martedì, 26 luglio 2005
 
           Team America
( rimasto nelle sale uno sputo perché giudicato  "qualunquista"... va' là, al più bourgois & décadant... )
 
Peter Jennings: Team America has once again pissed off the entire world after blowing up half of Cairo. [the damage there is once again shown] And now some Hollywood celebrities are lashing out. Alec Baldwin is head of the Film Actors' Guild[ i.e. F.A.G. ].
Alec Baldwin: The Film Actors' Guild believes that what the world needs is compassion, not violence. All that Team America does is create new enemies.
Tim Robbins: Let me explain to you how this works. You see, the corporations finance Team America. And then Team America goes out and the corporations sit there in their, ih in their corporation buildings and, and and see that's, they're all corporationy, and they make money. Mhm.
Sean Penn: Last year, I went to Iraq. Before Team America showed up, it was a happy place. They had... flowery meadows and rainbow skies and, and rivers made of chocolate where the children danced and laughed and played with gumdrop smiles.
Peter Jennings: The actors are calling for an emergency meeting. Already expected to attend are Helen Hunt, George Clooney, Liv Tyler, Martin Sheen, Susan Sarahndon, Janeane Garofalo, and Matt Damon.
 
Per ridacchiare un po' di quella che molti commentatori inconsapevoli del loro umorismo involontario chiamano la VERA America, l'America vera: i divi di Hollywood, con lo sciatto buonismo da quattro soldi e un diploma da scuola superiore, se va bene.
Compassion è un termine politichese liberal, poi esteso da Bush con il compassionate conservatorism, e significa qualcosa di assai vago, come i nostri "solidarietà", "interesse sociale", non compassione; soprattutto NON HA riferimenti religiosi diretti né nasce in ambito repubblicano, come detto tempo fa al peggior programma mai visto del pur ottimo Gianni Minoli. F.a.g. è meglio invece che non lo traduca e mi limito ad invocare la più anarchica libertà di satira, dove tutto è lecito perché teatro e beffa. Meglio: fintantoché è teatro e beffa.
Sulla compassione vera e propria scriverò qualche perplessa riga al prossimo post. Quindi- puntini di sospensione( prendetevi il film! )...
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categoria:film tv & libri
lunedì, 18 luglio 2005
 
Umberto Eco mena
 
Giacché la questione del post precedente si ricollegava virtualmente alle "scomuniche" e "messe all'indice" di quella pregevole opera d'arte del Codici Da Vinci, riporto parte di una bella intervista a Eco.
 
Umberto Eco, entre grande et petite histoire
Intervista rilasciata a LE MONDE , 18.03.05
 
[ .... ]
Gli esoterismi sono spesso presenti nei suoi libri, maneggiati con erudizione e humor. In questi ultimi anni sono apparsi dei best seller come il Codice Da Vinci, di Dan Brown o l'Alchimista, di PaoloCoelho. Che ne pensa di questi libri?
Nel Pendolo di Foucault io avevo inserito numerosi ingredienti esoterici, che si ritrovano nel Codice Da Vinci. I miei personaggi, elaborando i loro piani, prendono in considerazione il Graal, per esempio . Ho voluto dare una rappresentazione grottesca di ciò che vedevo attorno a me e di cui prevedevo la crescita. Era facile fare questa profezia. Per il Pendolo di Foucault ho vuotato tutte le librerie già specializzate in queste cianfrusaglie! Dan Brown copia opere che si trovavano trent'anni fa nelle botteghe di rue de la Huchette a Parigi.
Il successo si spiega dal fatto che gli autori di questi best seller prendono la cosa sul serio e dal bisogno di mistero della gente. Nel Pendolo di Foucault cito la frase di G. K. Chesterton: "Quando gli uomini non credono più in Dio, non è che non credano più a nulla. Credono a tutto."
Sono sempre stato affascinato dai riti sincretisti brasiliani. Scommetto che presto arriveranno in Europa.
Perfino la Chiesa comincia a fare l'occhiolino a tutte queste realtà new age. Essa credeva di doversi battere contro il comunismo o il materialismo ed ecco che deve combattere questo montante bisogno di mistero, di complotto, di soprannaturale.
Con il Pendolo di Foucault credevo di aver regolato i conti con questo fenomeno. Al contrario, l'ho appoggiato, dando forse materiale d'ispirazione ad altri autori.
A che cosa lei attribuiva questo bisogno?
Bastava entrare in una libreria. Negli anni '70, gli scaffali consacrati al marxismo e ai pensieri rivoluzionari hanno cominciato a cedere il posto a quelli sull'orientalismo, i nuovi culti[ sette, ndT ], la new age.
La psicologia  del complotto ha dominato il 19° ed il 20° secolo fino all'antisemitismo nazista. La metà degli alti dignitari nazisti erano legati a confraternite occultiste. Ci sono dei legami che passano attraverso la storia degli ultimi due secoli, di cui io ho cercato di render conto, poiché ero affascinato dal fenomeno.
Io colleziono i libri antichi. Raccolgo tutto questo materiale occultista e ne sono affascinato. Ma si può essere appassionati dalle rane senza voler diventare una rana!
Colleziono libri che non dicono la verità - racconti, fiabe, misteri - e allo stesso tempo so che essi non dicono la verità. Non credo né alle fate né ai maghi.
L'idea che tutto è già regolato da un complotto segreto ha la sua attrattiva, evidentemente. Essa ci dispensa dalla coscienza delle colpe personali, poiché c'è qualcuno, nell'ombra, che agisce. Ci libera dalla responsabilità davanti ai mali del mondo.
[ ... ]
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categoria:acuminazioni
lunedì, 18 luglio 2005
       
