Teoria della fuffa
Ah! Fatto fuori in due sere, prima di dormire, tre settimane fa. "Strumenti per ragionare" è l'orrendo titolo di un libricino piccolo, scarno e tutto sommato non eccezionale, su logica & fallacie( a loro volta divise in fallacie logiche e etc etc ... ).
Io l'avrei chiamato "Instrumenta fregandi": non per nulla, cazzata acrobatica e fallacia sono più o meno la stessa cosa. Ma so' scelte di stile.
Le fallacie hanno diversi ranghi. Alcune sono erroracci rozzi, come: "Dalla costituzione segue con necessità logica che le leggi per essere valide in Italia vanno approvate così e così; quindi le leggi di uno Stato valgono come leggi logiche."( frase vera di un seguitissimo, giovane docente decostruizionista, molto "controcorrente" ). Queste catturano solo studenti di filosofia e lettori di Zagrebelsky, ma altre hanno la finezza ventriloqua di un venditore Folletto.
Mi sono divertito a incrociarle tra di loro, come i piselli di Mendel e ne sono fiorite di gialle, di verdi e di arancioni.
Un semplicissimo cocktail chimico di cose orecchiate qua e là, ma che tocca tutte le corde dei sentimenti, è questo:
Schema:
( Appello alle conseguenze, ovvero sai che brutto se tu avessi ragione + argomento ad populum, ovvero dico qualcosa che l'uditorio prende per sacrosanto )
( Argomento d'autorità, cioè l'ha detto lui + argomento dell'uomo di paglia, ovvero tu non l'hai detto ma semplifico le tue posizioni fino a renderle stupide + argomento ad personam, ovvero insinuazioni non pertinenti sull'interlocutore )
( Non sequitur, ovvero da A non segue B ma neppure lo esclude + argomento ad ignorantiam, ovvero tu contesti la mia tesi ma visto che non ne hai un'altra la mia è vera )
( Basta, ci rinuncio- però ho ragione io! )
Svolgimento:
A: «Io penso... Deve esistere un dovere interiore, assoluto che mi dice di non fare agli altri ciò che non vorrei mi facessero e di lasciar stare gli altri finché non violano la mia libertà. Se non ci fosse, una morale sarebbe impossibile e non saremmo esseri liberi!»
B: «Non ho capito bene la frase, ma anche se fosse... E' una conseguenza sgradevole, d'accordo, ma sai dimostrarmi che è falsa? Quello che ripugna è molto soggettivo, ed è molto diverso dalla falsità. La tua frase funziona con me, ma non con un calvinista-predeterminista a cui della libertà importa poco. Quale delle nostre due ripugnanze avrebbe ragione, la mia o quella calv.-predeterm.?»
A: «Ma... l'ha detta Kant, è un grande! Vuoi metterti in gara con lui...?»
B: «Lui l'ha detta( più o meno ), ma questo non la rende vera. E io non ho mai suggerito di valere come il defunto, anzi... Comunuqe sia, anche se corrisponde a verità che sono un discreto idiota, non hai ancora risposto alla mia domanda.»
A: «Uff! Senti, il mio Kant ha costruito un'etica... ne conosci una migliore, eh?»
B: «Cioè mi chiedi se la conosciamo o se esiste? Mica sono la stessa cosa, ma anche se non c'è un'etica migliore, questa che difendi sarebbe il meglio della morale, ma sempre immotivata resta- la miglior etica infondata disponibile sul mercato!»
A: «Senti, io prendo il mio königsberghianuccio in quattro tomi e torno in biblioteca, perchè sono stufa di 'sti ragionamenti, e... e... confutazioni metafisiche... Sono cose astratte, e io sono per la razionalità concreta. Solo con quella si cambiano le cose... le cose... le cose concrete! Se passa qualcuno, di' che sono di sopra a studiare, che è l'unica cosa che serve.»