lunedì, 22 settembre 2008

QUESTO BLOG E' ESPLOSO

 provvisoriamente

IN UNA SUPERNOVA

il 22 settembre 2008 alle ORE 10.54.

Ci rivediamo a ottobre... sono pieno di cose da fare.

postato da: enochirios alle ore 10:54 | Permalink | commenti (10)
categoria:
lunedì, 15 settembre 2008
C’erano i democratici, non la destra, con le prime suffragette; con i braccianti che si battevano per la terra; per far finire una guerra che aveva fatto milioni di vittime; a sostenere la battaglia per la chiusura dei manicomi; [etc etc. indietro nel tempo...] ”
Walter Weltroni, da Repubblica
 
Aggiungo.
All'alba del progresso, i democratici c'erano.
 
 
Intellettuale di sinistra si gratta le chiappe con un osso.
Scoperta del concetto di  "utensile" e "progresso".
( Jam session a base di ossetti. )
Convegno PD in loft centro savana.
Apertura lavori, mozione "pollice opponibile".
Leadership Veltroni, discussione collegiale. Parisi la paga cara...
postato da: enochirios alle ore 14:23 | Permalink | commenti (3)
categoria:politica, hironica
domenica, 24 agosto 2008

 

IL SOCIALISTA FUMAVA LA PIPA

  - come due idee incompatibili diventino la stessa cosa

con un fine barbatrucco, parte prima -

 

Sosteneva, quindi, Pertini che la libertà rimane vuota se non sono garantiti, in termini di giustizia sociale, i mezzi per attuarla.

E d'altronde, che un uomo sazio ma privo di libertà è un essere dimezzato e povero.

 

E' difficile analizzare nel dettaglio questa popolare tesi se prima non è chiaro essa non è ciò che sembra.

La proposizione di Pertini non è una idea politica- socialismo e liberalismo sono compatibili -, ma un argomento apologetico, il classico ragionamento del "superamento".

Il socialismo, insomma, supererebbe il liberalismo sul suo stesso terreno, perché includerebbe le sue stesse pretese di libertà e diritti completandole.

 

Per ragioni che ignoro, questa fantasiosa fusione di socialismo e liberalismo è accolta senza fiatare da molti.

 

Ma non era più semplicemente un modo per riaffermare le proprie idee, per concretissimi fini di marketing politico?

Facciamo allora un piccolo excursus su come una idea politica possa giustificare sé stessa di fronte alla concorrenza ed evitare di sparire.

 

Come socialista Pertini doveva opporsi a cose quali liberalismo, dottrina sociale cattolica, teoria del libero mercato e comunismo.

 

Era ed è difficile negare che queste dottrine mirano tutte a fini d'aspetto desiderabile.

Libertà di pensiero e di costumi; comune cooperazione e solidarietà sociale; possibilità d'essere padroni della propria vita tramite il proprio lavoro; eliminazione delle sperequazioni sociali; etc. etc.

 

Tutti i fini hanno un'aura d'evidenza e nessuno pare sbagliato.

Solo ad una analisi un po' teorica e astratta potremmo renderci conto se la libertà di parola ha certi limiti o che l'uguaglianza economica non è così bella come pare.

Ma poi, chi glielo va a dire all'elettore una cosa talmente impopolare?

 

D'altra parte non si possono sostenere tutte quelle dottrine, perché contrastanti.

Nell'imbarazzo, qualche argomento pro e contro lo dobbiamo pure trovare.

 

La cosa più facile è che si metta mano al vasto e fantasioso repertorio delle accuse storiche.

Il cattolicesimo ha oppresso scienza e libertà, ed ha collaborato con nazismo e fascismo; il comunismo colpisce baionetta al ventre le donne incinte e stermina gli ebrei russi; il libero mercato ha causato carestie e giustificato l'operato di infami sfruttatori; ...

 

Le recriminazioni possono avere perfino un fondo di ragione.