             Sgiornalismi
 
Passo a cosa assai più leggere.
Pubblico questo testo, apparso innanzi tutto su Repubblica, giacché è girato parecchio in rete, ed è a suo modo divertentissimo. Una diversa ma analoga versione è stata pubblicata dall'Unità.
da Repubblica
Ratzinger contro Harry Potter
"Una saga che corrompe i giovani"
di MARCO POLITI

ROMA - "È un bene che lei illumini la gente su Harry Potter, perché si tratta di subdole seduzioni, che agiscono inconsciamente distorcendo profondamente la cristianità nell'anima, prima che possa crescere propriamente". La "scomunica" è firmata da Josef Ratzinger. [ ... ] 
Non ho mai letto un libro della Rowling, e mi limito alle gratuite ed estive proiezioni comunali dei film, con tanto di sbracati pantaloncini e scorta di tè al limone.
Non mi interessa più di tanto neanche sapere se Harry Potter contenga elementi occultistici o new age, cosa anche verosimile. In quel caso il problema non è la forma o i personaggi- presenti anche nel Signore degli anelli del geniale e cattolico Tolkien - ma il contenuto.
Grave che molti non riescano a distinguere le due cose, e non mi riferisco alle gerarchie ecclesiastiche...
In America c'è, per cronaca, un accesissimo e debordante dibattito sul tema... un columnist del National Review, rivista repubblican-esagitata, arrivava a scrivere un articolo su H-H-H: Heisemberg, Heidegger ed Harry Potter. No comment.
Non do e non mi interessano giudizi sulla sociologa tedesca della questione, che da una prima occhiata al suo sito mi pare più che allucinata.
No, io voglio solo sapere- MA CHI DIAMINE E' IL TRADUTTORE? 
Riporto qui il testo tedesco dal sito della folle sociologa( http://www.gabriele-kuby.de/harry_potter.html )
"Vielen Dank für Ihren freundlichen Brief vom 20. Februar und für das lehrreiche Buch, das Sie beigelegt haben. Es ist gut, dass Sie in Sachen Harry Potter aufklären, denn dies sind subtile Verführungen, die unmerklich und gerade dadurch tief wirken und das Christentum in der Seele zersetzen, ehe es überhaupt recht wachsen konnte. "
Questo a casa mia significa:
"Molte grazie per la Sua cordiale lettera del 20 febbraio e per l'istruttivo libro che Lei ha allegato. E' bene che Lei chiarisca la questione Harry Potter, giacché queste sono seduzioni sottili, che hanno un effetto impercettibile ed appunto perciò profondo, e sgretolano il cristianesimo nell'anima prima che esso abbia potuto crescere perfettamente."

Sarò miope... ma sudbole? Già, che differenza ci sarà mai tra sottili e subdole. Anche se non ha scritto nulla di simile, Ratz è un inquisitore scomunicante e prova ne è che la traduzione italiana contiene subdole.
Non fa una piega.
Niente "subdole", niente "corrompere", che non si dice in quel modo, niente "distorcere", nessun agire "inconsciamente" o subliminalmente.  Sono talmente ossessionati dallo stereotipo del cristianesimo in bigotta lotta contro una corruzione dei costumi da "vedere" dovunque conferme alle loro quattro idee, per usare un termine benevolo( ecco, ecco...! visto che avevo ragione?, come borbottano tra sé e sé i pazzi in autobus ).
Ancora niente "informatissimo" riferito al libro nella versione dell'Unità né "cristianità" che per un teologo come Ratzinger è tutt'altra cosa che cristianesimo.

