lunedì, 30 ottobre 2006

Teoria della fuffa


Ah! Fatto fuori in due sere, prima di dormire, tre settimane fa. "Strumenti per ragionare" è l'orrendo titolo di un libricino piccolo, scarno e tutto sommato non eccezionale, su logica & fallacie( a loro volta divise in fallacie logiche e etc etc ... ).

Io l'avrei chiamato "Instrumenta fregandi": non per nulla, cazzata acrobatica e fallacia sono più o meno la stessa cosa. Ma so' scelte di stile.


Le fallacie hanno diversi ranghi. Alcune sono erroracci rozzi, come: "Dalla costituzione segue con necessità logica che le leggi per essere valide in Italia vanno approvate così e così; quindi le leggi di uno Stato valgono come leggi logiche."( frase vera di un seguitissimo, giovane docente decostruizionista, molto "controcorrente" ). Queste catturano solo studenti di filosofia e lettori di Zagrebelsky, ma altre hanno la finezza ventriloqua di un venditore Folletto. 


Mi sono divertito a incrociarle tra di loro, come i piselli di Mendel e ne sono fiorite di gialle, di verdi e di arancioni.

Un semplicissimo cocktail chimico di cose orecchiate qua e là, ma che tocca tutte le corde dei sentimenti, è questo:

      Schema:

( Appello alle conseguenze, ovvero sai che brutto se tu avessi ragione + argomento ad populum, ovvero dico qualcosa che l'uditorio prende per sacrosanto )

( Argomento d'autorità, cioè l'ha detto lui + argomento dell'uomo di paglia, ovvero tu non l'hai detto ma semplifico le tue posizioni fino a renderle stupide + argomento ad personam, ovvero insinuazioni non pertinenti sull'interlocutore )

( Non sequitur, ovvero da A non segue B ma neppure lo esclude + argomento ad ignorantiam, ovvero tu contesti la mia tesi ma visto che non ne hai un'altra la mia è vera )

( Basta, ci rinuncio- però ho ragione io! )

      Svolgimento:

A:
«Io penso... Deve esistere un dovere interiore, assoluto che mi dice di non fare agli altri ciò che non vorrei mi facessero e di lasciar stare gli altri finché non violano la mia libertà. Se non ci fosse, una morale sarebbe impossibile e non saremmo esseri liberi!»

B:
«Non ho capito bene la frase, ma anche se fosse... E' una conseguenza sgradevole, d'accordo, ma sai dimostrarmi che è falsa? Quello che ripugna è molto soggettivo, ed è molto diverso dalla falsità. La tua frase funziona con me, ma non con un calvinista-predeterminista a cui della libertà importa poco. Quale delle nostre due ripugnanze avrebbe ragione, la mia o quella calv.-predeterm.?»

A:
«Ma... l'ha detta Kant, è un grande! Vuoi metterti in gara con lui...?»

B:
«Lui l'ha detta( più o meno ), ma questo non la rende vera. E io non ho mai suggerito di valere come il defunto, anzi... Comunuqe sia, anche se corrisponde a verità che sono un discreto idiota, non hai ancora risposto alla mia domanda.»

A: «Uff! Senti, il mio Kant ha costruito un'etica... ne conosci una migliore, eh?»


B: «Cioè mi chiedi se la conosciamo o se esiste? Mica sono la stessa cosa, ma anche se non c'è un'etica migliore, questa che difendi sarebbe il meglio della morale, ma sempre immotivata resta- la miglior etica infondata disponibile sul mercato!»

A: «Senti, io prendo il mio königsberghianuccio in quattro tomi e torno in biblioteca, perchè sono stufa di 'sti ragionamenti, e... e... confutazioni metafisiche... Sono cose astratte, e io sono per la razionalità concreta. Solo con quella si cambiano le cose... le cose...  le cose concrete! Se passa qualcuno, di' che sono di sopra a studiare,
che è l'unica cosa che serve

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categoria:philosophia, levità
sabato, 28 ottobre 2006


                Al cellulare


«Ehi, hai visto Red Dragon l'altra settimana? Hannibal Lecter, Silenzio degli Innocenti 2... Perso? Trama in succo: poesia di William Blake causa una serie di efferati omicidi nel Minnesota...»

«Concordo col nesso causale! Nell'epoca in cui Hegel dal ' 700 causa tutti i totalitarismi nel ' 900, questo e altro...»

( Eno, questo è un post miseramente polemico e ignorante... Red Dragon, infatti, si svolge in Georgia. )

[ Seconda versione del post, giovedì 2 novembre dopo cena. L'altra, la Urverfassung, secondo statistiche demoscopiche era chiara a più del 0,1% ma a meno del 99,9% dei passanti. Sui dati- di origine americana- e sull'attendibilità della forchetta, ampia polemica tra i po(l)li. ]

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categoria:disopinioni, humor di pessimo gusto
domenica, 22 ottobre 2006

 


                Sottile assonanza


 


Un anno fa ho avuto il piacere di sentire una conferenza di Khaled Fouad Allam sull'integralismo islamico: un acuto, barbuto,  spassoso omaccio pancione dall'accento fronscese. Ne avevo tratto fogliate di appunti.


