mercoledì, 31 gennaio 2007

Bla bla bla bla bla 


Si legge, frugando nel giornaletto osé Avvenire- di cui qui e qui -, un’articolo in parte condivisibile e in larga parte, beh! … ( vorrei evitare una denuncia )


Attacco alla famiglia, quella gran boiata dei pacts de solidarité( vulgo: pacs ), bla bla bla… E poi, bla bla bla…


Due punti colpiscono la mia attenzione.


C'è la consueta menzione della “famiglia tradizionale”, a fare usuale sfoggio di ignoranza…


La famiglia ha avuto infinite trasformazioni nei secoli: ha contemplato l'acquisto della moglie, il matrimonio d'onore, il valore legale e religioso del fidanzamento, la liceità del concubinato, la liceità de facto dell'uso di donne di piacere( non sempre prostitute ), lo sdoppiamento tra coniuge per la famiglia e amante per l'amore, un doppio piano di rapporti- amoroso e famigliare con la moglie e dall'altra lato amoroso, “d'onore” e omosessuale con un “amico”.


Come non siamo tenuti a dare il medesimo giudizio di valore a tutte le forme culturale ma siamo invece tenuti a riconoscere che esiste una pluralità di forme, a volte equivalenti tra loro e spesso no, così si possono dare giudizi negativi o positivi sulle varie “famiglie”. Ma non ditemi che c'è stato UN SOLO  modello di famiglia.


Ma il segretario generale della Cei Giuseppe Betori va oltre questa consueta sciatteria: secondo il vescovo, “coppia” può essere usato solo in ambito eterosessuale- niente coppie omosessuali.


Ossignore… e allora due omosessuali che cosa sono? Il magnifico C.S.Lewis diede una acuta e sferzante analisi dell'omosessualità diffusa nei college inglesi, ma aggiunse, citando Platone, che “anche deformato, Eros resta sempre un grande dio”. Osservò che, in ogni caso, quelle relazioni erano una condivisione di affetti e umanità- e condivisione significa tra più persone. Possiamo questionare- onestamente, non sarò io a farlo - sul giudizio da dare sul caso, ma non sul fatto che sono coppie.


Questa è pura fuffa! una negazione della realtà attraverso schemi linguistici e concettuali! Il mezzo del disconoscimento è antilingua, e l'affermazione dell'irrealtà col fine di non affrontare la realtà è semplicemente ideologia– esattamente nel senso in cui è ideologico il marxismo.


Il secondo punto bizzarro è la curiosa menzione giuridica del cardinale, cioè l'articolo 29 della costituzione, a difesa della sua “famiglia tradizionale”( tradotto: per escludere riconoscimenti giuridici alle coppie omosessuali– soprattutto se fossero migliori dei caricaturali pacs, mi viene da sospettare ).


Strano… Da quando sono diventati giuspositivisti da quelle parti? Quando discutiamo se certi diritti umani  personali esistono o meno oggettivamente, menzionare la legge ha senso solo in un caso: se si crediamo che esiste un diritto solo quando la legge lo riconosce, e non esiste quando la legge lo esclude.


E se la legge italiana riconoscesse la libertà religiosa negativa ed affermasse che in caso di conflitto è superiore a quella positiva( scopo dello Uaar ), un cristiano dovrebbe piegarsi?


Suvvia! Quale meschinità citare un rigoroso fatto giuridico - la costituzione - che però non è rilevante quando si parla di fatti sociali ed antropologici. Fu un grande filosofo reazionario, il cattolico Joseph de Maistre, a rimarcare nel “Principio generatore delle costituzioni”, prima di tutti i liberali, - argomenti spesso discutibili ma una bella intuizione - che noi non siamo in grado di modificare la natura umana né di stabilire d'arbitrio un nomos che cozzi contro la realtà.


Ciò non vale solo per leggi spiccie ed empiriche, ma prima di tutto per le costituzioni, che stabiliscono i tratti più generali dello stato e del cittadino.


Sono certo che anche mons. Betori condivide questa posizione realista e contraria al giuspositivismo… Pertanto questa strana menzione, fuori luogo e peregrina, ha un nome inequivoco: PRETESTO.


Ad essere puntuali, Betori accenna a tre cose: l'antropologia, la costituzione ed il senso comune. Sull'antropologia ho mostrato che è ignorante, e la costituzione ho spiegato che non è pertinente citarla. Quanto al senso comune- il senso comune ha idee, quasi sempre sbagliate ma mai prive di un qualche fondamento, su questioni che conosce e maneggia.