Soprattutto, niente "illuminare la gente", che mi sa di minculpop in forma fratacchiona.
Ma su, ridiamoci sopra. Quanto al sottoscritto, mentre verificavo lo strano testo, mi è andato di traverso il caffè per i ridolini.
Stranguglioni da sgiornalismo.
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categoria:sgiornalismi
giovedì, 14 luglio 2005
 
  
C'E' UN'EBREZZA
 
Monsieur,
quelque ridicule qu'il y ait à écrire à un écrivain...
  
dalla lettera di Simone Weil a Georges Bernanos, 1938
 
 [ ... ]
   In Aragona un piccolo gruppo internazionale di ventidue miliziani catturò, dopo una piccolo scontro, un ragazzino di 15 anni che combatteva come falangista. Appena preso, tutto tremante per aver visto uccidere i suoi compagni, disse che era stato stato arruolato a forza. Lo perquisirono e gli si trovò addosso una medaglietta della Vergine e un documento da falangista. Lo inviarono a Durruti, capo della colonna, il quale dopo avergli esposto per un ora la bellezza dell'ideale anarchico, gli offrì la scelta tra morire e arruolarsi subito nei ranghi di chi l'aveva fatto prigioniero, e contro i suoi compagni della vigilia. Durruti gli diede ventiquattr'ore di riflessione; al termine delle ventiquattr'ore il ragazzo disse di no e venne
 fucilato.
   Pure, Durruti era un uomo ammirevole sotto certi aspetti.
   La morte di quel piccolo eroe non ha mai smesso di pesarmi sulla coscienza, benché io non l'abbia appresa che a cose fatte.
   Questo ancora: in un villaggio che rossi e bianchi avevano preso, perduto, ripreso, riperduto non so quante volte, i miliziani rossi, avendolo riconquistato definitivamente, trovarono nelle cantine un pugno di esseri spauriti, terrorizzati ed affamati, tra cui tre o quattro giovani uomini. Ragionarono così: se questi uomini invece di venire con noi l'ultima volta che ci siamo ritirati sono rimasti ed hanno atteso i fascisti, allora vuol dire che sono fascisti. Li fucilarono dunque immediatamente, poi diederero da mangiare agli altri e si credettero molto umani. [ ... ]
   Due anarchici mi raccontarono una volta come, con dei compagni, avessero preso due preti; uccisero uno sul posto, in presenza del secondo, con un colpo di revoltella, poi dissero all'altro che poteva andare. Quando fu a venti passi, lo freddarono. Quello che mi raccontava la storia era molto sorpreso di non vedermi ridere.
   A Barcellona si uccideva in media, sotto forma di spedizioni punitive, una cinquantina di uomini per notte. Era in proporzione molto meno che a Maiorca, giacché Barcellona è una città di quasi un milione di abitanti; d'altronde s'era svolta per tre giorni una omicida guerra di strada. Ma i numeri non sono, forse, l'essenziale in simile materia.
   L'essenziale è l'atteggiamento verso l'uccidere. Io non ho mai visto né tra gli Spagnoli né tra i Francesi venuti per combattere o per vedere in giro[ se promener ] - questi ultimi il più delle volte degli intellettuali miti ed inoffensivi -, non ho mai visto alcuno esprimere nemmeno in privato repulsione, disgusto o soltanto la disapprovazione per il sangue inutilmente versato.
   Voi parlate della paura. Sì, la paura ha avuto una parte in questi massacri; ma là dove c'era, non ho visto ad essa il ruolo che voi le attribuite.
   Uomini apparentemente coraggiosi[ ... ] durante un rancio in mezzo ai compagni raccontavano tra sorrisi fraterni come avessero ucciso preti e "fascisti" -termine assai esteso. Ho realizzato che quando le autorità temporali o spirituali pongono una categoria d'esseri umani fuori da quelle la cui vita ha valore, non c'è nulla di più naturale per l'uomo che uccidere. Quando si sa che è possibile uccidere senza rischiare punizioni o rimprovero, si uccide; o per lo meno si circonda di sorrisi incoraggianti coloro che uccidono. Se per caso si prova un po' di disgusto lo si lo tace o lo si soffoca per la paura di parere poco virili.
   C'è un trascinamento, un'ebrezza a cui è impossibile resistere senza una forza d'animo che devo ritenere eccezionale, poiché io non l'ho incontrata in alcun luogo. [ ... ]
   Si parte volontari, con idee di sacrificio, e si cade in una guerra che assomiglia ad una guerra di mercenari, con molta crudeltà in più ed il senso di rispetto dovuto ai nemici in meno. Potrei dilungarmi indefinitamente in tali riflessioni, ma bisogna che mi limiti. Dacché sono stata in Spagna e sento e leggo ogni sorta di considerazioni su di essa, non posso citare nessuno, all'infuori di voi, che si sia bagnato nell'aria della guerra spagnola e vi abbia resistito.
   Voi siete monarchico, discepolo di Drumont- che m'importa? Mi siete senza paragone più vicino dei miei compagni delle milizie d'Aragona- compagni che pure amavo.

