che dite, sto diventando misogino a furia di esser disturbato in biblioteca?   )

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categoria:self, levità, dies cotidianus
martedì, 13 marzo 2007

 

Tre fredde voci

   

In breve e a freddo, passato un po’ di tempo...

 

In breve, ben un mese fa Edoardo Sanguineti, in qualità di “intellettuale”, afferma che è di nuovo necessario per la sinistra l'odio di classe, come risposta all'odio borghese. A chi lo critica, ribatte che non hanno capito niente: lui solo citava Walter Benjamin... ( oh là-là, che sciccheria... )

 

In breve, l'ex terrorista rosso Oreste Scalzone gli replica che è un incosciente, un ignorante ed un demagogo: l’hanno capito tutti quello che voleva dire, e là tutti hanno visto il pericolo.

Odio di classe significa percepire una lotta e contraddizioni insanabili dove un occhio spassionato vede solo un contrasto d’interessi o una miglioria sociale da attuare. Significa concepire l'avversario politico come nemico quasi tribale, “moralmente cattivo” o inferiore.

Non si possono costruire mitologie politiche sulla “lotta” e poi dedicarsi nella pratica ad una più mite e ben diversa politica.

Quando qualcuno quelle mitologie penserà di attuarle letteralmente con la Skorpio, non potranno poi dire gli “intellettuali” d’essere innocenti perché esortavano sì ad una “lotta”, ma precisando che era pacifica... O la lotta di classe o l’assenza di violenza.

 

In breve, la giornalista del Manifesto Ida Dominijanni indignata difende Sanguineti sostenendo che quelle parole sono il minimo indispensabile, niente più che l'esortazione ad essere “sgarbati” e brutali nel ricordare le ingiustizie sociali di quelle che ormai la “merce uomo” o “merce lavoratore”.

Chi critica Sanguineti non capisce che lui sta solo facendo il giusto mestiere di attivista sociale.

 

Ci sarebbe una cosa da precisare. 

A leggere con cura le sue righe, si coglie che la Dominijanni non intendeva dire che quelle parole sono il minimo e il giusto mestiere in assoluto, ma solo nell'ottica di chi interpreta la politica e i conflitti sociali in un certo modo, il SUO. Insomma, sono ovvietà nell'ottica di una politica dove se nella società vediamo un'ingiustizia ed un oppresso, non andiamo prima a cercare problemi strutturali, ma l'ingiustizia è sempre il frutto di un supposto ceto o ideologia oppressore( la borghesia, il nazionalismo, il liberismo, il culto del mercato etc. ). In questa concezione, la politica è essenzialmente la risoluzione di problemi sociali tramite riforme e lotta sociali.  

Ciò, generalmente, è detta “sinistra”.

 

Ma queste ultime due posizioni potremmo raccontarle con ancora maggior concisione e disponendole in un ordine diverso.

In breve, la Dominijanni  ricorda che le parole di Sanguineti, benché scandalose, sono l'ovvia conseguenza di una politica di sinistra* coerente fino in fondo.

In breve, Scalzone aggiunge che quelle ”ovvie” parole sono benzina, che alla fine prenderà fuoco- e non ci sarà innocenza per nessun “lottatore di classe, ma non-violento” quando scoppierà l'incendio.

Io mi chiedo: e se avessero ragione entrambi...? se una sinistra coerente fino in fondo con ciò che afferma non potesse far altro che spargere quelle parole...?

 

( * Ovviamente intendo una certa idea di sinistra, quella più diffusa, non quella di Fassino o alla Blair. E comunque sto parlando della sinistra predicata e non di quella effettivamente attuata, che spesso è eccellente. Mi dispiace, ma i testi originali di Scalzone e Sanguineti non sono più presenti in Internet. )

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categoria:politica
lunedì, 12 marzo 2007
 
Fondate ragioni
 
Temo i gay.
Sono ovunque. 
Bisogna stare ATTENTI!  
Ci circondano sempre di più!!  
E si riproducono molto, molto più velocemente di noi... 
Oddio!
Punto.
:-) 
  ( dedicato all’onorevole Luca Volontè )
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categoria:politica, hironica, surrealia
sabato, 10 marzo 2007

 

Homo bioeticus italianus

 

...detto anche: Spammator Compulsivus Noiosus o Giornalistus Inconcludentissimus, di cui molti hanno avuto l'esperienza.