Come potrebbe avere opinioni su un argomento, come l'omosessualità, che è un totale tabù e di cui non sa nulla?


E se qualcuno vuole contestare il fatto che essa sia un tabù( un fatto innominabile, inconcepibile e da tenere nell’ombra ), ricorderei che il suddetto monsignore ha candidamente affermato che di vere coppie omosessuali proprio non ce ne sono


( per chiarire, qui una mia risposta a un commento )

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categoria:politica, dies cotidianus, beotitudini
domenica, 28 gennaio 2007

Smisurato elogio


Mi spendo oggi in un elogio epistemologico alla donna più intelligente del mondo. Amica di secondo grado, essa ha recentemente dimostrato una capacità razionale somma in un campo in cui il genere femminile- absit iniuria a verbis - oggettivamente muove appena i primi passi: sé stesso.


Passiamo ai dettagli. Volendo sapere qual è il tipo di “ ragazza ” che piace- innanzi tutto e per lo più- a ragazzi, lei non si è affidata alla pur sagace opinione della madre o delle amiche. Per quanto  intelligentissime, ne sanno quanto lei. Forse hanno un mucchio di certezze a riguardo, ma prese da dove…? Ed essere sicuri non vuol mica dire sapere– e se poi non hanno una vera fonte attendibile, da sole come sono arrivate a queste idee di cui sono tanto certe?


Il quesito restava bruciante, ma le risposte tardavano ad arrivare.


“ Inutile! Devo fare tutto io... ”, s'è detta.


L'amica di secondo grado ha quindi deciso di intrufolarsi con metodo e astuzia in certi discorsi d'amici, insomma in quei discorsi “da maschi”. Ha però usato l'accortezza di restare sempre in disparte, per evitare che le frasi fossero condizionate. Niente inaffidabili domande dirette, pertanto.


( E' davvero sorprendente quanto possiamo sparire dall’orizzonte altrui semplicemente standocene zitti e ai margini della conversazione. )


Visto che nella maggior parte di casi i discorsi “da uomini” privilegiavano esponenti del gentil sesso tutt'altro che magre ed asciutte, dopo un po' ne ha tratto l’inaspettata scoperta che è questo il tipo femminile preferito. Sorpresa!


A questo punto, però, accettare o non accettare questo risultato? Beh, visto che tutte le altre tesi erano di seconda mano o confuse- avrà pensato - perché non accettarlo, perché non dirsi ora certi, e a ragion veduta, del sorprendente risultato in barba al senso comune?


Adesso, quando lei parla d’amiche che nonostante l’estenuante palestra si dolgono in coro di non essere mai dimagrite a sufficienza, lei dice col tono deciso di chi le proprie idee se l'è guadagnate da sola: “Beate loro, povere loro: non sanno la fortuna che hanno...!”


Il caso parrà frivolo ai benpensanti, ma io vi dico: c'è molto da imparare da questa donna!


Rivediamo gli eventi: la cara ragazza ha avuto in questa faccenduola quotidiana la straordinaria lucidità di:


a) individuare il problema ed elaborare un metodo d'indagine, ovvero accorgersi che molte presunte certezze sono dei “si dice” e studiare un paio di trucchi psicologici per aggirarli


b) escludere campioni falsati, cioè non badare troppo a frasi sentite conversando vis-à-vis con gli amici maschi ( e vivere con rilassatezza le chiacchierate per quello che sono, senza troppi crucci )


c) eseguire ripetute prove empiriche, ossia andare al bar con i compagni di università ma starsene mutola


d) vedendo risultati non del tutto univoci, scegliere di non considerarli contraddittori, ma darne una interpretazione statistica– cioè pensare che il tipo femminile che per lo più piace è un po' morbido.


Vi pare poco...?

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lunedì, 22 gennaio 2007

Domande un po' del Carso


Immaginatevi una persona che decida di fare una gita in Carso, alla volta di una dolina. Non avendo mezzi propri, costui si serve di un intrico di coincidenze d’autobus.


Al ritorno il disgraziato perde la corriera e si ritrova per due ore ad una pensilina dispersa per l'altopiano. Uniche compagnie: un amico e la fredda pioggia incessante. Niente cibo né acqua, ma solo ¾ di bottiglia di vino e due confezioni di macedonia.


Al terzo bicchiere di sangria, dunque( ehm ), i due allegri dispersi notano sul retro del gabbiotto l’affisso in sloveno “Kaj je levina?”– dibattito pubblico. Sotto, un poco come firma e un poco come spiegazione, il bollino dei Comunisti Italiani.


