martedì, 28 febbraio 2006
 
                      Il dio della privacy...
 
Posto due brani, uno poco noto di Chesterton e comunque mal reso in italiano da un traduttore inetto ed esteta( Il bello del brutto, fuori catalogo e immeritevole di qualunque lettura ), e l'altro celeberrimo.
Dicono due cose diverse, almeno a livello palese.
Domanda da filosofo che non è un filologo: si elidono a vicenda?
( Non mi ardisco a tradurre dall'inglese- non ne sono all'altezza, perlomeno non con Chesterton. )
 
«Properly speaking, of course, a public monument ought to be pompous. Pomp is its very object; it would be absurd to have columns and pyramids blushing in some coy nook like violets in the woods of spring. And public monuments have in this matter a great and much-needed lesson to teach. Valour and mercy and the great enthusiasms ought to be a great deal more public than they are at present. We are too fond nowadays of committing the sin of fear and calling it the virtue of reverence. We have forgotten the old and wholesome morality of the Book of Proverbs, 'Wisdom crieth without; her voice is heard in the streets.' In Athens and Florence her voice was heard in the streets, [ and ] they had an outdoor life of war and argument[ ... ]. Religious services, the most sacred of all things, have always been held publicly; it is entirely a new and debased notion that sanctity is the same as secrecy. A great many modern poets, with the most abstruse and delicate sensibilities, love darkness, when all is said and done, much for the same reason that thieves love it.»
 
G.K.C., On defence of publicity, da The defendent
 
«Quando pregate non siate come gli ipocriti( o teatranti, o ...); essi infatti amano pregare nelle sinagoghe e agli angoli delle piazze, in piedi per esser visibili agli uomini. In verità vi dico, ricevono la loro ricompensa. Tu, invece, quando tu preghi va' nella tua stanza, chiudi la porta e prega il padre tuo che è nel segreto; ed il padre tuo che è nel segreto ti concederà.»
 
Matteo 6, 5-6
 
E' chiaro che il primo brano ha sempre suscitato la mia attenzione, molto prima della lettura di G.K.Chesterton.
E, come dire, forse Cristo viene prima anche in altro senso.
Anche se mi è sempre stato presentato come un discorso su come pregare e sulla sincerità della preghiera, io vi vedo una chiarissima su che cosa sia la preghiera per l'uomo.
E' curioso quel "Dio del segreto" o "celato"( in quella sporca lingua morta che è il greco: theos ho en to krypto ) messo in un qualche contrasto con lo "esser visibili"( phainesthai ).
Ma in che modo in contrasto?
Non mi pare solo un contrasto tra essere realmente e apparire: se qualcuno credesse in buona fede che i riti e in generale il buon comportamento siano l'essenza della fede, sarebbe una persona onesta, ma avrebbe pregato Dio?
Un onest'uomo e magari buono, che non alza mai lo sguardo a più di 90 gradi, sopra l'orizzonte... Per le leggi, la società, l'etica e la biologia sarà un uomo, ma in nessun modo riuscirà suo malgrado ad esserci compagno di strada.
Ma il contrasto non può neanche essere un'interiorità che si oppone all'esteriore! Dio riveste di gloria i fiori di campo, così come dà cibo agli uomini, e non teme di certo l'aria aperta.
Il "Padre che è nel segreto, che è celato" mi ricorda l'epiteto "Dio misterioso" di Isaia, piuttosto che una divinità della penombra e della privacy.
Del resto anche il Dio del libro di Giobbe è misterioso- ma il suo mistero, lì splendido e tremendo, appare in una tempesta e nella visione delle mirabilie del creato, non in qualcosa di diafano ed interiore.
Perché il mistero e l'aria più luminosa dovrebbero essere in lotta tra di loro?
Gesù parla degli "ipocriti". Parola strana! In greco hypokrites indica l'attore, solo in senso figurato uno che finge, di rado un ipocrita nel nostro senso. Quelli che Gesù descrive cercano di cogliere Dio attraverso canovacci recitati, quindi ripetuti di necessità davanti ad un pubblico. La moneta usata sono gesti umani e ottengono come ricompensa- gloria umana.
Anche questa è visibile ed aperta, ma in tal modo la preghiera diventa qualcosa che noi costruiamo, nella sciocca idea di trascinare con essa Dio fuori dal mistero, nelle piazze di mercato.
Il luogo dove noi stiamo viene riempito da noi e dalle molte parole, e, come in un racconto di Buzzati, mai come allora Dio là è assente.
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categoria:philosophia
giovedì, 23 febbraio 2006
 
           Comunicazione di servizio
 
L'altra settimana ho cancellato per sbaglio il post su Frère Roger nel tentativo di riattivare l'immagine. Va da sé che i diversi commenti, se non erro di Sil e del Vecchio della Montagna non c'entravano nulla con la mia maldestra strage di post. Mi dispiace molto di averli persi.
-Eno
postato da: enochirios alle ore 18:03 | Permalink | commenti
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giovedì, 23 febbraio 2006

  

  ...questa sera, semi-prima serata!
 