Simone Weil combattè in Spagna contro Franco con gli anarchici. Bernanos dopo aver sostenuto nelle prime settimane il levantamiento tradicional, in cui perse un figlio, scrisse "I grandi cimiteri sotto la luna", un durissimo attacco alle violenze dei repubblicani, ma soprattutto ai massacri franchisti e al silenzio che la Chiesa tenne.
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lunedì, 11 luglio 2005

 
   Atti contro uomini liberi
      
 
Nell'attesa di sapere se erano azioni contro la cristianità o contro l'umanità, se Benedetto XVI ha fatto la gaffe più imbarazzante della sua carriera o se l'Ansa come molte altre volte ha messo in bocca al cardinal Ratzinger zuccherosi e vacui stereotipi, nell'attesa di capire se l'occidente under attack finisce con gli Urali, con Tel Aviv, con la Manica o con la west coast, spero non spiaccia a nessuno se parlo di uomini liberi.
Lascio ad altri il merito di tenere a macerie fumanti una illustre conferenza sulla "guerra elegante" degli antichi.
Ma questo blog non è così in. Ci si preoccupa solo dei morti e del vento di sangue.
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giovedì, 07 luglio 2005
Mi stavo chiedendo dove prendere le icone di lutto per le vittime delle Twin Towers e di Madrid.
Non avevo ancora controllato i giornali.
Ora il 7 luglio... Questa non è una strage, è un attacco che ci toglie la parola e la capacità di ragionare.
L'occidente non è mai esistito e deve cominciare ad esistere come un'unico, compatto soggetto grazie a questi sedicenti martiri.
Schifo. Ma che mi frega di quei quattro celtici da fumetti e dell'euro dell'ultimo post...
Ah, una cosa: basta con le fesserie.
Non voglio leggere domani che questo giustifica la proclamazione di un perpetuo stato di eccezione, con pieni poteri all'esecutivo, sospensione dell'habes corpus e caccia al muslim. La vera violenza di questo sangue sta nel riuscire a trasformare noi in quella sordida deformazione ideologica con cui essi ci descrivono: assassini, ipocriti, molli, vendicativi, negrieri.
E' questo che rischiamo di diventare. Io provo già rabbia e voglia di vendetta, e ho paura di me stesso.
Ci son cose peggiori, però, involontariamente divertenti, e qui sono talmente incazzato che non le mando a dire e non sfumo i concetti.
Non voglio veder scritto da quel pirla di Scalfari che ormai siamo nel tempo fosco dei kamikaze, che quindi Wojtyla era un criptoterrorista assieme a chiunque testimoni qualcosa per gli altri fino alla morte. Credo che le sue poche e laiche sinapsi non riescano a cogliere la differenza tra testimoniare con la propria vita l'amore fino alla morte e testimoniare con la morte l'odio per tutti( compresi sé stessi ), in nome dell'Uomo Nuovo che camminerà sulla terra purificata col sangue.
Figuriamoci, lui scrive mistica repubblicana, spiega l'intero universo. Non può mica soffermarsi su questi particolari.
Basta con le cazzate sull' Assoluto ( il dio nascosto di Isaia, di Jeshu'a di Nazareth, forse anche il dio indicibile di Plotino... ) che genererebbe assolutismo. E' un gioco di parole, non te ne rendi conto?
Poi, "ovviamente" un dogma è una roba dogmatica... certo, è un materialista è gretto e avido, vale a dire "materialista" nel italiano parlato, gli idealisti hanno un mucchio di ideali e i genovesi sono tutti tirchi. Credi di valere una briciola in più di una barzelletta come queste?
Zitto, incapace ed osceno vuoto spinto, se non ne capisci nulla. Non scrivere neanche una riga.
Voglio vedere solo lacrime per i morti.
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giovedì, 07 luglio 2005
 