Resta però il fatto che queste non sono obiezioni politiche, e che in nessun modo è dimostrata la falsità delle altre dottrine.

Possono funzionare in una mischia, ma non appena gli animi si calmano, l'uditore meno cretino s'accorge che è solo un trucco emotivo.

Si deve passare a qualch'altro espediente.

 

Se l'apologeta intende proseguire sulla stessa strada, può cercare di tenere acceso il clima di scontro e di mischia.

Questo, però, funziona solo su medi  periodi: è quasi inevitabile che le parole poi si traducano in atti di violenza e che questi rendano desiderabile la fine del conflitto politico.

 

In alternativa, l'apologeta può rinunciare al dimostrare la validità assoluta del proprio sistema. Lentamente il suo movimento cesserà di essere un partito politico, con pretese egemoniche, e diverrà un organismo politico d'altro tipo: un partito leggero, una macchina elettorale, un think tank...

Sebbene sia una buona via d'uscita, non sarà indolore: gli affezionati della passata ideologia grideranno al tradimento e cercheranno di ricostituire il vecchio partito.

E' necessario un periodo molto lungo perché i virulenti residui del passato si estinguano.

 

Come via intermedia, c'è la strategia dell'autolegittimazione culturale.

Un movimento politico che possa controllare una certa compatta porzione del sistema culturale( editoria, educazione, svago, arti... ), può giustificare sé stesso con questo mezzo.

E' sufficiente fare battage e radicare negli animi un certo arbitrario sistema di valori.

Nel sistema, il valore più alto sarà l'ideale di riferimento del partito: ecco che "cristiano" diviene quasi sinonimo di umano, onesto e socievole; "sinistra" comincia ad equivalere a "cultura" e "uguaglianza" e ad opporsi a "egoismo"; "liberale" si confonde sempre più, complice l'assonanza, con "libertà" e "giustizia"; etc.

 

Non c'è nessuna buona ragione, ovviamente, perché il principale valore di riferimento della politica debba essere l'uguaglianza anziché la libera impresa o la difesa dei costumi tràditi o l'emancipazione.

Tuttavia, fintantoché resta il controllo sul sistema culturale, i più non si porranno queste domande.

L'unica limitazione è il carattere effimero di queste egemonie.

Finora la stampa e l'educazione sono state pesantemente di sinistra e il mondo associativo-sociale cattolico, ma bastano pochi anni per abbattere questi primati.

 

All'apologeta resta ancora un'altra via da percorrere, più sottile e dall'aria più pacifica.

Può cercare di mostrare, in maniera speciosa, che la sua dottrina riafferma le idee avverse meglio di quanto non faccia l'avversario.

 

Sei socialista? Voilà! Allora sei più liberale dei liberali... meglio: il vero liberalismo si trova nel socialismo più spinto e nella oceanica questione sociale.

E poi, chi meglio di un democristiano è egualitario? Su, dai, non è stato Gesù di Nazareth il primo comunista?

 

...to be continued...

postato da: enochirios alle ore 15:31 | Permalink | commenti (5)
categoria:politica, philosophia
sabato, 23 agosto 2008
 
SANDRO
  
 
Domanda: Perché formalmente ha ragione, ma in buona sostanza ha torto
                 su tutta la linea?
Risposta:  Libertà, giustizia sociale, beni, individuo, socialità... etc etc.
                ...al prossimo post domani o lunedì...
postato da: enochirios alle ore 11:42 | Permalink | commenti
categoria:politica, philosophia
mercoledì, 20 agosto 2008
 
SBANG!
( involontario, ma caratteristico umorismo slapstick )
 
“Beh, gentile ospite, ora ti saluto.”
“Oh, come... vai già via?”
“Eh, l'ultimo bus per tornare... ciao, padrona di casa...”
“Eno, ma dove stai andando?”
“A casa, te l'ho detto. Quindici chilometri...”
“Hmm, ma quella è la porta dello sgabuzzino.”
 