Questa sera in semi-prima serata, cioè alle 21.30, andrà in onda su La 7 un documentario sull'America ed i vari protagonisti che di solito vengono citati nella cronaca estera. I neocon, i liberal, i radical, 'sti gran clericaloni dei sostenitori di Bush( come Hitchens, ripugnante autore della Posizione della missionaria? )...
Diversamente dalle consuete cronache eurocentriche e un po' xenofobe, però, non saranno solo personaggi di quei servizi ed articoli, libera opera d'ingegno degli inviati, che popolano i nostri giornali.
Verranno intervistati, uno per uno, lasciando spazio per le motivazioni e moventi ideali.
Da Krystol a New Repubblic, l'American Enterprise Institut...
Usualmente si suole descrivere le prese di posizioni, vale a dire la superficie del mare politico americano, ma le motivazioni sottostanti sono lasciate all'estro interpretativo del giornalista.
Il quale si gratta la testa ed improvvisa qualcosa di "verosimile".
Con un occhio più attento, però, si potrebbe scoprire che buona parte dell'amministrazione Bush, da Rumsfeld alla Rice, non è neoconservatrice.
Si potrebbe sapere che chi come me teme il neoconservatorismo, deve temerlo per il suo idealismo democraticista, non per fantomatici interessi petroliferi.
Si potrebbe venire a conoscenza del fatto che il grosso della rielezione di Bush non poggiava sull'elettorato dei church-goers. Potremmo apprendere come tali informazioni fasulle venissero dalla fonte- esterna ai Democratici - che dava Kerry vincente con una valanga di voti e come non siano mai state prese in considerazione dal partito democratico.
Ma chissà perché, QUI, ci hanno creduto tutti...
Riassumendo: analizzare prima di criticare, e conoscere prima di analizzare...
Buona visione!
postato da: enochirios alle ore 15:13 | Permalink | commenti
categoria:politica, dies cotidianus
sabato, 18 febbraio 2006
 
           De manifestis rebus( ovvero su
     manifesti di cavoli amari...)
 
Ieri mattina prendere l'autobus. Salire il lieve declivio, entrare nella
galleria, uscire dalla medesima e... epifania!
Mi si para a lato della corriera un manifesto enorme.
Al centro un'immagine di donne in burka, con le sole fessure degli
occhi in vista.
«Mussulmani: maggioranza in Europa?» ( sottinteso, t'andrebbe bene? )
In basso l'autenticazione. Bollino verde, Leganord.
Nei dieci secondi in cui il mezzo percorre la curva, mentre nel centro
focale rimane il placcato, ho il tempo di realizzare la profondità della
cosa.
Quindi, do la mia risposta ai Celti.
«Leghisti: essere una qualsiasi minoranza con voi maggioranza in
Europa?» ( sottinteso, mi sa che arrivano tempi di cavoli amari... )
Indi il bus si allontana lungo il viale, e la piccola apparizione si
sfuma dalla vista.
Fine dell'epifania.
postato da: enochirios alle ore 14:54 | Permalink | commenti
categoria:dies cotidianus
giovedì, 16 febbraio 2006
 
...ed altre puzze sotto il naso!
 
A proposito di altri signori, castigatori di costumi, indubbiamente talentuosi quanto a verve ma egualmente con la puzza sotto il naso, a cui il mondo intero, l'universo stesso va stretto - come delle mutande inamidate. Insomma, come vedere filisteismo dovunque fuorché in sé stessi...
Ripesco un piccolo corsivo che mi aveva divertito.
                                         