Droit de parole, droit de cité

         Al direttore - Sembra che ieri notte anche i tre parlamentari leghisti,
         protagonisti a Strasburgo, abbiano espresso la loro solidarietà al
         presidente Ciampi.
         Gianni Boncompagni, Il Foglio (06/07/2005)

Cinico e spassoso, per una volta Boncompagni scrive qualcosa di buono e supera Maurizio Crippa. Tutti hanno difeso Ciampi ieri, anche chi malcelatamente lo detesta.
I Comunisti Italiani, da sempre ideologicamente antieuropei, fanno da scudo a Ciampi( o lo usano come scudo ), si indigna anche chi ha portato al potere la Lega, fanno risuonare le loro grida i socialisti francesi che in nome del nazionalismo gauchard hanno fatto fallire il referendum sulla Costituzione...
Il nodo sta però altrove. Per quanto sgradevole da dire- da quando non è lecito contestare un capo di stato? gode di maestà regale?
Sì, in effetti c'è uno strano reato di vilipendio al presidente della repubblica, antico residuo sabaudo.
Se un sudtirolese avesse contestato Scalfaro quando proclamava che il territorio italiano non si svende, obiettando che allora neppure poteva essere comperato come premio di guerra, avrebbe rischiato il carcere.
Ma che cos'è questa Lega Nord, che ora mi tocca difendere?
Le "posizioni" della Lega sono becero populismo antisistema( non troppo diverso da quello dei girotondi ), esaltazione di una inesistente noi brava gente che lavora e gli altri tutti scioperati, menefreghismo per la politica roba da ladri e perditempo. No, non sono xenofobi- la xenofobia è solo la conseguenza di assenza di pensiero civico e di grettezza campanilista. Il mostro nasce e si scatena dal loro nulla.
Perché però difendere solo il diritto di parola di chi ha ragione e non anche di chi ha palesemente torto?
Erga omnes. I diritti valgono per tutti.
Io difendo il diritto di parola e di stampa di Indymedia, i santarellini che additarono alla nemesi popolare poliziotti sospettati( oh, SOSPETTATI... viva lo stato di diritto ) di violenze a Genova, diffondendo loro foto, nomi ed indirizzi. Non per questo devono essere oscurati. Va da sé che non possono pensare di scavalcare ogni legge sulla stampa e di lavarsi le mani per quanto viene pubblicato sul loro sito, sempre ed eternamente dello stesso identico tenore. Altro che innovativa concezione della stampa, è il classico muro scalcinato con manifesti abusivi, insulti ed istigazione a delinquere.
Difendo il diritto di parola di Santoro, il brav'uomo che dieci anni fa lasciò che a Tempo Reale in prima serata venisse accusato di complicità con la mafia il maresciallo Antonino Lombardo. Il superiore che invano cercò di intervenire al programma non fu manco mandato in onda.
Lombardo era innocente, come si è saputo dopo, ma soprattutto allora impegnato in una indagine riservata.
In un istante divenne noto a mezza Italia, ed anche a certi signori i quali forzarono casa sua rapendogli il cane. Leggasi: « POSSIAMO, TROVARE, LA, TUA, FAMIGLIA, QUANDO, VOGLIAMO ».
Il cadavere di un informatore, adeguatamente incaprettato, fu trascinato sotto casa sua.
Lombardo, sospeso dal servizio, senza pubbliche scuse dell'ora europarlamentare ed eroe della piazza Michele Santoro, si fumò una buona sigaretta. Poi prese la pistola e si piantò una palla nella tempia, giusto per non essere "di peso" alla famiglia.
Ma difendo comunque il diritto di parola della vittima politica Santoro. Torni sul video, da cui è stato cacciato per futili ragioni, e poi venga RA-DIA-TO dall'albo. Altro che solenne ed ilare beatificazione al cosmicomico meteo del mattaccino Fazio.
Difendo le guarentigie dei parlamentari verdi di cui Punto e a capo ha trasmesso registrazioni illegali. Non mi interessa se in quelle registrazioni annunciavano di infrangere la zona rossa. Non si sindaca sull'attività di un parlamentare, non lo si spia, non si limita la sua attività. Roba da Stasi anni '80.
Niente vale le prerogative di un rappresentante eletto.
Ancora due fenomeni del giornalismo da radiare.
Difendo quindi anche quei tre leghisti, che del tutto legittimamente hanno espresso da burini un mucchio di sciocchezze.
I diritti politici valgono anche quando non fanno comodo. Punto.
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categoria:politica, acuminazioni