Brache di tela, smagrito e la camicia viola fuori dalla cintura, Eno non credette vero di poter banchettare di tutto quel ben di Dio: bruschette, pasta con formaggio grattugiato, acqua minerale, tarallucci, un uovo sodo…
L'antico avversario a capotavola recitò una breve prece di ringraziamento, e già l’affamato poveraccio ingollava ogni cosa e spazzava via i mangiarini prelibati con mani e forchetta.
Il diavolo, a piatto vuoto, lo guardava sorridendo: “Gradito tutto?”
“Ottimo grazie... però un po' secco... quest’acqua non rinfresca un granché! ”
“Sai, l’acqua che disseta non è mai stata la mia specialità…” – sogghignò sornione guardando al cielo – “Ma questa è poi quella slovena…”
“Già già… la frizzante slava Rogaška, residuo secco 35 grammi per litro. BUFF! Ma ora per la digestione e placare la sete come fo?”
Con aria di sfida il diavolo si era alzato e passeggiava con fare sicuro attorno al tavolo.
Di spalle il Satana mormorò: “E che cosa ne so io? Il diavolo offre, ma non rimedia…”
“Oh, demò! E non cominciamo con ’sti trucchetti! Mo’ mi ricatti, si fa un patto e poi giù agli inferi! Uff, poche storie: voglio un’insalata mista!”
Diafana, impalpabile e sottile cominciò ad apparire sul tavolo un’invitante insalatiera colma di verzure.
Facendo cenno col capo il diavolo mormorò: “Beh, se tu volessi sottoscriv–”
“ACCETTATO! GRAZIE! BUONAPPETITO!”
Il principe delle tenebre guardò di stucco Enochirios mangiare in due bocconi mezzo chilo di scarola, quattro scaglie di parmigiano, un pomodoro a cuore di bue e mais dolce sparso qua e là.
Eno si forbì i cantucci della bocca col tovagliolo e imperturbabile chiese, come si chiede il conto all’oste: “E il patto qual era?”
( “Un caso simile non mi era mai capitato”, pensò il demonio allibito. “Ma non diamolo a vedere.” )
“Io in contropartita ti farò solo scegliere… scegliere tra due strade! Oh, non devi percorrere nessuna delle due, ma solo esprimerti su quale sia la migliore!”
Enochirios lo guardò senza parlare. Troppo semplice la cosa.
“Va’ pure avanti, gentile ospite”, fece infine.
“Dunque, se tu dovessi dare preferenza ad un collettivo marxista o alla Rosa nel Pugno, che cosa sceglieresti?”
“ ’Orpo, ma adesso nell’antica Alsazia ’ste robe mica ci sono!”
“Non importa, non importa: noi due ci capiamo. Forza, hai dato la tua parola alla cieca e ora devi rispondere!”
Il diavolo ghignava e d’Énoquirios cominciò a sudare.
“Nessuna t-terza via? ( una cosina alla Blair? ) Ma proprio Rosa nel Pugno, non magari, al massimo, ecco, un… hm… il nuovo PLI? O dall’altra parte, non qualche candidato autonomo di Rifondazione Comunista?”
“Näää, du sollst! Rispondi, e solo tra quei due, che è tuo dovere: discende dal patto. Ach! das Sollen! ”.
Il diavolo, infatti, era alsaziano di lingua tedesca e pure un poco kantiano.
“Caspita!” meditò Eno “Se fossi un saggio ebreo, direi che mi ha messo a scegliere tra carne impura e impura carne… Bella scelta! Che fo? Qua lo si deve pigliare sul suo terreno!”
Poi una luce lo illuminò.
“Ma… dimmi, demonietto mio, i termini qual erano? Ti devo rispondere, ma non è detto il quando, vero?”
“Oh, e che cambia?” Il diavolo non capiva: se voleva, era pronto a renderlo immortale. Il diavolo dopotutto non ha mica fretta.
“Che differenza fa? T’ho detto che mi risponderai, e sta’ certo”– un ombra nera si sparse per la stanza– “che lo FARAAAI!”
Assunse le forme di un grosso cagnaccio ringhiante, sbavò un po’ sulla tavola e poi riprendendosi dall’ira riprese pure le sembianze umane.
“E chi dice di no?” – disse Eno sbarazzino – “ma alla fine, alla fine di TUTTO! e alla fine del TEMPO! La scelta la farò davanti al trono di Dio… sarà Lui, poi, a decidere…”. D’Énoquirios sorrideva: prese con calma una mela e l’addentò.
Il diavolo divenne viola e rosso e giallo, cominciò a crescere nella stanza, poi si contrasse gobbo come un nano, si sparse in una nebbia rossastra per la piccola cucina e alla fine, tra crepitii e suoni stridenti, il demonio disparve con una vocina...
“Ach Teufel! Homme maudit! Monsieur d’Énoquirios mi hai fregaaaatooo…”
Ispirato ad un fatto vero e ad un quesito realmente posto, in questi precisi termini.
Il diavolo, che tale si definisce e che mi ha offerto diversi pranzi, ora è in Erasmus in Francia e se mi legge, lo saluto. 