“Ma che cos'è la sinistra…?”


“…” ?!?


Ditemi, perché io- anche in una brughiera solitaria ed in lingue angeliche-, ricevo l’ennesima netta impressione? Che cioè “sinistra” non è un’idea, ma una domanda– e che l'utilità principale di questa domanda è lasciar intendere che chi la fa è anche la risposta ?


Ma chissà… 


NOTA DI CHIARIMENTO PER I FORESTI: La dolina è un avvallamento boscoso del Carso, piuttosto ristretta di diametro, con una flora tutta sua ed una forte differenza termica. Al suo centro- spesso ma non sempre - si trova un inghiottioio, una foiba. Com'è quindi intuibile io aspettavo il bus vicino ad una dolina.

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giovedì, 18 gennaio 2007

The other Ammerrica


                                                  “I got an A in Phallus! ” dal LA Times qui


La “sporca dozzina” dei corsi universitari di maggiore bizzarria e più politicamente corretti d'America è chiusa - e gli istituti di istruzione superiore dell'area di Los Angeles sono in testa con un quarto dei piazzamenti d'onore( o disonore ).

Lo Occidental College, un’università di arti liberali di 1800 studenti a Eagle Rock è il solo college nella lista a collezionare non una, ma due citazioni d'eccellenza per offrire teorie trendy su genere, colore cutaneo o oppressione del maschio-bianco, a discapito dell'effettivo contenuto accademico.

UCLA non se la passa male neppure lei, pur con una sola citazione. E credetemi, la competizione è stata dura.

I college della California del Sud hanno combattuto contro pesi massimi nazionali come Cornell, Amherst, l'Università del Michigan e ovviamente Duke.

La lista viene dalla Fondazione Young America, una no-profit fondata 40 anni fa da fondazioni e semplici cittadini conservatori.

Il primo spazio nella graduatoria per offerte didattiche bizzarre è andato quest'anno ad Occidental, per un corso chiamato “il phallus”.

No, non è un corso di biologia. E' una panoramica, offerta dal dipartimento di Oxy di “Teoria Critica e Giustizia sociale”, su “le trattazioni critiche lesbiche e queer sul phallus”.

Il programma include “la relazione tra phallus e penis, il significato del fallo, il fallogocentrismo, il fallo lesbico, il fallo ebreo, il fallo latino, e la relazione tra il fallo e il feticismo”.


[ “Fallogocentrismo” è una creazione di J.Derrida, ndT ]

Uno potrebbe chiedersi come possa una lesbica avere un fallo- o se si possa dire tre volte “fallogocentrismo” senza inciampare con la lingua. Ma così facendo non otterremmo una “A” dal docente all'Occidental College, il prof. Jeffrey Tobin, che tiene il corso nel semestre primaverile.

Sempre questo semestre, l'Occidental offrirà il corso che la Young America ha messo al 5° posto per bizzarria: “Blackness”. Questo corso esplorerà la nerezza in tutte le sue forme: la “nuova blackness”, la “blackness critica”, la “post-blackness”, la “blackness imperdonabile” e senza dimenticare la “blackness queer”.

Il perfetto complemento alla “Blackness” di Oxy potrebbe essere “Whiteness”, che però è offerta al Mount Holyoke College in Massachausetts, piazzatasi al 7° posto.

Ma non c'è da temere. Occidental dispone di un suo proprio corso sulla “Whiteness”( che “esaminerà la costruzione della bianchezza nei contesti storici, legali ed economici che hanno permesso ad essa di fungere da condizioni che rende possibile i privilegi e pregiudizi a base razziale”, dice l'elenco on-line dei corsi di Oxy ).

Superare “Whiteness” è ovviamente un prerequisito per iscriversi a “Blackness”.

Le lezioni ad Occidental, un college privato, sono a 32.800 dollari l'anno. Ciò significa che se segui “the Phallus” e “Blackness”( più il suo prerequisito “Whiteness”) quest'anno, con un orario di 4 corsi per semestre, puoi mandare un conto di 12.300 $ ai tuoi genitori.

La UCLA vince l'ambito 2° posto, con “Musicologia queer“. La musicologia gay è un nuovo campo risalente agli anni '90 basato in parte sull'idea che se sei gay, la musica di un compositore come Benjamin Britten ti suonerà diversa da come suonerebbe se tu fossi invece straight.