 

Ma riportiamone un breve, fedelissimo ritrattino ad acquarello e penna in stile “Settimana enigmistica”:

  

« No, cioè: io sono per libera scelta, assoluta. Lo stato non deve intervenire nella morale– cioè è una cosa privata!

   

Ognuno ha la sua idea di individuo, personale... cioè, è una faccenda morale, altrimenti lo stato viola la libertà… cioè la libertà di pensier–cioè la libertà di pensiero dell’individuo... che nessuno può metterla in discussione, nooo? E’ un fatto oggettivo, pubblico...

 

Bisogna opporsi all’integralismo, perché la libertà è l’unica cosa importante, è il fine dell'uomo, un valore assoluto- e LAAAICO!

 

Solo così, con la libertà assoluta, possiamo essere una società tollerante, cioè aperta al progresso– e insomma, opporci all’economia e alla dilagante mentalità liberista… »

  

( Questo il ritratto. Trovare, please, in stile “Settimana enigmistica” le 10 grosse differenze tra questo uomo e SE STESSO... )

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categoria:ritratti, humor di pessimo gusto, serio ma non troppo
venerdì, 09 marzo 2007
  
Di politica al bar
    
« La politica è rosa da passioni indicibili e turpi: avidità, cupidigia, stoltezza, brama di potere... »
    
« E' vero, anzi peggio: c'è spazio anche per il demone dagli occhi verdi...!! »
    
« Marco Travaglio...? »
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categoria:politica, dies cotidianus, hironica
giovedì, 08 marzo 2007

 

37,9°

 

«Eno, di nuovo influenza?»

 

«Già, e se non avessi avuto da andare a delle lauree non sarei uscito di casa. Ma ne valeva la pena… Ahimè ora non riesco a leggere, con torcicollo e mal di testa.»

 

«Beh, passi il tempo a letto…»

 

«Troppo ozioso… Meglio la tv! Il dvd con le 30 puntate di doctor House però l’ho già visto tutto in tre giorni e non so che guardare. Rimpiango quei programmi come Passaparola.»

 

«PASSAPAROLA?!? Eno, non è da te!»

 

«Tu non capisci… i balletti, le letterine… i critici non hanno colto: ERA SATIRA! E’ tutto una consapevole parodia di quelle scipite Veline di Striscia la Notizia e delle Letteronze!!»

 

 ( O è il contrario? Non ricordo mica...  Che vorrà dire, quando un programma  tv, ma altre volte un libro, è indistinguibile dalla propria parodia? )

  

Nota: Stavo solo scherzando sulla strana somiglianza tra la cosiddetta “televisione intelligente” che vorrebbe sfottere il peggio della tv e il trash più becero.

Avrei potuto continuare mettendo a paragone i programmi di Santoro e quelli di Sgarbi, dove in entrambi i casi si parla faziosamente e crudelmente male di qualcuno, contro ogni etica professionale e fino al killeraggio mediatico.

Oppure ancora avrei potuto mettere vicino Che tempo che fa e i linciaggi mediatici di Emilio Fede: in entrambi i casi c'è un conduttore straffottente e ignorante, che adula l'intervistato se gli va bene e comincia a guardare ostentatamente fuori campo o dentro la camera per dare a intendere che l'intervistato è un cretino se non si confà alle quattre idee del programma.

Ma io, pure ammalazzato, Passaparola non l'ho mai visto per più di 30 secondi.

Giammai.

Giuro. :-)

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categoria:dies cotidianus, serio ma non troppo