( Ossia: prevedibile e assolutamente imbarazzante.  )
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categoria:dies cotidianus, surrealia, di me e di altro
mercoledì, 13 agosto 2008
 
TRIBUNI
( la rivoluzione è un tocco di phard ) 
 
Negli ultimi tempi diversi arruffapopolo salgono al turno loro sul palco di qualche piazza gremita.
Da lì partono voci bercianti e senza una goccia di saliva, con mitraglie di accuse.
Ogni salmo finisce in gloria.
“In questa Italia di me**a noi cambieremo le cose!”.
 
Più del tono violento io temo, in realtà, - insomma, quali cose?
Non si sa mai che una mattina dopo le elezioni mi svegli con una sorpresa.
 
Per strada filari di fioriere ecologiche color fucsia.
Nei semafori formose donne pedone per le pari opportunità.
Moduli multiculturali per le tasse dal Sardo, al Wolof, allo Sloveno del Natisone.
 
Ecco, appunto.
Cambiare "le cose".
postato da: enochirios alle ore 14:00 | Permalink | commenti (2)
categoria:politica, dies cotidianus, hironica
sabato, 09 agosto 2008
 
Interview
with the philosopher
( aneddoto udito )
 
Inizio d'intervista.
  
“Dunque, - pausa - professore, lei che è un filosofo...”
“Perdoni. Sono uno storico della filosofia, non un filosofo.”
“Beh però... - imbarazzato gesto di complicità - comunque lei... è nel giro, no?”
“Signore - sorride cordialmente - lei sta dando dell'animale a un biologo...”
postato da: enochirios alle ore 12:27 | Permalink | commenti (9)
categoria:philosophia, humor di pessimo gusto
giovedì, 07 agosto 2008
   
Ipse dixit
for philosophers only
 
Un filosofo analitico non commette mai paralogismi.
Infatti, di norma, non conosce il greco.
 
( Per chi a leggere gli argomenti di Quine e Dennett ride e ride e ride... )
postato da: enochirios alle ore 14:11 | Permalink | commenti (4)
categoria:philosophia, humor di pessimo gusto
mercoledì, 06 agosto 2008
 
Cocomeri
 
E' un caldo torrido.
Una accecante luce giallastra negli occhi.
 
Cammini svelto svelto sull'asfalto con un po' di spesa sottobraccio...
...e osservi imbarazzato che languidi sguardi di ragazze interessate e accaldate dal sole ti seguono per la strada.
 
Ecco cosa capita se di agosto vai per città con mezza anguria sotto braccio.
postato da: enochirios alle ore 22:35 | Permalink | commenti (2)
categoria:dies cotidianus, serio ma non troppo
sabato, 02 agosto 2008
 
Night on the Beach
dialogo rivierasco sui massimi sistemi
 
Al centro un tavolino nel giardino di un locale in riva all'Adriatico.
Entrano in scena tre emblematici personaggi con una bibita in mano.
...brusio fuori dalle quinte....
 
“Ehi ragazzi!” - fa il primo dando fuoco al suo mix flambé alla pesca - “avete visto che gente gira qui? Io apposta sto sempre in maglia tecnica.” - il fuoco degenera in vari lapilli - “E' alla moda, giusto un poco appariscente ma con aria decisa.”
“Oh, davvevo?” - lei mischia con l'ombrellino il cocktail rhum e menta- “Io ci tengo a un look allegvo, intelligente e sottilmente poco sevio... Sapete, no?” - fa un amabile sorriso - “ Le pevsone tutte scuve e sevie sono tutte di deeeestva.”
“Io” - ingurgito d'un colpo il bicchiere di refosco - “io invece mi vesto come una macchia d'acqua sul muro...” - mi aggiusto la canottiera bianca - “...così, giusto per distinguermi dallo sfondo...”
 
( ...odio sistiana mare odio sistiana mare odio sistiana mare odio sistiana mare... )
postato da: enochirios alle ore 18:09 | Permalink | commenti (1)
categoria:serio ma non troppo, hironica