«Leggere Michele Serra all'inizio di agosto. Divorarsi con gli occhi la sua magnifica inchiesta e scoprire che gli sta sulle palle il proletariato cafone. Quelli che risparmiano d'inverno e aspettano l'estate per imbrancarsi in crociera. Operai, impiegatucci, masse di autentici coglioni resi schiavi da un sogno di merda. E che poi sulla nave si abbuffano, e mangiano, e mangiano, e rimangiano, e non fanno che mangiare tutto il giorno. E quindi cacano nelle cabine. "E il giorno appresso ricominciano".
Senza aver manco i quattrini per gli extra. Be', un bello schifo. Poi leggere Serra verso la fine d'agosto e avere conferma che gli sta ancora sulle palle anche la borghesia ricca. Quella, cioè, che "nel piccolo parcheggio di una bella spiaggia toscana, posteggia una fiammante Bmw lasciandola sporgere almeno di due metri". Altro bello schifo, effettivamente. Ma via il proletariato, e via la borghesia. Ricordarsi allora del disgusto che lo stesso Michele Serra mostra per tutto l'anno per l'intero ceto medio, fare due conti e dirsi:
piccolo, dolce, solitario Michele, se è solo me che vuoi, io sono qui.
Telefonami.
»
                                           Andrea's version, il Foglio, 23 agosto 2005
postato da: enochirios alle ore 17:51 | Permalink | commenti
categoria:humor di pessimo gusto, acuminazioni
mercoledì, 15 febbraio 2006

   
   " TRIESTE XE PROVINCIA!"
      ( ma Colòncovez no )
        
            
 
( Colòncovez è una minuscola frazione nella periferia di Trieste, che di
certo non fa manco circoscrizione )

«A trieste abbiamo solo buzzurri, solo che grèmbani: in piedi alle fermate del bus a discutere se il tempo è incerto, se è nuvoloso, se minaccia pioggia...
Non so se ho da compartirli, 'sti vecchi, o avere disgusto.
Provincialismo si chiama, signor mio, provincialismo. Una malattia epocale.
Come dice? che si legge e che i teatri sono pieni? tz', ma scrivono queste robe solo
per insempiàr la gente... per inscimunire, non stia credere!
Eppoi, anche se fosse, siamo in italia e l'italia è sempre stata provincia, una zitella lamentosa e piagnucolante, il fanalino di coda dell'Europa.
Come?!? come si permette di dire che sono io così, che il provinciale sarò
io con questi discorsi? E' un dato di fatto, signore! Trieste xe provincia

Ma non mi dire! E io che pensavo fosse provincia di Avellino...
Collage di mille e 1 discorsi uditi alla fermata del bus. Non sono di trieste, dove studio, ed anzi sarei legato ad essa con l'antica rivalità tra il mio suolo natale e il suddetto capoluogo di regione.
Mi sono però rotto dell'ennesimo gretto filisteo che attende di vivere la movida per sentirsi vivo.
Sia chiaro che il caso può essere esteso a paesini, intere nazioni o discrete metropoli.
Che c'è, gentile signor Travèt, crede che siano il paesaggio o stimoli atmosferici a potergli dare l'intelligenza e la vita che non sa dare a sé stesso?
Un luogo appare vuoto e periferico, anche contro ogni evidenza, solo se si insegue il mito della ville lumière, solo se si cerca la frenesia per lasciarsi
vivere passivamente da questa.
Il amato professore di greco, intellettuale brillante, affabulatore, con odio
particolare per quelle cose fasulle quali sono l'erudizione e la moda, sapeva parlarci in classe nel miglior italiano e appena nel corridoio discorreva in dialetto come una contadino del Carso degli anni '50.
A vederlo prendere due etti di cotto dal salumiere, certo sarebbe parso a codesti stracittadini un "buzzurro".
postato da: enochirios alle ore 22:11 | Permalink | commenti
categoria:dies cotidianus
lunedì, 13 febbraio 2006

  

Voto di scambio

  

Riemergo di nuovo, senza garanzie di frequenza.
Ho scaricato stamani con l'ADSL il programma dell'Unione. Centottantuno pagine, ab urbe condita fino alla ricerca universitaria, passando per i riconoscimenti  di rito alla laicità.
181 pagine! 'Azzo... E pignolo come sono, non avrò pace fino a quando non le avrò lette, virgola per virgola.
Mister B almeno aveva regalato la calcolatrice... vi ricordate? Quella cosina inutile, che si rompeva subito, per convertire in euro...
Pubblicitario, futile, esoso, insomma: commisurato alle linee guida del governo, ma almeno il pensiero gentile c'era.
Ora mi sento offeso ed andrò a parlare con il mio deputato.
L'Unione mo' dovrebbe regalarmi un toner.

 

postato da: enochirios alle ore 14:36 | Permalink | commenti
categoria:politica