Contro quanto ne pensano molti, un integralista islamico non è un mussulmano "troppo mussulmano", anzi ha deboli legami con la cultura e la tradizione teologica islamica. Vuole creare una comunità mussulmana perfetta, ma senza rifarsi alle comunità storiche.


In paesi in cui immigrazione e autosegregazione sono forti, si tratta sempre più di 2° e 3° generazione d’immigrati che cercano un’identità islamica pura, anche se fittizia.


La pretesa è di usare il Corano in modo integrale per ricreare non solo loro stessi, ma l'uomo tout court( «ama con tutto il tuo cuore l'Uomo Nuovo, anche odiando gli uomini!» ).


Con questa premessa, si vede marcio ovunque senza accorgersi che il problema sta nel proprio sguardo. L'uomo, per un integralista, è abietto. Non solo si è allontano da Dio, ma Dio ci è abissalmente estraneo: quest'umanità talmente perversa è da spazzare via o da ristrutturare fin dall'interno. Solo con questa premessa la loro ricerca della "purezza" islamica ha il suo senso.


Ripensando a quelle parole, mi sono ricordato di una frase a matita trovata su un libro di Chesterton in biblioteca. L'anonima lettrice aveva scritto con una grafia da ragazzina: «Che schifo gli uomini religiosi!». «Perché- mi sono chiesto- ci sono uomini che non lo sono?»


E' un’idea diffusa, il cui retropensiero suona: «Dio può esserci o no, fatto sta che interessarsene, essere o non essere religiosi, è qualcosa di accessorio, se non peggio.». Come sostengono movimenti "razionalisti", le religioni sono dannose e millenarie epidemie- e prova ne sia l'integralismo. Perciò è necessario guarire gli uomini dalla religione.


Ma si può "guarire" solo da qualcosa che non è parte integrante dell'uomo, da un corpo estraneo... non sentite una strana assonanza...? E' la stessa idea di fondo degli integralisti, anche se declinata in senso inverso: Dio è estraneo all'uomo.


Entrambi condividono questa concezione antropologica.


Non intendo fare sciatta polemica, con slogan simili a "il vero fascista è l'antifascista". Vi sono anche posizioni antireligiose per cui questo non è vero: alcuni vedono la religione come "fase dell'umanità" o la riducono a prodotto di fattori psicologici, economici, etc. Non prendo in considerazione queste altre posizioni, ma è pacifico che sono casi del tutto diversi.


D’altronde, razionalismo e integralismo hanno qualcosa di più significativo in comune. Condividono una radicale cecità ed inconsapevolezza rispetto a quella loro radice, tant'è che il razionalista faticherà a riconoscere il tratto fondamentale dell'integralismo. E come farà a combatterlo?


Se vogliamo salvare gli uomini dall'integralismo, non possiamo lasciarci allo sciatto indifferentismo religioso o ad un razionalismo che vive nel mito di un Illuminismo mai esistito.


E, in ogni caso, teniamoci lontani da certe involontarie affinità elettive, che ci fanno scegliere un avversario da combattere, in fondo, perché ci assomiglia.


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categoria:politica, cocacola laic
giovedì, 19 ottobre 2006


                  Eh, no! 



In un intervento a Torino José Saramago diceva che il mondo sarebbe più felice se non ci fossero religioni. Si riferiva alle guerre, ma la frase l’ho sentita di recente interpretata come se si riferisse al disprezzo religioso per il corpo e al “culto” dell’anima, consolazione “psicologica” per uomini immaturi.


Hanno sbagliato a capire José? Poco male, poteva esprimersi meglio…


Comunque sia la cosa mi ha indispettito, poiché va a toccarmi in tutta la mia lussuria.


Eh no, Saramà e compari, non ci siamo proprio capiti… Io sono credente, ma così credente che non riesco a distinguere ateo da astemio.


Ad coelum pocula!



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categoria:levità, dies cotidianus
sabato, 14 ottobre 2006
L'aorta è il buco del cuore

Si scopre, scandagliando il web, che P.Gior.Odifred. è copresidente dello UAAR, noto vagito del razionalismo ateo che sul sito inserisce tra i propri padri spirituali Schopenauer( esatto, noto razionalista ). Ma sì, non avete presente? Lo Uaar, quelli che organizzavano convegni antireligiosi e monografie dal titolo un po' thug: "A noi basta il cuore!".

Ma bravi, e 'ndo' sta la sorpresa? L'ho sempre detto io che Odifreddi pensa con il buco del cuore...
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categoria:humor di pessimo gusto