mercoledì, 28 febbraio 2007

Sternuti


« Se gli va male si parla di un Prodi 2, e ci sarebbe sempre la Rosa nel Pugn- »


« Eh, eeh… »


« …?? »


« Eeeeh etc-verfassungsschùtz!!! »


« Salute Eno… »


( Scusate, essendo affezionato alla democrazia sono un po’ allergico a certe cose. )


Causa detta allergia mi trovate qui!


Ps: Se qualcuno se l'è presa per la boutade, non gli rivolgo più neanche la parola. Su, su...!

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categoria:politica, cocacola laic, hironica
martedì, 27 febbraio 2007

L'ordre du coeur


…o “ le regole del cuore ”.


C’è un curioso discorso– palesemente strumentale, tanto che gli autori in diverse circostanze di certo non lo sottoscriverebbero– che circola insistentemente sulla rete riguardo i Dico e i Pacs. Riporto grossomodo:



« Per le coppie omosessuali viene invocato il legame affettivo. Ma col matrimonio lo Stato non riconosce l'affetto o meno tra due coniugi: come potrebbe poi valutare i sentimenti? Lo Stato riconosce il matrimonio solo per la sua funzione sociale di generare figli ed allevarli. Del resto lo Stato non si interessa di ciò che è privato! »



( Spesso, per dare più prosopopea alla frase, si precisa: “...lo Stato laico...”, ma l'aggettivo aprirebbe troppe questioni. )


Ora, anche solo ad una prima occhiata  questo ragionamento non sta in piedi- ma neanche con le GRUCCE.


“Ebbene, ma proprio no!” viene da rispondere. Il matrimonio è anche un legame affettivo, e non è una sfumatura marginale.


Chiaro, uno Stato non ha titolo di disquisire sui sentimenti tra Marco e Francesca, ma non si intende nulla di tutto questo quando si dice che nel matrimonio sono coinvolte TUTTE le dimensioni della persona: quella fisica, quella biologico–generativa, quella emotiva, quella spirituale, quella economica, quella sociale.


Questo fatto riflette quella caratteristica della persona per cui ogni suo atto fisico tende a diventare qualcosa di più: il semplice generare diventa essere padri, il puro nascere ci rende figli, mangiare diventa un momento di condivisione, il sesso tende a diventare eros e amore( niente però impedisce che noi forzosamente sopiamo, distorciamo o sviamo queste tensioni ).


Anzi, lasciamo per ora stare il concetto di “matrimonio”, che si porta su di sé il peso delle sue innumerevoli e continue trasformazioni storiche, e interessiamoci solo del suo piccolo nocciolo sostanziale, cioè questo nesso umano tra sua biologia, sesso, affetto, spirito, doveri, collettività, società ed economia.


Dire che il legame affettivo, biologico e concreto precede l'istituzione del matrimonio vuol dire che lo Stato non inventa nulla e non può modificarlo a proprio piacimento.


La remora potrebbe essere: “Ma io non so se due si vogliono bene!”( hhm, davvero? ) “E tanto meno lo Stato ha il diritto di accertare se due si amano o meno!”. Tutto giusto, però…


A pensarci bene, noi neanche abbiamo la certezza se un altro sta realmente soffrendo- e come potremmo avere esperienza del suo dolore? -, eppure sappiamo che cos’è, in generale, il dolore e come si manifesta. Insomma, ci basta sapere che cos’è il dolore in generale per poter poi fare delle fondate ipotesi sul specifico dolore di Gianni o di Tizio.


Allo stesso modo anche il matrimonio non richiede di leggere nelle menti o disquisire sui cuori.


Più banalmente lo Stato riconosce e sancisce l'esistenza- nella società e nella realtà umana - di un certo tipo di legame che da biologico e sessuale si fa subito affettivo e sociale. Gli sposi vengono dichiarati ( NON riconosciuti ) dall'autorità e davanti alla collettività marito e moglie, assumendosi così gli obblighi che seguono da quel supposto legame. Fine.


( Sto facendo un discorso non solo semplificato per ragioni di spazio, ma anche ideale. Uno Stato reale di fatto può fare ciò che vuole, come nominare senatore il cavallo di Caligola, ma non pretenderà che lo riconosca come atto valido. )


I perplessi potrebbero dire che il matrimonio prescinde dai legami affettivi in un altro senso. Lo scopo del matrimonio sarebbe solo la funzione sociale: generare figli, mantenere in numero adeguato la società, allevarli. L'affetto può stare fuori dalla definizione, anche se è essenziale.


“La funzione…”? Definire una relazione famigliare in termini funzionali è assai rischioso.


E se per la società fosse più utile – anche senza una imminente minaccia di sovrappopolazione catastrofica– mantenere una bassa natalità, lo Stato sarebbe legittimato ad incentivare le coppie sterili o omosessuali?


E quando invece servono braccia da lavoro, lo Stato può trasformare le moglie in fornaci di figli? O può ristabilire la tassa di penalizzazione sui celibi in vigore sotto il fascismo?