Ad un’incollatura dalla UCLA è arrivato Amherst con “Taking Marx seriously”.

La prima frase nella presentazione del corso è: “A Marx dovremmo dare un'altra chance?” Con 100 millioni di morti in gulag vari e correlate mattanze, propenderei per il NO.

A Michigan, invece, “Femminismi nativo-americani ” va in battuta di caccia con l'irochese Betty Friedan. [ .... continua
qui ]


( Il divertente articolo del Los Angeles Times è un piccolo e brillante scorcio, ovviamente né esaustivo né imparziale. Su che cosa? Beh, sulla acclamata cultura “leftist” Usa, la famosa “altra America”. Cioè, ehi! if u like Chomsky, critical theorism & Said, yo bro’, u are very very OK! )


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martedì, 16 gennaio 2007
Bioetica dello studente


Lei: «Ciò dej! Spero di finir presto 'sto schifo di università... - spegne con la scarpa la sigaretta nella pozzanghera - perché la vita vera è dooopo! Insoma, 'sta vita de studio te par una roba degna?»

Lui: «...E soprattutto, se la vita degna inizia dopo la laurea, l'universitario è una PRE-PERSONA
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martedì, 09 gennaio 2007

Oh Virtutes...!


Si cercherà di esprimere un concetto complesso complesso, in pratica neo-thom.

Ad esser sinceri l'idea, in forma un po’ diversa, risale financo a Platone, ma io ce l'ho fissa con i neotomisti e li userò a mo' esplicativo, anche a costo di essere un filino fuorviante.

V'è insomma l'idea che le virtù siano sempre coerenti tra loro ma mai i vizi. Un uomo buono, d'animo forte, magnanimo, insomma uno stinco di santo, non si troverà mai a dover scegliere tra magnanimità e giustizia.

Prendete ora un PUZZONE. Il puzzone segue molti vizi, cioè il contrario delle virtù, che ormai hanno pervaso il suo carattere.

Mica detto che questi vizi vadano d'accordo tra di loro: magari il vizioso vorrebbe arrivare all'apice della sua iniquità( termine così neo-thom… ), ma ha tanti di quei vizi che non riesce ad attuarli tutti contemporaneamente. Non ci riesce.

«Ah, già: avarizia e lussuria, per dire... Difficile rimorchiare se sei stretto di manica!» Vero vero, ma esempio un po' banale! *

Prendiamo invece un italiano medio, di sx radicale. Come paradossalmente è abbastanza diffuso nell’estrema sinistra sarà un po'- come dire - "antigiudeo", e in quanto italiano medio sarà maschilista e completamente MISOGINO.

Ora, voi ve lo immaginate quest'uomo “misogi-antisionista” avanzare la scusa: "Ehi, 'n sono mica antisemita: la mia migliore amica guarda che è ebbrea!" ? ( clic! )

( Morale del post: lasciate stare virtù e vizi che sono cose noiose e neotomiste. Concentratevi piuttosto sui neo-thom. Prendete anche voi un neo-thom domestico a metà prezzo e usatelo! Per qualunque cosa, ma usatelo… come MEZZO, non importa il fine. E trovate scuse meno banali, se volete essere antisemiti. )


*E poi quanto vorreste spendere al bar con una ragazza, eh? Esosi! Al massimo un 4 euro…( io sì che ho capito tutto della vita )

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categoria:philosophia, serio ma non troppo
martedì, 02 gennaio 2007

  

Capodanni

  

Pi. Giorg. Odifre. di ritorno dal cenone di capodanno con le grandi menti del ’900( a Tramonti di Sopra ), si è cimentato - pare - in una nuova impresa matematico-letteraria. Tema: l' “Uomo senza qualità” di Musil.

 

Avendone trovata una copia sul treno, assieme al Corriere delle Alpi ed una cartina stropicciata di Tolmezzo, dicono si sia assai entuasiasmato.

 

Al leggere la parola “qualità”, il Logicus-Mathematicus ha infatti deciso con impeto di gioia di formalizzarlo come teorema nella logica dei predicati del prim’ordine. Visto che però il libro si trascina per millesettecentonovantuno pagine, dopo cinque stazioni si è rotto le scatole- e ha deciso che è decisamente indecidibile…

 

( La logica dei predicati del prim'ordine  è indecidibile comunque, giammai per questo i suoi enunciati, ma cacchio, MILLESETTECENTO PAGINE! ...e buon anno a tutti! ;-)  )

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categoria:humor di pessimo gusto, dies cotidianus