Questa è la delirante pianificazione malthusiana della natalità, peggio della Cina maoista!


Per di più è ormai possibile generare figli a contratto, anche senza rapporto sessuale, e farli allevare da strutture pubbliche. Apocalittico, degno di un totalitarismo( o di uno stato utopico, se c’è differenza ), ma secondo quella stretta definizione di “funzione sociale” del tutto lecito.


Ma sono sicuro che nessuno accetterebbe questa balorda proposta su come crescere i figli, perché percepiamo che le manca qualcosa: non basta certo la cura fisica e l'istruzione! Ma che cosa le manca...? Anzi, che cosa le manca PER PRINCIPIO?


Forse l'affetto e la relazione umana personale?


Voilà. E così ciò che uscito dalla porta rientra dalla finestra. Anche la cosiddetta “funzione sociale” in realtà presuppone l’aspetto “privato” ed “emotivo” descritto sopra.


Mesdames et messieurs, il cerchio è chiuso.


( Si noterà che non ho parlato neanche di striscio dei Dico, ma potremmo chiederci: “Se una coppia eterosessuale racchiude coerentemente in sé quella varietà di dimensioni umane, davvero le coppie eterosessuali ne sono prive…? davvero sono solo un fatto di sesso o un fatto di affetto…?” )


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categoria:politica, societas
venerdì, 23 febbraio 2007

A right pronunciation 


«Insomma vinti alcuni vaghi dubbi, ho visto “Nausicaa” al ljudski dom, la casa del popolo a Ponziana... A dirla tutta, non ci arrivavamo coi soldi ma ci hanno pure fatto entrare quasi per niente, a metà prezzo...»


«Ah la casa del popolo di Rifondazione dietro san Giacomo: liuzsk-glutski..ludschi idòmm… E porca miseria, è mica facile da pronunciare!»


«Perché, “Civcolo della Sinistva giovanile– ingvesso solo tessevati” era meglio?»


( Nausicaa nella Valle del Vento di Miyazaky... MAGNIFICO! e uno dei film della mia infanzia! )

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categoria:dies cotidianus, hironica
martedì, 20 febbraio 2007

Protocolli Segreti dei Savi di Rep.


In principio c'era Rep. . Senza di essa tutto era vuoto e senza forma: politica, tg1 e religione tutte confuse e fuse- grandissimo casino. Mettere ordine.


Separare potere politico e potere religioso. Ritrarre religioni da pot. polit. e da Stato.


Espellere bigott.dimerda da Stato: troisième République bis, ter e se serve, pure quater.


Evitare relig. esprimersi su question politiche. Evitare a relig. esprimersi su quest. religiose( per bon ton ).


Istituzione ministero per affari relig. e senso di vita.


( Istituzione ministero del bon ton. )


Dare a potere polit. chiavi Basilica Santo Pietro.


( Chi le vuole, chiedere a Ferrero. Tjè. )


Ritrarre Stato da potere politico.


( Assegnare a Stato potere religioso. )


( Eleggere Papa di Stato: Letta o D'Alema? )


( Famo Scalfari, va'... )


Chiuso in redazione ore 21.

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categoria:humor di pessimo gusto, cocacola laic
mercoledì, 14 febbraio 2007

Sotto il naso


Vai insomma pantofolando verso gli scaffali stanco morto, con un libro dal titolone “Storia delle dottrine politiche” sotto il braccio( di un amico e che non stai leggendo ), torcicollo e sciarpa sulle spalle.

Ma non puoi passarla liscia, nevvero? Subito ti acciuffano i famigliari che, sbrigati sommari convenevoli, iniziano una lenta mitragliata di domande.

“Aaah, dottrine politiche... ma cosa, è la stessa cosa dei partiti?” “Ma che cos’è la sinistra?” “E quando è nato il socialismo?” “Perché un marxista non vuole possedere niente?” “Ma ’sti liberali... cosa sono i liberali, che adesso tutti sono diventati liberali?” “Perché l’Inghilterra è una monarchia e non è una democrazia?”

Al temine sei esausto: hai risposto, in qualche modo, a tutti i quesiti riuscendo pure a raccapezzarti.

Senti però un po’ di insoddisfazione. ’Nz, non è perché hai dovuto trovare risposte su mille robe di cui sai poco niente. No anzi, ti pare vagamente che c’è qualcosa che non t’hanno chiesto.

Qualcosa, soltanto una cosa, ma l’essenziale.

E, ’azzo, non ti viene- oh santo elefante sotto il naso...


“...ma... che cos’è la politica?”

( Il post me lo sono appuntato giorni fa, è un po’ vecchio. Io resto stanco e per di più domani mi assento due giorni verso il malamato Veneto. )

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categoria:dies cotidianus, a ripensarci però
giovedì, 08 febbraio 2007

Just My Self


« Ma Eno, non pensi che alle volte c'è un eccesso di pignoler-... »


« .... "ci sia", non "c'è". Eh, come dicevi? non ti sentivo, ero distratto. »


« Accidenti Eno, proprio non ne passi mai una, ma neanche per sbaglio...! »


« Eeeh sì! Si comincia con un congiuntivo... Poi si sbaglia una subordinata intera. Poi passi con il rosso, evadi le tasse e fai schiamazzi notturni. Alla fine- hai ucciso qualcuno. »


( Qualcosa in contrario alle persone precise, coscienziose e aperte...? :-P )


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categoria:self, humor di pessimo gusto
martedì, 06 febbraio 2007

Questo o Quello?


Eravamo quel giorno tutti là a parlare di un professore, schiena al muro e mano sinistra in tasca. A un certo punto una signorina prende voce e da un breve accenno mi fa a bruciapelo: “Scusa, ma tu sei femminista, no? No, aspetta, altrimenti sei maschilista…”.


Potete immaginare in me un certo qual imbarazzo, io con il fumante caffè da 0.35 € e rispettivo bicchierino in mano- ed un aggrottato sorriso sul volto…


La domanda, allora, rimase in sospeso.


…e per troppo tempo irrisolta, oserei dire! E giacché ancora non c'ho una risposta, facciamo una cosa: questa la giro a voi. “Maschilisti o femministi...?” VOTATE!


Al termine del pregevole sondaggio, si fanno due squadre e vai con un bel derby di calciobalilla!!!- …derby insomma, che i primi e quegli altri non mi sembra abitino troppo lontani…


( Non accalcatevi neanche troppo numerosi, mi raccomando!  )


Alla fine ho deciso di giocare con... vedi qui.

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categoria:humor di pessimo gusto, surrealia
sabato, 03 febbraio 2007

Pluralia & singularia


Questo post non risulterà emozionantissimo: non tutti i passanti che mi fanno visita amano a cena aggrovigliate spaghettate di filosofemi.


Il post nasce invece da un gustoso scambio d’idee con Ivo sul ruolo della collettività nello spiegare il comportamento dei singoli e la vita umana. La storia, le dottrine politiche, i movimenti religiosi, i moti nazionali, le ideologie e i fenomeni economici dobbiamo prenderli come cose tutte intere, o spezzettarli nei vari individui che le hanno animate?


Per capirli dobbiamo partire tassativamente dall’individuo o ammettere che in ogni caso l’individuo nasce sempre in un contesto che lo precede in ogni senso?


Non è una cosa da poco, se pensiamo che per una teoria come il marxismo noi non capiamo nulla della politica di piccola taglia se non riconosciamo prima nel mondo lo scontro di grossi bisonti quali le cosiddette “classi sociali”. Sarebbero quest’ultime la vera realtà sociale- e chi non le riconosce, “falsa coscienza”!


( La questione non va confusa con ”Vale di più l’individuo o la società?”... Quest’interrogativo resta impregiudicato dal discorso, e io direi anche che è un po’ mal posto: c’è chiaramente l’individuo, ma anche la persona; esiste la società, ma anche lo stato; c’è  un “valere di più o di meno” sul piano degli interessi, ed uno sul piano dei diritti etc. etc. ... Ma se bisogna parlare grossomodo, darei un netto primato all’individuo. )


( ....continua qui )


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categoria:politica, philosophia
venerdì, 02 febbraio 2007

Ad Ruinim 


Oh il post che ho scritto l'altro giorno, uuuh... terribile, terribile... Non avrei dovuto scriverlo. Pensate che per quelle poche righe ho subìto financo una ierofania. E dico: una ierofania che era quasi un cazziatone.


Mi addormento come sempre a notte inoltrata, verso le 2 e mezza, e insonnia permettendo. Ma non faccio in tempo a chiudere gli occhi che mi si para davanti questo santissimo angelo fiammeggiante: “Enooo...!”


Ahi, ahi... si mette male... Che fosse un angelo di Dio, e non un tiro mariuolo del dimonio, l'ho capito subito: conosceva il mio nickname.


“Santi dell'apocalisse, hai scritto cose tremende, Eno!” - dardi e fiamme ovunque - “ E hai commesso un orribile errore d'argomentazione: una fallacia, di quelle che c'hai tanto la fissazione!”


“Oddio, non mi pare... Che fallacia, o possente angiolo?”


“Peggio di un argomento ad personam, peggio di una petizione di principio e d’una fallacia della causa assente... Tu hai commesso un ARGUMENTUM AD RUINIM!!! e fulmini... e petardi... e saette...”


( A ripensarci, sull'identità di questo angelo avrei dei dubbi: rosso di capelli, un po' squinzio, accuse strampalate e in latinorum, “petardi”(?), di mezza età... temo proprio che mi sia apparsa la Marina Corradi. )


postato da: enochirios alle ore 12:26 | Permalink | commenti (4)
categoria:humor di pessimo gusto, dies cotidianus, hironica